Ieri il mio ragazzo mi ha detto:

Ieri il mio ragazzo mi ha detto:

Sabato vengono i ragazzi. Riusciresti ad andare dai tuoi?

Sono rimasta impietrita, con la tazzina di caffè tra le dita:

Matteo, di nuovo?

Sì, certo. Una volta al mese ci vediamo, lo sai, ha risposto lui.

Lo sapevo. Ogni mese viene il suo gruppo di amici da noi a giocare a giochi da tavolo, e ogni volta lui mi chiede di lasciare per la notte il nostro appartamento. Viviamo insieme da due anni. Io ho trentuno anni, lui trentaquattro. Tutti i suoi amici hanno tra i trenta e i trentacinque, hanno tutti fidanzate o mogli. Ma stranamente solo io devo andarmene quando organizzano questi incontri.

Vago tra i vicoli della mia mente fino a casa della nonna, dei miei genitori o da unamica come una bambina che viene mandata a dormire fuori mentre i grandi si divertono. E questa cosa mi pesa, mi rimpicciolisce.

Il primo giorno senza donne

Tutto è cominciato un anno e mezzo fa, appena avevamo iniziato a convivere.

Matteo mi disse:

Sabato vengono i ragazzi, giochiamo un po ai giochi da tavolo. Potresti andare da qualche parte?

Ero sorpresa:

Perché? È casa nostra.

È una serata solo maschile. Una roba da uomini, così nessuno disturba.

Ma le altre ragazze vanno via anche loro?

No. Ma vivono altrove. Semplicemente per te sarebbe più scomodo.

Ho pensato: Va bene, una volta lasciamoli tranquilli. Sono andata da unamica.

Matteo è tornato tutto sorridente:

Grazie che sei andata via. Ci siamo divertiti un sacco.

Un mese dopo di nuovo:

Sabato vengono i ragazzi. Vai dai tuoi?

Sono andata dai miei.

Il mese dopo dalla nonna.

E ancora, unaltra volta dalla mia amica.

Così ogni mese, da un anno e mezzo: una volta al mese abbandono la mia casa legittima per il suo giorno senza donne.

Quello che mi colpisce

Recentemente ho scoperto che le altre ragazze non se ne vanno quando i loro ragazzi ricevono amici.

Ho chiesto a una di loro, Claudia, la ragazza di Marco, amico di Matteo:

Claudia, ma tu dove vai quando giocano?

Mi ha guardata come se stessi sognando ad occhi aperti e ha risposto:

Da nessuna parte! Sto a casa, faccio le mie cose, loro stanno in salone.

Non ti chiedono di andartene?

E perché mai? È casa mia.

Ho parlato anche con altre due ragazze. Nessuna di loro si sposta. Solo io.

Ho chiesto a Matteo:

Perché le altre restano in casa, ma tu ogni volta mi chiedi di andare via?

Ha riflettuto un attimo e ha detto:

Loro hanno case più grandi, con due-tre stanze. La ragazza sta da una parte, noi dallaltra. Noi qui abbiamo un monolocale, sarebbe scomodo per te.

Sto bene. Posso leggere ascoltando la musica in cuffia.

È meglio che tu vada. Così stanno tutti più tranquilli.

Tutti. Non io. A loro va meglio senza di me.

Quello che mi umilia: lasciare casa mia

Ogni volta che preparo la borsa mi sento una comparsa nella mia stessa vita. Pago metà affitto, questa è casa mia. Però una volta al mese mi chiedono di lasciarla per lasciar spazio agli amici maschi.

Arrivo da nonna con la borsa, e lei mi chiede:

Avete litigato di nuovo?

No, nonna. Da Matteo vengono gli amici.

E tu perché non stai a casa?

Mi vergogno a dirle che il mio ragazzo preferisce stare da solo con i suoi amici, senza di me.

Vado dai miei, e anche mamma mi guarda stupita:

Ma sei già qui? Non sei passata anche ieri?

Oggi per Matteo è la serata tra uomini, dico quasi sottovoce.

Mia madre non dice nulla, ma il suo sguardo mi pesa addosso, mi giudica.

Quello che mi ferisce: regole diverse

Matteo sostiene che sono facile da accontentare. Dice che è stato fortunato, perché le altre pretendono cene, regali, vacanze costose.

