Buone intenzioni

Buone intenzioni

Tata! Finalmente! Non ne potevo più! Margherita Petronilla apre la porta e stringe forte la sorella. Ho la testa che gira, non so più dove sbattere!

Calmati, prima di tutto! grassa, tranquilla e imperturbabile come un elefante, Tais Patrizia entra nellingresso. È in casa?

No! Stamattina ha preso i bambini ed è andata via! Margherita si lascia cadere la mano lungo il fianco, impotente. Non vuole sentire ragioni. Dice che è innamorata!

Eh, che ti devo dire, Marghè? Ti è scappata di mano, ormai cè poco da piangere. Dai, sediamoci con calma, mi racconti tutto, e poi vediamo che si può fare.

Tata si dirige a passo sicuro verso la cucina, e seduta al tavolo osserva mentre la sorella prepara il tè.

Sciacqua il bollitore con l’acqua calda almeno! Te lo dico da una vita…

Margherita si scuote, acchiappa il bollitore ma lo gira male e si scotta alle dita, portandole subito al lobo dellorecchio.

Madonna santissima, sempre maldestra sei rimasta! Lascia fare a me, siediti! Sei così nervosa che ti fai male!

Tata le fa posto a tavola, si mette a preparare il tè con movimenti decisi e pratici.

Ecco qua. Ora racconta, senza tralasciare nulla. Chi è questo, che intenzioni ha? E cosa passa per la testa di questa Elena?

Margherita stringe la tazza tra le mani. Cosa dire alla sorella? Non sapeva nemmeno lei perché fosse così agitata per tutta questa faccenda. Luomo che la figlia minore aveva portato a casa sembrava bravo: non beveva, appariva educato, aveva pure unofficina di sua proprietà. Magari non farà il notaio, ma è un lavoro dignitoso. E di manosità nulla da dire, aveva aggiustato il rubinetto che perdeva da un mese, nemmeno lidraulico ci era riuscito! Ma Margherita si era talmente abituata a pensare alla figlia minore come a una potenziale fonte di guai (grazie alla sorella) che ora le serviva una rassicurazione più concreta. E poi la storia di come si erano conosciuti non era chiara: dove si è mai visto un meccanico che aiuta gratis una sconosciuta, a dicembre, coi bambini al freddo in mezzo alla strada? E poi la va a trovare nel weekend per assicurarsi che nessuno si è ammalato! Così da sei mesi. E Elena sembra aver completamente perso la testa. Né dei figli, né della madre si preoccupa. Non le basta essersi rovinata una volta!

Tutto questo Margherita lo vomita alla sorella, poi aspetta il verdetto. In fondo, ha sempre seguito Tata come una coda, da quando erano bambine: la sorella maggiore lha di fatto cresciuta, visto che il padre è mancato presto e la mamma, stremata, lavorava tutto il giorno e scaricava le responsabilità sulla figlia più grande.

Tata, ormai sei grande, devi aiutare!

C’erano otto anni tra loro. Quando scoprì di aspettare unaltra figlia, la mamma non ci credeva, poi si spaventò davvero: erano tempi difficili, già con una bastava. Ma sia il marito sia la figlia, allunisono:

Ce la faremo!

E Caterina credette, e la piccola Margherita nacque debole, spesso malata. Per fortuna cera Tata sempre lì. Sembri un angelo custode, anche se dicono che non esistono, diceva Caterina intrecciandole le trecce sottili prima di correre al lavoro.

Tais, gonfia dorgoglio, prendeva la manina della sorellina ogni mattina, la accompagnava allasilo e poi a scuola. Fece da maestra personale; quando Margherita iniziò le elementari, sapeva già leggere e scrivere che era una meraviglia. E fu una fortuna, perché presto si ammalò di nuovo e la prima elementare la fece quasi tutta da casa. Tra visite e medicine, fu ancora Tata a darle una disciplina ferrea: vitamine, latte obbligatorio, riposo. Margherita odiava il latte, piangeva, ma lo beveva fino allultima goccia.

Le cure funzionano e in seconda elementare torna tra i compagni, saltando poche lezioni. Era brava a scuola e, finite le superiori, Caterina chiede consiglio alla figlia maggiore, diventata ormai una giovane sposa in attesa del primo figlio:

Che facciamo con Margherita?

Deve studiare ancora. Sarebbe un peccato sprecare una mente così brillante, mamma.

E Margherita andò alluniversità, mantenuta a fatica dalla sorella. Tata, già caposquadra di un gruppo di operaie, a un certo punto apre unimpresa di ristrutturazioni. Non ho tempo neppure per respirare, si lamentava con la sorella, ma passerà, prima o poi avrò modo anchio di allargarmi!

Non sarà così. Le crisi una dietro laltra, la difficoltà di trovare operai affidabili. Non ci si può mettere la testa di tutti, sospirava Tata. E tu, come stai?

Margherita si sentiva sempre in difetto con la sorella: aveva scelto un marito che Tata non approvava, e si era pure sposata senza il suo consenso. Per fortuna, il marito, Massimo, trovò il modo di farsi ben volere e con il tempo anche Tata dovette ammettere che era un bravuomo, tutto casa e figli.

Le uniche critiche: Massimo passava troppi weekend con le bambine. Così cresce le femmine troppo viziandole, e poi non le riprendi più. Margherita annuiva, ma in fondo pensava che Tata fosse solo un po invidiosa: suo marito, Alessio, non partecipava neppure alle cene di famiglia col pretesto che leducazione la dà la madre.

Quando anche il figlio di Tata cominciò a mostrare problemi a scuola e nel comportamento, la sorella dovette cavarsela da sola: Lo hai cresciuto tu, ora arrangiati. Così lo mandò a militare su consiglio di un cliente. Al ragazzo piacque e decise di restarci: Avevo una madre-generale! Mi è venuto naturale

Quando finalmente Tata si rilassa per il primogenito, ci pensa la figlia a sconvolgerla:

Mamma, sono incinta!

Ma se hai appena compiuto diciotto anni!

E allora? Sono grande. Ti prego, niente prediche.

Tata si riprende: Niente prediche, ormai dobbiamo organizzare il matrimonio. Lui non voleva sposarsi, ma Tata non ci pensa nemmeno: Mio nipote non crescerà senza padre, sistemo tutto io!

E infatti risolve tutto. Dopo un mese si sposano e Tata trova ai novelli uno spazio nellappartamento rimasto dalla mamma. La giovane coppia, grazie anche allaiuto costante della suocera, dopo un po si sistema ed è Tata a prendere fiato: i figli sono a posto, ora si può tirare il fiato.

Peccato che le difficoltà stavolta piombino dalla parte delle nipoti.

Le due figlie di Margherita, Viviana e Lorenza, sono uno splendore, sane, forti, nulla a che vedere con la madre da piccola. Tata le guarda giocare con il padre e Malgherita gonfia dorgoglio: Guarda come stanno bene! Da non crederci. Io da piccola ero sempre malata, queste sono dei puledri!

Viviana prende dalla madre, è biondina e delicata, Lorenza invece tutta il padre: vivace, carattere di fuoco. Per comodità (e, dietro consiglio di Tata), le iscrive entrambe allo stesso anno: Viviana ne giova: la sorella laiuta a scuola, e Massimo si bea delle sue due principesse.

La felicità dura poco: quando le ragazze arrivano al primo anno delle medie, Massimo resta vittima di un incidente. La famiglia passa giorni interi in ospedale, ma alla fine Massimo non ce la fa.

Povere orfanelle le stringe Tata. Le bambine non osano nemmeno avvicinarsi alla madre, che sembra svuotata della vita. Di notte urla nel sonno e le figlie, senza parlare, vanno a dormire con lei, cercando di consolarla.

Ci vuole Tata a scuotere Margherita: Ma che stai facendo? Le hai private del padre, ora vuoi togliergli anche la madre? Non hai il diritto!

Margherita ascolta senza rispondere, troppo annichilita dal lutto, ma pian piano si riprende grazie anche alle parole della sorella, che la invita a pensare a cosa avrebbe detto Massimo. Col tempo, la vita riprende e sul volto di Margherita torna un sorriso, anche se sbiadito.

Alla fine del liceo, entrambe si innamorano. Viviana, più timida, fa marcia indietro dopo una scenata della zia Tata. Lorenza invece è decisa: Sono innamorata!

E che ce ne facciamo del tuo amore? Tata cerca di convincerla. Ma ti sembra una cosa da fare? Non siete neppure adulti! E… tra di voi, è successo?

