Il matrimonio non ci sarà
Livia entra in camera e si blocca sulla soglia. Davanti a lei, vestita da sposa, c’è Giuliaed è splendida. Labito mette in risalto la sua figura, gli occhi le brillano di quella felicità quieta, quasi impalpabile. Livia non riesce a trattenere lentusiasmo:
Mamma mia, sembri una regina! esclama, fissandola incantata. Sono davvero felice per te! Finalmente hai saputo voltare pagina e hai aperto il cuore a nuove emozioni, lasciando andare il ricordo di Matteo! Sei stata bravissima.
Giulia trasale appena, il sorriso scompare di colpo. In fretta si mette a togliersi il vestito, evitando lo sguardo di Livia.
Meglio che lo tolga ora, mormora veloce, armeggiando con i piccoli gancetti di lato. Mancano solo due settimane alla cerimonia. Se dovesse succedere qualcosa allabito, trovarne un altro così sarebbe impossibile.
Livia si morde il labbro, capendo subito di aver detto troppo. Perché ha dovuto nominare Matteo? Ora che finalmente nella vita di Giulia cè un uomo giusto, i riferimenti al passato non hanno senso! Matteo non meritava nemmeno una lacrima, soprattutto dopo tutto quello che ha combinato!
Una volta, Giulia era convinta fosse davvero luomo della sua vita. Le loro relazioni dovevano essere serie, durature! Ma lentamente tutto era crollato. Prima si era allontanato, poi aveva iniziato a criticare ogni sua scelta, gli amici, i sogni. Le aveva fatto mollare un progetto lavorativo di successo, le aveva impedito di andare in stage allestero, e alla fine laveva persino spinta a cambiare lavoro.
La famiglia di Giulia non capiva cosa stesse accadendo: la vedevano cambiare, perdersi, ma non sapevano come aiutarla. Ogni tentativo di parlarne finiva in liteMatteo le aveva messo in testa che i suoi erano contro la loro storia perfetta. I rapporti in famiglia peggioravano, finché Giulia quasi smise di frequentare i genitori.
Poi, un giorno, sparì. Così, senza dire niente, neanche un biglietto daddio, lasciando ferite profonde e un figlio che Giulia decise di crescere comunque.
Quattro anni sono passati, e ora il piccolo Matteo è un bimbo vivace e curioso, con mille domande sul mondo. Vuole sapere perché il cielo è azzurro o dove vanno le nuvole, si incanta a osservare i coleotteri al parco. Allasilo le maestre dicono che è sveglio, apprende subito, memorizza filastrocche e ascolta incantato le favole.
La maggior parte del tempo la passa dai nonnii genitori di Giuliache lo seguono con amore e attenzione. Sono stati loro a scegliere un asilo bilingue, portarvelo a nuoto e lezioni di danza. Giulia invece lo vede qualche volta alla settimana, ma si trattiene sempre poco.
La ragione era tanto semplice quanto dolorosa. Il piccolo Matteo somiglia in modo incredibile al padre: stessi capelli scuri mossi, stessi occhi, lo stesso sorriso un po sornione. Ogni volta che lo guarda, Giulia si ritrova catapultata nel passato, ai giorni in cui ancora credeva che sarebbero stati felici. La ama immensamente, è fiera dei suoi traguardi, gioisce per ogni abbraccio, ma insieme allamore arriva una fitta lancinante: basta prenderlo in braccio o incrociarne lo sguardo perché scendano lacrime che cerca di nascondere, trovando una scusa per allontanarsi o rovistare nella borsa. Poi piange in silenzio, quando lui non la vede.
Una sera, Giulia va a prendere Matteo a casa dai genitori. Il bambino è seduto sul tappeto, intenta a completare un puzzle con la fronte aggrottata. Quando la vede, le corre incontro.
Mamma, guarda! urla emozionato. Mancano solo due pezzi! Qui cè la casetta, qui lalbero e qui ecco, qui ci sarà il cane!
Giulia si inginocchia accanto a lui, cercando di sorridere.
È bellissimo, gli scompiglia i capelli Sei proprio bravo, tutto ordinato!
Matteo la fissa serio:
Mamma, ma dovè il mio papà? Allasilo tutti hanno il papà, solo io non ce lho mai
Giulia sente il cuore stringersi, ma adopera una voce tranquilla:
Non lo so, amore. Papà adesso è lontano, ma pensa sempre a te, ne sono sicura.
E allora perché non chiama? domanda il piccolo, sempre più concentrato a capire. Gli racconterei che so fare i nodi alle scarpe!
È molto occupato, risponde Giulia, sentendo la gola stringersi. Ma sicuramente è orgoglioso di te.
Il bambino sembra riflettere, poi annuisce e torna al puzzle.
Va bene. Allora finisco la casa così papà vedrà quanto sono bravo!
Lei rimane accanto a lui, una mano nei suoi capelli profumati di shampoo, cercando di fermare quel momento: mentre suo figlio è lì, sereno e fiducioso, nonostante le domande a cui lei non saprà rispondere.
Nonostante tutto, Giulia continua a pensare a Matteo senior. In fondo cerca una scusa per lui, quasi lo giustifica: magari gli è successo qualcosa di grave, magari non può dare sue notizie. Questi pensieri sono lunico modo per non crollare.
La madre, con delicatezza, le dice che deve smettere di vivere nel passato, che ormai conta solo il presente e suo figlio. Gli amici più schietti dicono: Ti ha lasciato, accetta i fatti e volta pagine!. Ma Giulia non ascolta. Sostiene che tra loro cè stato vero amore, difende le promesse che si erano fatti. Alla fine i confronti si spengono, e lei si chiude sempre più in sé stessa.
Non sta però con le mani in mano. Ogni tanto controlla i social, telefona nei posti dove lui potrebbe andare, pubblica messaggi in cui chiede aiuto. Nessuna notizia. In fondo, però, è come se si rifiutasse di ammettere levidenza: Matteo se nè andato e non tornerà.
Poi, dopo cinque lunghi anni, arriva qualcun altro a scaldarle il cuore, quasi per caso: si conoscono al compleanno di unamica in comune. Andrea colpisce subito Giulia. Un uomo affidabile, veronon cè altro modo per definirlo. Sincero, gentile, premuroso semplicemente perfetto.
Giulia con Andrea si sente sé stessa: lui non le chiede di fingere, di sorridere se non ne ha voglia. Se è stanca, basta una parola e la riaccompagna a casa; se vuole restare in silenzio, lui non insiste. Andrea è il tipo duomo che sembra difficile da trovare: serio, riflessivo, e soprattutto innamorato davvero.
Lo dimostra in mille modi: si informa sempre su che caffè preferisce, ricorda i nomi dei suoi colleghi, risolve con delicatezza le piccole faccende quotidiane. La farebbe sentire una principessa, e Giulia ammette di lasciarsi coccolare volentieri.
La conquista soprattutto il modo che Andrea trova con Matteo. Alla prima visita, il bambino lo studia circospetto, aggrappato alla mano di mamma. Ma Andrea si siede per terra accanto a lui e gli chiede quali cartoni animati preferisce. Dopo mezzora giocano insieme con le costruzioni e Matteo è già entusiasta di mostrare al nuovo amico tutti i suoi giocattoli.
Con il tempo, Andrea diventa una presenza costante a casa dei nonni dove vive Matteo. Lo porta al parco, gli insegna ad andare in bicicletta, gli legge le favole la sera. Un giorno, mentre disegnano insieme, Andrea le dice semplicemente: Vorrei essere davvero suo padre. Se tu vuoi, posso adottarlo.
Livia è davvero felice per Giulia. Note il cambiamento: ha di nuovo la luce negli occhi, il volto è più sereno, e il suo sorriso finalmente è vero. Ma proprio oggi Livia ha toccato il tasto dolente senza volere, nominando Matteo senior. Ora spera solo che Giulia non ci stia troppo male.
Ma la ragazza sorprende tutti per la calma.
Sono cresciuta, dice piano, sistemando con cura labito sul letto. E ora so che i miei sentimenti per Matteo devono restare nel passato. Anzi, a volte rimpiango di aver dato il suo nome anche a mio figlio. Che sciocca ero! Mai voluto ascoltare nessuno Ma come facevate a sopportarmi?
Livia le stringe la mano, affettuosa:
Pensi di riportare Matteo a vivere con te dai tuoi genitori?
Sì, risponde Giulia, tornando seria. Andrea ci tiene tanto. Ha proposto persino di cambiare nome a Matteo. Dice che così sarà più facile per me. Tanto comunque il certificato dovrà essere rifatto quando ci sarà ladozione.
Si gira verso la finestra, osservando le gocce di pioggia che scivolano sul vetro.
Prima avevo paura che Matteo mi facesse vivere nel ricordo. Mi sbagliavo. È mio figlio e merita uninfanzia felice, con due genitori che lo amano! I nonni sono una benedizione, ma non possono sostituire papà e mamma. Andrea lo capisce. Vuole davvero essere suo papà! Dovresti vedere che legame si è creato!
Ottima idea! si anima Livia. Chiedi a tuo figlio che nome preferisce. Così accetterà più facilmente il cambiamento.
Non so per ora ci devo pensare. Cè tempo, valuteremo insieme.
In verità, Giulia si mente un po da sola. Nel cuore, ama ancora Matteo e non riesce a lasciarlo andare del tutto, ma sa che questa storia non la porterà da nessuna parte. I genitori la tengono sempre più a distanza, stufi delle sue crisi di pianto ogni volta che vede il figlio. Gli amici non vogliono più sentire storie, e qualcuno ormai la giudica poco lucida. È ora di lasciar andare il passato e pensare al presente.
Come il matrimonio, per esempio.
Peccato sia così difficile!
Andrea, certo, è un uomo buono, ma non è Matteo. Giulia non prova un sentimento travolgente per lui; si serve dei suoi sentimenti più che amarli veramente.
Se Matteo tornasse darebbe qualsiasi cosa per stare con lui
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Il matrimonio non si farà! annuncia ad un tratto Giulia, con gli occhi pieni di fuoco e quasi danzando per la stanza. Le nostre strade si dividono, come navi nel mare!
Andrea la guarda sconcertato, incapace di credere alle sue orecchie. Mancava appena una settimanahanno scelto il menu, i fiori, gli inviti sono partiti. Tutto ormai pareva realtà e ora lei dice che il matrimonio non si farà?
In che senso non si farà? riesce a balbettare, sperando sia uno scherzo. Giulia, cosa succede? Spiegati, per favore.
Giulia non lo ascolta, si aggira per la stanza raccogliendo le sue cose e buttandole freneticamente in una valigia. Gli occhi le brillano, e sulla bocca appare un sorriso nuovo, autentico.
È tornato Matteo! spara senza guardarlo. Cè nei suoi occhi una tale felicità che Andrea sente un gelo dentro. È arrivato ieri, ci siamo spiegati non ci credevo fino allultimo!
Finalmente gli rivolge lo sguardo, senza rimorso alcuno, solo eccitazione e gioia.
Ti sono grata per questi ultimi sei mesi, continua, con voce più dolce. Con te ero serena, al sicuro Sei una persona meravigliosa, Andrea. Ma non ti ho mai amato per davvero. Ora che ho una chance per essere felice sul serio, non posso farmela scappare.
Andrea prova un angosciato senso di vuoto. Matteo. Ancora lui. Quello di cui Giulia parlava sempre con incanto, tanto da farlo sentire un ospite di passaggio. Sapeva che lei pensava ancora a lui, ma sperava che con il tempo e la vita insieme tutto sarebbe cambiato.
Ci hai già parlato? chiede, sforzandosi di restare calmo. E cosa ti ha raccontato stavolta?
Non si è giustificato, risponde duramente Giulia. Ha solo detto che ha capito quanto ha sbagliato. Che per tutto questo tempo ha pensato solo a me!
Continua a preparare la valigia, mentre Andrea rimane paralizzato.
Abbiamo parlato al telefono, aggiunge, frugando nel cassetto. I suoi mi hanno imposto gli studi a Londra e non ha potuto avvisarmi. Pensa: mi ha sempre avuta in mente, ma non poteva contattarmi. Ora però è tornato, è tutto diverso, vivremo finalmente insieme una vita felice!
Nella mente di Giulia riecheggia quella chiamata: Matteo che la cerca dopo anni, col tono emozionato.
Giulia, so che sembra assurdo. Ma devi capire: i miei genitori mi hanno costretto. Hanno detto: o studi a Londra o ti scordiamo. Ho provato a oppormi ma mi hanno bloccato le carte, niente conti, nemmeno un cellulare!
Un messaggio avresti potuto mandarlo la voce di Giulia vacilla.
Con quale faccia? Per dirti che sono stato debole e mi sono arreso?