Gli altri vanno al ristorante due volte a settimana, dice. Tu invece non chiedi nulla, sei comprensiva.

È vero, non chiedo nulla. Andiamo al bar una volta al mese. In due anni mai fatti una vacanza insieme.

Gli altri viaggiano ogni sei mesi, continua lui. E tu non ti lamenti mai. Brava.

Non mi lamento perché so che soldi non ce ne sono, anche se guadagna bene.

Ma se chiedo almeno una volta al mese di poter restare a casa improvvisamente divento esagerata.

Ma puoi andar via solo una volta al mese, dice lui. Non è un grosso sacrificio.

No, non lo è. Basta fare la valigia, lasciare il proprio letto, dormire dai parenti, così lui può vivere la sua giornata senza donne.

Non voglio cene galanti né vacanze, ma restare nella mia casa dovrebbe essere normale.

Cosa dice sua mamma: la voce del buonsenso

Qualche tempo fa, sua madre ha scoperto tutto e ha detto:

E perché devi andartene tu? È casa tua. Resta, conosci i suoi amici.

Le ho spiegato:

Fanno le serate tra uomini, mi imbarazza.

Ha scosso la testa:

Sei la sua compagna, dovresti far parte della sua vita. Se ti nasconde dagli amici, non è normale.

Credo abbia ragione. In questi due anni li ho appena incrociati sulla porta, io esco mentre loro entrano.

Ma ho paura della gente nuova. Sono timida. È più facile andare via che restare. O forse ho paura che pensino: Perché se ne va? Lui la manda via?

Cosa ho scoperto: anche lui è escluso

Di recente ho anche scoperto che, se Matteo dice di non poter andare a un incontro per lavoro o per qualche malanno gli amici si vedono lo stesso senza chiamarlo.

Ma come, si sono visti senza di te? chiedo.

Sì Ho detto di no, hanno deciso ugualmente di vedersi.

Ma non ti hanno invitato?

No. Forse si sono dimenticati.

Dimenticato. O forse solo non volevano.

E poi ho scoperto che tre dei suoi amici si sono sposati e non lo hanno invitato al matrimonio.

Perché non ti hanno invitato al matrimonio di Marco? chiedo.

Non so Magari avevano un budget limitato.

Budget? O forse non sono davvero così amici come pensa.

Lui invita gli amici ogni mese, mi manda via per loro, e nemmeno lo invitano alle loro nozze.

Cosa ho capito: ho paura di chiedere

Questa settimana ho pensato tanto: perché non chiedo niente? Perché continuo ad accettare di lasciare casa?

Per paura. Ho paura di chiedere troppo e che lui se ne vada.

Matteo mi loda sempre perché sono indipendente, e io ho terrore di perdere questa immagine. Ho paura di essere una rompiscatole.

Così parto. Per non dar fastidio. Per non perderlo.

Ma più ci penso, più capisco che sto perdendo me stessa.

Dove sono ora: lennesima scelta

Sabato ci sarà di nuovo la serata senza donne. Matteo lha già fatto capire:

Vai dai tuoi, vero?

Taccio. Sto lì a pensare: andare o restare?

Se vado, sarà tutto come sempre. Cederò di nuovo terreno, mostrando che le mie esigenze non contano.

Se resto, ci sarà la lite. Matteo dirà: Stai rovinando la serata, sei diventata esigente.

E non so cosa sia peggio: lasciare la mia casa o restare e sentirmi in colpa.

Di una cosa sono certa: non posso continuare così.

Donne, vi è mai capitato che il vostro ragazzo vi chiedesse di lasciare casa quando vengono i suoi amici? Come avete reagito?

Uomini, spiegate: perché organizzare queste serate tra uomini chiedendo alla vostra compagna di andarsene da casa sua?

Donne, vi siete mai sentite elogiate perché non chiedete mai nulla? Dove porta, davvero, tutto questo?

Uomini, se i vostri amici non vi invitano nemmeno a un matrimonio mentre voi li accogliete a casa si può ancora parlare di vera amicizia?

Rate article
Add a comment

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!:

four × 4 =

Ieri il mio ragazzo mi ha detto: