Il gattino tradito, abbandonato e rifiutato dopo un’analisi: lasciato al gelo in un inverno italiano…

Il gatto è stato tradito, abbandonato, ignorato tutto per colpa di un analisi. In pieno inverno, si capisce.

Il protagonista di questa triste commedia felina si chiama Massimino. È stato trovato appallottolato davanti al portone del suo stesso condominio a Torino. Il povero disgraziato vagava avanti e indietro come una trottola impazzita, miagolava disperatamente, graffiava la porta metallica gelida e, in mancanza di risultati, ci dava pure qualche morsicata roba da diventare il terrore delle maniglie! Era terrorizzato dalla strada mai stato fuori da un appartamento in vita sua. Massimino, un vero casalingo, abituato al termosifone e al divano, alla pappa pronta e alle carezze, si affidava a ogni passante: che fossi il vicino, il postino o uno che cercava di non finire travolto dalle trappole della raccolta differenziata. Si strusciava alle caviglie tremando come una foglia, con occhi supplicanti che sembravano dire: Salvami da sto freddo polare che fine ha fatto il radiatore?

Il motivo? Da ridere o da piangere. La padrona aveva deciso di prendere un secondo animale, dopo essersi invaghita di un annuncio online dove regalavano un persiano. La volontaria responsabile, però, aveva chiesto di fare qualche esame al gatto che già aveva in casa. Gli hanno fatto i prelievi e, sorpresa delle sorprese, Massimino è risultato portatore del virus dellimmunodeficienza felina. Peccato che la cosa non si manifestasse in alcun modo e, soprattutto, non fosse pericolosa né per umani, né per i cani (che tanto, dice il veterinario, il virus in questione se lo passano solo tra gatti).

E comunque, a Massimino di sintomi manco lombra: il sistema immunitario lo teneva a bada, altro che epidemie. Basta leggere due righe su Internet! Ma la signora niente: Un gatto malato in casa, magari è pure contagioso! Non si è nemmeno posta il problema di chiedere, di informarsi; non ha voluto sentire ragioni. Ha preso il suo ex-peluche vivente e, così comera, lo ha buttato sulle scale, in mezzo al gelo piemontese.

A notarlo è stata la portinaia, la signora Concetta: unistituzione nei condomìni torinesi. Si è accorta che il gattino non scorrazzava più inquieto davanti alla porta, ma si era acciambellato su un fazzoletto di neve, ridotto a un gomitolo tremante. Stava ormai per addormentarsi, col rischio (molto italiano) di diventare un quadro drammatico. La portinaia non ci ha pensato due volte: lo ha raccolto, portato nella guardiola, adagiandolo sulla sua stessa giacca accanto al termoventilatore, e per buona misura ha condiviso anche il pranzo: risotto alla milanese (diciamo così, ma in realtà era la solita insalata di riso). Pazienza se frettoloso, per Massimino quel piatto è stato la salvezza calore e carboidrati lo hanno letteralmente riportato in vita.

Successivamente, Massimino è stato portato in un gattile. Il freddo aveva lasciato i suoi segni e un bel raffreddore non si è fatto attendere, ma le terapie hanno fatto miracoli. Ora Massimino sta da favola, ha ripreso forze e, incredibile, ha ancora fiducia nel genere umano. É castrato, vaccinato e ha un regolare passaporto veterinario, roba che allanagrafe neanche chiedono.

È giovane in fondo, ha appena tre anni. Dolce come il miele, si attacca alle persone: le abbraccia, ronfa direttamente nelle orecchie, sembra cantare lAida in versione miagolio, dà testate affettuose e baci felini (allitaliana, sintende). Ogni volta che i volontari vanno via, lasciandolo in gabbia, il distacco è tragico, unopera lirica in più atti. Massimino è un gatto da divano, da termosifone e da abbracci. Fatto per stare in casa, amato e coccolato.

Rate article
Add a comment

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!:

4 × 3 =

Il gattino tradito, abbandonato e rifiutato dopo un’analisi: lasciato al gelo in un inverno italiano…