Il segreto di Larisa: Misteri, pettegolezzi e miracoli in un piccolo paese italiano – Dalla profezia…

23 settembre

La storia che sto per raccontare riempie ancora oggi le mie giornate di riflessioni. Nel nostro paesino dellentroterra toscano, minuscolo e stretto tra le colline come tanti altri, viveva una ragazza che si chiamava Fiorenza. Era la figlia di mia vicina, una donna che da sempre dava peso a sogni, superstizioni e dicerie. Un giorno, mentre Fiorenza aveva appena compiuto dieci anni, la madre la portò con sé da una veggente locale, famosa per i suoi tarocchi.

La signora, con le dita piene di anelli e un fazzoletto annodato sotto il mento, posò le carte sul tavolo e disse:
Tua figlia sarà felice, avrà tutto quello che desidera. Ma vicino a lei, un uomo proprio non lo vedo.

Fiorenza, piccina comera, non capì nemmeno fino in fondo cosa sentiva, ma quelle parole strane si incollarono bene nella sua memoria.

Il tempo passò. Fiorenza cresceva fiera e bella, con un portamento che incantava. I ragazzi del paese non facevano che parlarle dietro, delirando per le sue maniere eleganti e il sorriso schietto. Nonostante fossero in tanti a cercarla, Fiorenza non si affezionava a nessuno. Ogni tanto si vedeva a passeggio con qualcuno, ma niente durava.

Finito il liceo, non volle partire per Firenze o Pisa, anche se con i voti avrebbe potuto andare ovunque. Scelse di restare nel paese, trovando posto allantico caseificio locale. Si vociferava che avesse una tresca col direttore, un certo signor Ricci, ma nessuno li aveva mai visti assieme dopo il lavoro.

Le donne, nelle pause in fabbrica, dicevano alle nuove arrivate:
Fiorenza, non fare come noi, che poi ti svegli un giorno che hai consumato la vita. Va in città, che con la tua testa e la tua bellezza fai fortuna!

Lei sorrideva sempre, non dava mai una risposta.

Poi, allimprovviso, scoppiò la notizia: Fiorenza era incinta! Tutto il paese impazzì di curiosità. Chi sarà stato? si chiedevano tutti. Si sprecavano sospetti, ipotesi ma nessuno mai seppe chi fosse il padre.

La madre di Fiorenza, senza mezzi termini, le disse:
Te la sei cercata. Che vergogna! Ormai hai fatto, arrangiati. Non puoi contare su di me. Trova tu dove stare, che qui non ci sei più la benvenuta. Ti do un mese di tempo.

E Fiorenza, con una calma che ricorderò sempre, rispose:
Sta bene, mamma. Vado via. Ma ricorda, non venire a cercarmi.

Dopo neanche quindici giorni, Fiorenza acquistò una casetta vecchia e tutta ammobiliata. I figli della proprietaria avevano portato via la madre in città e svenduto tutto a pochi euro. Nessuno capì mai dove la ragazza avesse trovato quei soldi, soprattutto aspettando un bambino.

Poi accaddero strani prodigi. La casa fu risistemata come nuova in un lampo; comparvero una staccionata splendida, un pozzo tutto rifatto Arrivavano uomini robusti con furgoni che scaricavano mobili, elettrodomestici. Fiorenza, con la pancia ormai grande, sembrava la persona più felice della terra. Rideva, camminava a testa alta, diversa dallimmagine della ragazza disperata che molti si aspettavano.

In ottobre nacque Matteo. Una carrozzina azzurra nuova di zecca fece irruzione davanti alla casa. Fiorenza si riprese alla svelta, sempre più bella, sempre elegante. Si vedeva che faticava: il campo dietro casa, il camino acceso ogni sera, le corse a fare la spesa, i pannolini ma mai un lamento, mai una richiesta di aiuto nemmeno per sbaglio.

Con il tempo, le vicine le si affezionarono, ammirando la sua forza e la sua gentilezza. Si offrivano di badare al piccolo Matteo ogni tanto e persino di aiutarla nellorto. Ma per lo più, la ragazza faceva tutto da sola, con la dedizione di chi è cresciuta con la fatica tra le mani.

Quando Matteo compì due anni, la chiacchiera si infiammò di nuovo: Fiorenza era di nuovo in attesa! Di nuovo, nessuno sapeva da chi. Di uomini nemmeno lombra.

Intanto, Fiorenza continuava a tirare avanti. Una vera forza. La piccola casa si arricchiva: apparve una dependance adibita a sauna; il gas fu portato da una ditta che fece una deviazione apposta, spuntarono moderni tunnel di policarbonato per le verdure. Ogni tanto qualcuno diceva:
Ma da dove tira fuori tutti questi euro, una donna da sola? Avrà forse un amante potente!

Ma ogni risposta era una teoria campata in aria. Come aveva fatto, restò mistero.

Poi nacque anche Pietro. E dopo due anni arrivò anche Giacomo. Tre figli, tutti sani, tutti ben vestiti, senza che nessuno sapesse chi fosse il padre.

Cera chi la prendeva in giro, chi invece la guardava quasi con rispetto. Qualcuno, soprattutto signore di una certa età, usava il suo esempio per ammonire le proprie figlie.

La madre di Fiorenza si fece da parte, si vergognava e non volle mai vedere nemmeno uno dei nipoti.

Ma Fiorenza camminava fiera, concentrata sulle sue giornate. Sembrava che nulla potesse ferirla.

E così passarono gli anni. Un bel giorno, una Mercedes lucente si fermò davanti alla casa di Fiorenza. Ne scese il direttore del caseificio, il signor Leonardo Ricci, reggendo fra le mani un enorme mazzo di rose. Quando entrò, si radunò una folla fuori, tutti a interrogarsi sul perché di quella visita in pieno giorno.

Si sapeva che un anno prima la moglie del direttore era venuta a mancare. Era stata a lungo malata, e lui non le aveva mai voltato le spalle, occupandosi di ogni cosa personalmente.

Quando Leonardo Ricci uscì dalla porta con Fiorenza, davanti alla folla stupefatta, la strinse a sé e le diede un bacio davanti a tutti. Poi, ad alta voce, annunciò:
Fiorenza ha accettato di diventare mia moglie. Insieme ai nostri figli invitiamo tutti voi alle nozze!

Un silenzio incredulo avvolse la piazza. E solo in quel momento la gente si rese conto di quanto i bambini di Fiorenza somigliassero proprio a Leonardo Ricci!

Scoppiò un applauso di gioia. Dopo un matrimonio che fece parlare tutta la provincia, Leonardo Ricci portò Fiorenza e i figli a vivere nella sua villa. Furono tutti i paesani ad aiutare con il trasloco, orgogliosi di averla finalmente vista felice.

E, come nelle fiabe, lanno dopo nacque finalmente una bambina.

Credo che il destino sia più imprevedibile di tutte le profezie: la vera felicità non rispetta oracoli la trovi inseguendo la tua strada senza mai abbassare la testa.

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