Ha tradito e ora mi ricatta: la storia di Svetlana, una madre italiana divisa tra perdono e minacce …

Ha tradito e ora detta le regole

Senti, Martina, non ho né il tempo né la voglia di ascoltare ancora i tuoi continui lamenti.

O la smetti immediatamente di fare la vittima offesa e continuiamo a vivere come prima, oppure domani faccio la valigia e sarai tu a spiegare a nostra figlia perché papà se nè andato.

Tu, hai capito?

Vivere come prima in che senso, Lorenzo? chiese lei a bassa voce. Dimenticare tutto? Come se non avessi letto quei messaggi?

Come se “Andrea Ricambi Auto” non ti avesse scritto alle due di notte che gli mancano le tue mani?

Lorenzo sospirò rumorosamente e iniziò a togliersi le scarpe da ginnastica senza slacciarle, schiacciando con forza il tallone.

Di nuovo… Hai bloccato il disco. Te l’ho detto in italiano: è finita. Sono a casa? Sì. Sono qui con te? Sì. Ti do i soldi? Sì.

Cos’altro ti manca? Dovrei inginocchiarmi, forse? Non lo farò mai, scordatelo!

Non è quello che voglio. Voglio solo che tu smetta di parlarmi come se fossi una seccatura. Non fai che rispondermi male, prendi sempre in giro…

Perché sei insopportabile! la interruppe. Giri per casa come uno spettro, sempre con quellespressione, come se avessi appena morso un limone.

Pensi che mi faccia piacere tornare qui? Appena entro, mi becco subito un interrogatorio o lindifferenza!

Qualsiasi donna normale avrebbe già messo una pietra sopra per il bene della famiglia. Ma tu no, devi continuare a rigirare il coltello nella piaga.

Passò accanto a lei andando in cucina, urtandole la spalla; Martina vacillò ma rimase in piedi.

Aveva sempre pensato di essere stata fortunata. Lorenzo uomo di successo, deciso, ottimo padre. Insieme avevano una bimba, la piccola Caterina, cinque anni, una casa in comproprietà, stipendi più che dignitosi.

Il tradimento, avvenuto sei mesi prima, non fu un caso: il marito aveva unaltra relazione da mesi.

Martina laveva scoperto per caso Caterina giocava con il cellulare di papà, e sullo schermo era apparsa una notifica: Andrea Ricambi Auto chiedeva se Lorenzo avesse comprato quella biancheria che le donava così tanto.

Quando la verità venne fuori, Lorenzo non provò nemmeno a negare. Prima tacque, poi si arrabbiò, e alla fine sbottò:

Sì, è successo. È passato e finito. Non fare un dramma, sono qui.

In sei mesi non aveva mai chiesto scusa, né dato segni di vero pentimento. Non si sentiva in colpa affatto, e questa era la cosa che feriva Martina sopra ogni altra.

Quando lei entrò in cucina, lui era già seduto a tavola a scorrere il cellulare. Davanti, il piatto con il branzino al forno che lei gli aveva riscaldato con cura, coprendolo con un altro piatto per non farlo raffreddare.

Sei avara col sale? chiese lui, togliendo il piatto. O sono le lacrime che ti hanno intasato le papille gustative?

Lorenzo, basta. Caterina è in camera, sente tutto.

Che senta pure rise, portandosi in bocca un pezzo di pesce. Che sappia che con il suo atteggiamento la mamma sta facendo scappare il papà da casa. È quello che vuoi, no? Che io me ne vada?

Voglio solo che tu sia una persona. Avevi promesso che avresti fatto di tutto per salvare la famiglia. È questa la tua idea di lavorare su te stesso? Umiliarmi?

Lorenzo posò la forchetta.

Senti bene, cara. La famiglia è un progetto, e io investo in questo progetto. Gioco con nostra figlia, pago i suoi corsi, la porto allasilo.

Volevi che la bambina avesse un padre? Ce lha. E dopo tutti questi mesi che mi torturi con questa storia, io non ti devo più nulla!

Ho posto una condizione: o non si parla più di questo argomento, oppure vado via. Ma se vado, resti senza soldi.