Lorenza la guarda fissa: Non sono affari tuoi. Ormai vuoi comandare anche qui? Hai preso il controllo di mamma, ora basta! Ma le parole fanno riflettere Lorenza, che si confronta con il suo Sergio: Se mi ami, allora sposami!

Sposeranno lanno dopo; il giorno del matrimonio Margherita piange tutto il tempo, Tata invece brontola pensando che sia tutto troppo presto, temendo un bebé in arrivo. Ma le sue paure sono infondate: il loro primo figlio arriva solo dopo due anni, quando ormai Lorenza ha finito luniversità (con molti sacrifici, grazie anche allaiuto di Margherita e della sorella), Sergio si laurea e lavora, la famiglia cresce e le cose sembrano andare per il meglio.

Margherita ne è felice, ma Tata si fa sempre più negativa, temendo che vada tutto troppo bene per essere vero (Con quel carattere, Lorenza è capace di combinare un bel disastro e poi toccherà a te rimediare).

Per Margherita resta arduo, anche perché Tata si interessa più alle sue nipoti che ai propri figli, quasi in segno di frustrazione. Quando poi si scopre che Sergio ha unaltra donna, è un nuovo colpo: Lorenza lo scopre nel modo più brutale e, dopo un doloroso processo di separazione (in cui Sergio sembra trasformato, pronto a giocare al rialzo su tutto come se fosse a Monopoli), si trova sola con i bambini.

Margherita è sempre lì a sostenere la figlia; Tata non perde occasione di criticarla (Così i nipoti restano senza madre!), prevedendo già larrivo di un altro uomo in casa.

Quando compare Leonardo, i timori di Margherita diventano reali.

E ora che faccio?

Devi farle ragionare il cervello! Due figli, vuole innamorarsi? E poi di sto tipo che nemmeno sai chi sia? Con tutto quello che ha: casa, macchina, buon lavoro… magari un approfittatore!

Tata

Bisogna verificare! Prima di tutto, parliamone con Lorenza. Non ti ascolta? Chiamala qui.

Tata prende il telefono e chiama Lorenza decisa: Tua madre sta male, corri qui subito!

Lorenza, agitata, lascia i figli a Leonardo e vola dalla madre nel cuore della notte. Trova Tata a riceverla: O razionalizzi, o ci prendiamo i bambini. Nessuna madre se ne va a zonzo lasciando i figli!

A quelle parole, una corda dentro Lorenza si spezza. Si alza, si sistema la gonna e guarda fisso lautoritaria zia:

Ma vi rendete conto di quello che fate? Sono adulta, posso gestire la mia vita. La mia famiglia non vi riguarda più. Son stanca dei vostri giudizi: pensate un po ai vostri di figli!

Ma come ti permetti! Tata si alza rossa in viso.

Me lo permetto e basta! E da ora non vi dovete più permettere di ficcare il naso nella mia casa. E tu, mamma, dovresti essere contenta se sono serena, non preoccupata per i pettegolezzi di tutti!

Poi, improvvisamente, Margherita mette una mano sul cuore, si accascia: Lorenza chiama il 118, Tata resta lì impietrita, rivedendo per un attimo la sorellina piccola che non voleva bere il latte.

Lorenza! Chiama lambulanza!

Margherita viene portata via allospedale.

Il giorno dopo, tutta la famiglia si ritrova fuori dal pronto soccorso. Tata si avvicina a Lorenza, invecchiata di colpo:

Scusa.

Le scuse sono accettate, zia. Ora pensiamo solo a mamma.

Margherita si rimette. Fa pace con Tata ancora in ospedale e da allora non vuole più sentire nessuno parlare male delle sue figlie. Tata, imparata la lezione, ci mette anni a calmarsi, ma alla fine cambia: al nuovo matrimonio di Lorenza e Leonardo, è la prima a gridare Auguri! e abbracciare la nipote, chiedendole di perdonarla ancora.

La vita mette tutti al proprio posto. Sarà Lorenza a stare accanto alla zia durante le sue operazioni, Leonardo ad aiutarla con le visite, le medicine, e tutto il resto. E proprio a lui Tata dice alla fine: Ti è capitato un vero uomo! Tienitelo stretto, Lorenza!

Lo so, zia sorride Lorenza.

E sarà Lorenza a tenerle la mano quando, ormai alla fine, Tata le sussurrerà lultima parola:

Grazie!

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