A quelle parole, tutte le ferite sembravano sciogliersi. Capisce in un attimo di avere atteso quella chiamata per tutti quei giorni.
Ora sarà diverso, le aveva detto Matteo. Ho lasciato luniversità, sono tornato. E non partirò più.
Ripensa a queste parole mentre si trova davanti ad Andrea.
Si ferma un istante, scruta la stanza come per essere sicura di non dimenticare nulla. Nota allora il volto sbiancato di Andrea, immobile e svuotato.
Non preoccuparti, aggiunge più tenera, ma decisa. Ho già avvisato tutti dellannullamento. Ho chiesto di lasciarti in pace. Senzaltro ci sarà chi ti compatisce, ma sei forte, supererai anche questa.
Afferra la valigia, tira su il manico, torna a guardarlo senza alcuna esitazione.
E, per favore, non telefonarmi né mandarmi messaggi. La decisione è presa, non cambierò idea!
Solleva la valigia, sbilanciandosi un attimo, poi si rimette dritta e si dirige verso la porta, come se ogni secondo in più lì potesse farle vacillare le certezze.
Andrea rimane al centro della stanza, un nodo in gola. Vorrebbe urlare, pretendere spiegazioni, ma si trattiene. Stringe i pugni, poi li apre, cerca di controllarsi:
E se stessi correndo troppo? dice piano, fissandola.
Lei si immobilizza sulla porta, il corpo teso.
E se lui non volesse davvero ricominciare? Se negasse suo figlio? O se magari non ti proponesse niente?
Giulia si gira di scatto, il volto arrossato di emozione e nervosismo. Fa due passi avanti, decisa a far valere il suo pensiero.
Mi ha chiesto un incontro serio! esclama. Basta questo! E non provare a parlar male di luiMatteo non è così!
Le trema la voce, ma subito si ricompone. Torna alla porta coi suoi bagagli.
Potevi anche aiutarmi, brontola stancamente, tentando di sollevare la valigia.
Andrea, per riflesso, sta quasi per aiutarla, poi si ferma. Perché dovrebbe? Lei ormai è già altrove, nei suoi pensieri è con Matteo. Nei suoi occhi cè un entusiasmo cieco: sta per iniziare una nuova vita Pensa davvero che Matteo la stia aspettando.
Ma la realtà è ben diversa. Matteo, infatti, non intende proporre nulla; vuole solo parlare, chiudere una volta per tutte soprattutto perché ormai è impegnato altrove.
E Giulia, troppo presa dai suoi sogni, non vede la realtà.
A fatica raggiunge la porta, si ferma per un attimo, poi la spalanca decisa e se ne va, senza mai girarsi.
Andrea resta solo, fissando la porta chiusa, nellaria ancora il profumo dei suoi capelli, nelle orecchie le ultime parole: Matteo non è così!
Si siede, sentendo tutto il peso di quello che è successo. È troppo, tutto insieme. Ora dovrà imparare a vivere senza Giulia, senza progetti, senza illusioni
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Matteo apre la porta, stupito per la visita così presto. Davanti a lui cè Giulia con due valigie, uno sguardo di gioia, gli occhi colmi di sogni. Rimane bloccato, incapace di dire una parola. Gli ronza solo una domanda: Come ha fatto a capirmi così male?
Lui credeva che fosse tutto superato. Quando ha saputo di Andrea, si è rilassato, finalmente libero di tornare a Firenze, vivere con la sua compagna, senza paura di chiamate o drammi improvvisi. Anzi, quasi aveva ringraziato Giulia mentalmente per essersi rifatta una vita: problemi finiti!
Certo, laveva chiamata, aveva accettato lincontro, per scrupolo. Ma ora, vederla con i bagagli, pronta a iniziare chissà cosa, lo lascia senza parole. Fa un passo indietro.
Matteo! esclama lei appena lo vede. Ho deciso. Sono qui, finalmente staremo insieme!
Parla come se fosse la cosa più ovvia del mondo, fa un passo avanti, ma lui la blocca con un gesto.
Giulia, aspetta cerca di essere delicato. Forse non sai tutto.
Lei si irrigidisce, perdendo il sorriso.
Come sarebbe? Abbiamo detto di parlarci, chiarirci
Matteo trattiene il fiato, sapendo che non può più evitare.
Sono sposato, Giulia. Da due anni. Sono felice con lei.
Giulia rimane impietrita, con gli occhi spalancati, incapace di credere a ciò che sente. Si taglia il respiro, poi il viso si riempie di lampi di panico e rabbia.
Che stai dicendo? Ma se mi hai chiamata tu! Mi hai detto che tutto era cambiato!
Volevo solo salutarti in modo civile, risponde piano Matteo. Spiegarti che ognuno ora ha la sua vita. Ma tu, evidentemente, hai capito altro.
Giulia indietreggia, le mani che tremano. Serra i pugni ma le emozioni hanno la meglio.
Mi hai mentito! grida con voce strozzata. Ho lasciato tutto per te!
Matteo sente crescere lirritazione. Non vuole scenate.
Non ti ho mai promesso niente, le dice, pacatamente. Hai deciso tu, da sola. Ora basta, chiariti le idee.
Giulia urla, lancia una delle valigie a terra; i vestiti si spargono nellatrio, ma non le importa. Urla, lo accusa, pretende spiegazioni.
Matteo, con fermezza, la accompagna fuori dallappartamento. Chiude la porta, sperando sia la fine. Ma Giulia non si arrende: bussa, urla, lo chiama. I vicini spiano dalle case, qualcuno protesta.
Dopo unora, esausta e tra le lacrime, se ne va. Prima di svanire, si volta e urla tra i singhiozzi:
Io tornerò! Ti pentirai di tutto questo!
Matteo chiude gli occhi, stravolto. Sa che non finirà così facilmente. Giulia è testarda, se si mette qualcosa in testa è difficile scrollarsela.
Rientra in salotto, si lascia cadere sul divano. Ha una decisione urgente da prendere: restare lì non si può più. Prende il cellulare, apre un portale immobiliare.
Devo vendere casa e comprarne unaltra, pensa. E magari andare in unaltra zona di Firenze
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Giulia cammina senza meta per le strade di Firenze, le lacrime che le impediscono quasi di vedere. Tutto le sembra irreale, pesante, senza speranza. Aveva immaginato tuttaltra scena: Matteo che la accoglie, le rinnova promesse, finalmente insieme. Invece la realtà è dura, crudele.
Va avanti per ore, e senza accorgersene arriva davanti al portone di Andrea. Si asciuga il viso, sistema i capellivuole sembrare almeno composta. Respira, sale e suona il campanello.
Andrea tarda ad aprire. Quando si mostra, ha uno sguardo freddo, distaccato. Non le fa cenno di entrare.
Andrea, ti prego, inizia lei, la voce tremante. So quello che ho fatto, so quanto sono stata stupida e crudele. Ma io vorrei sistemare tutto.
Si ferma, cerca le parole giuste. Gli occhi le si riempiono di lacrime.
Non nominerò mai più Matteo, prosegue guardandolo negli occhi. Promesso. È stato un errore. Ho capito che posso essere felice solo con te. Ti prego, dammi ancora una possibilità.
Livia sembra sincera, ora. In quellattimo le sembra davvero che, se Andrea la perdonasse, tutto potrebbe sistemarsi.
Andrea scuote la testa piano. Non è disposto a ripetere tutto da capo.
Giulia, dice a bassa voce tu la tua scelta lhai fatta. Solo poche ore fa eri qui, con le valigie, e andavi da lui. Eri sicura.
Era un errore! interrompe lei. Non sapevo quello che facevo! Ho agito distinto! Io
Andrea sospira, si passa una mano tra i capelli. Fa fatica, ma è deciso.
Non hai lasciato solo me. Sei andata da lui. Hai scelto, e io ho accettato. Ora che hai capito, vuoi tornare?
Sì! grida Giulia. Perché amo te. Solo te.
Lui rimane in silenzio per qualche istante, poi si concede un piccolo sorriso amaro:
Non credo più alle tue parole. Addio.
Giulia sente crollare tutto. Andrea la osserva sereno, senza rabbia, ma con la ferma consapevolezza che non le crede più.
Ti prego sussurra, ma la voce si spegne.
Scusa, risponde Andrea. Ma è meglio così.
Chiude la porta, lasciandola sola nel pianerottolo. Lei rimane lì qualche secondo, poi si accascia su uno scalino, nasconde il volto fra le mani e si abbandona al pianto. Questa volta, le lacrime sono tutte per ciò che ha perso per sempre: Matteo, Andrea e anche sé stessa. E ora, non sa proprio come andare avanti.