Vendiamo la casa, dovrai pagarmi la metà e si parla di tanti euro.

Li hai? No. Allora, trasloco, affitto in un altro quartiere, un altro asilo per Caterina. Te la senti di farle questo?

Martina tacque. Lorenzo conosceva i suoi punti deboli meglio di chiunque. Lidea di costringere la bambina a cambiare la sua routine, lasciare gli amici dellasilo, trasferirsi in un appartamento anonimo mentre la madre si arrovellava per questioni di soldi la terrorizzava.

E allora taci concluse Lorenzo. Mangia, che sei rimasta solo pelle e ossa, è una tristezza guardarti.

***

La sera, quando Caterina si era già addormentata abbracciata al suo coniglio di peluche, Martina rimase sul balcone a rimuginare tra sé e sé.

Lorenzo era effettivamente un buon padre secondo la definizione classica: non beveva, non alzava la voce, Caterina lo adorava.

Papà, sei il mio eroe gli sussurrava la mattina.

Come poteva Martina distruggere quelluniverso?

Dalla stanza arrivava la voce di Lorenzo stava parlando al telefono con qualcuno. Martina, suo malgrado, ascoltò.

Sì, domani confermato. Ma certo. Guarda, te lho detto, risolvo io. Lei si lamenta un po’, poi si calma. Dove vuoi che vada?

Martina rimase di ghiaccio. Così pensava davvero di lei Aprì la porta del balcone di colpo.

Lorenzo era sprofondato sul divano con le gambe allungate. Quando la vide, chiuse velocemente la chiamata.

Con chi parlavi? chiese lei.

Con un collega. Devo farti vedere la rubrica? le porse teatrale lo smartphone. Tieni, controlla. Tanto ormai sei linvestigatrice di casa.

Una cosa però: se trovo solo un messaggio cancellato, che a te non piace, domani me ne vado a stare da mia madre. Mi raccomando.

Stai scherzando, Lorenzo? Martina si avvicinò. Davvero pensi di essere tu a dettare le condizioni? Dopo quello che hai fatto?

Certo. Perché sono io luomo, e decido come viviamo. O mi segui oppure fai a modo tuo.

Si avvicinò, quasi a sfiorarla.

Lo sai, Martina, che nessun altro uomo amerà tua figlia come la amo io? le sussurrò allorecchio. Tollererebbe la sua presenza finché sei giovane e carina.

Poi, per lui, sarà solo un peso. Vuoi questo per tua figlia? Un patrigno che la sopporti e basta?

Sei uno str… Lorenzo, mormorò lei.

Io sono solo realista, rispose, sorridendo. Ora vado a farmi la doccia. Preparami quella camicia bordeaux per domani, e stira bene il colletto, che oggi era spiegazzato.

Sparì in bagno, lasciando Martina immobile in soggiorno.

***

Lindomani iniziò con la solita frenesia. Martina friggeva le frittelle di ricotta, Caterina litigava perché non voleva mettersi le calze.

Lorenzo entrò in cucina indossando proprio la camicia bordeaux evidentemente, Martina laveva stirata.

Mamma, sabato andiamo allo zoo?

Certo, amore Martina provò a sorridere.

Papà, ci vieni anche tu? Mi hai promesso che mi facevi vedere il leone grande!

Lorenzo accarezzò la testa della figlia, e il suo volto si illuminò allistante.

Vengo, piccolina. Però se la mamma si comporta bene e non fa arrabbiare papà, andremo di sicuro.

Martina quasi fece cadere la spatola.

Lorenzo, ma cosa dici? sussurrò, quando Caterina si distrasse con i cartoni.

Cosa? sollevò le sopracciglia, finto innocente. Sto solo spiegando alla bambina come funziona una famiglia.

Non vorrai rovinarle il weekend con le tue scenate, vero?

Martina rimase in silenzio. Non cera niente da replicare: Lorenzo si nascondeva dietro la figlia.

***

Al lavoro, per tutto il giorno, Martina era distratta. I colleghi le chiedevano se andasse tutto bene, lei dava la colpa allinsonnia.

Durante la pausa pranzo sbirciò qualche sito di annunci immobiliari. I prezzi erano alle stelle e le case decenti del quartiere sparivano in un attimo.

Qualcosa di più abbordabile si trovava solo dallaltra parte della città.

Due ore solo ad andare. Lasilo chiude alle sei. Non riuscirei mai a prendere Caterina in tempo pensò Martina, chiudendo il portatile. Come posso fare? Da dove si comincia?

Unora prima della fine dellorario, il marito la chiamò:

Senti, stasera faccio tardi. Ho da fare. Mangiate senza di me. E Martina…

Dimmi.

Compra un buon vino rosso, amabile. Ci parliamo con calma stasera, senza le tue crisi.

Lorenzo, io…

Martina, non è una domanda la interruppe. È unoccasione per sistemare le cose. Non sprecarla. Un bacio. Saluta Caterina.

Chiuse la chiamata. Martina rimase a guardare il cellulare finché lo schermo si spense. Forse dovevano parlare davvero. Peggio di così non poteva andare

***

Caterina si addormentò in fretta, Martina restò quasi due ore in cucina. La bottiglia di vino era sul tavolo laveva comprata, odiando se stessa per quel momento di debolezza.

Il marito rientrò verso le undici, di ottimo umore.

Brava, le diede un bacio sulla guancia, e Martina si scostò distinto. Dai, smettila, rilassati. Brindiamo.

Stavo pensando Abbiamo bisogno di una vacanza. Che ne dici, il mese prossimo in Sicilia, tutti e tre? Ho già trovato un hotel vicino al mare, Caterina lo adorerà.

Ma quale vacanza, Lorenzo? Martina rimase interdetta. Viviamo come due estranei!

Perché tu fai così, sorseggiò il vino. Io sto provando a rimettere insieme i pezzi. Però! Voglio che tu prometta: mai più una parola su questa storia.

Niente controlli sul mio telefono, niente allusioni, niente pianti. Viviamo come se non fosse successo nulla, punto.

E la fiducia? Martina lo fissò negli occhi.

La fiducia ormai è un lusso che non puoi permetterti Lorenzo sorrise ironico. Tu hai bisogno di sicurezza, tua figlia di un padre, questa casa di un uomo.

Hai tutto. Lunico prezzo è il silenzio. Mi sembra un ottimo affare.

E se non accetto?

Lorenzo posò lentamente il bicchiere.

Allora domani prepari la valigia. Sono serio, Martina. Non ne posso più di questa situazione.

Ho bisogno di una moglie che sia un sostegno, non una che si lamenta sempre.

Se non puoi perdonare e dimenticare, ognuno per la sua strada.

Ma ricorda: prenderò tutto quello che posso. E avrai solo la tua testardaggine da incolpare.

Lasciò la stanza. Martina rimase al buio, ascoltando il rumore dellacqua dalla doccia. Sapeva che quello era ricatto bello e buono.

Qualsiasi donna forte gli avrebbe lanciato il bicchiere in faccia e sarebbe uscita sbattendo la porta. Ma lei non era forte

Era, prima di tutto, madre. E doveva pensare a sua figlia. In fondo, tutti sbagliano una volta nella vita.

Lorenzo aveva tradito solo una volta, forse meritava una seconda possibilità. Almeno per Caterina, doveva provarci

Mamma? la chiamò una voce fioca dal corridoio.

Martina si asciugò in fretta le lacrime e si voltò sulla soglia cera Caterina.

Mamma, ho fatto un brutto sogno. Dovè papà?

È qui, tesoro Martina si chinò e la prese in braccio. Papà è sotto la doccia, non è andato via. Vieni con me, va tutto bene. Siamo tutti a casa.

Davvero? Caterina le si strinse al collo. Staremo sempre insieme?

Martina chiuse gli occhi, sentendo il cuore scomporsi in mille pezzi.

Sempre, piccola. Sempre.

Riportando Caterina in camera, Martina prese una decisione: avrebbe salvato la famiglia. Da domani avrebbe fatto di tutto per dimenticare quel tradimento. Ma domani domani era un altro giorno.

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