La gente è rimasta senza parole: in una casa abbandonata, il cane accudiva chi meno ci si aspettava, non dei cuccioli
Allora, ascolta questa storia che mi ha davvero colpito. Stavo tornando dal supermercato con le borse che mi spezzavano le braccia, sai quando senti le ginocchia che ormai fanno male solo a pensarci. E pensa che mia nipote mi aveva promesso che mi avrebbe chiamato oggi, ma niente. Poi vabbè, questinverno a Milano è stato davvero strano: un giorno cè la nebbia, il giorno dopo piove e sembra di stare a Venezia tanto è umido.
Ecco, ero tutta presa dai miei pensieri quando, di punto in bianco, inciampo quasi rovinando per terra davanti a unedicola. Mi giro furiosa e vedo questo cagnolino spelacchiato, pelo rosso tutto a ciuffi e nemmeno una briciola di carne sulle ossa, che mi sfreccia tra i piedi portandosi dietro un pezzo di pane.
Ma dove vai, bestiola! mi è scappato, più per lo spavento che altro.
Ma figurati, manco si è voltato indietro. Era come se dovesse arrivare da qualcuno a tutti i costi. E in bocca teneva qualcosa, appunto, sembrava pane vecchio.
Avrà nascosto da qualche parte una cucciolata ho borbottato tra me e me Ormai arriva la primavera e si sa, i randagi aumentano.
Ma, davvero, quella scena mi aveva lasciato lamaro in bocca. Cera qualcosa che non quadrava.
Sai che succede? Il giorno dopo la stessa storia: quel cagnolino magro che si infila sotto il cancello del cortile, il pane in bocca, diretto verso quella vecchia casa abbandonata allangolo, proprio dove abitava la signora Serafina, pace allanima sua. Sarà almeno mezzo anno che non cè più e la casa fa quasi paura a vederla quanto è fatiscente.
Giuliana, guarda che il tuo amico peloso è tornato! mi urla dal balcone la mia vicina Lucia Sta qui ogni giorno, sempre con qualcosa in bocca! Dove lo prende tutto sto cibo?
Cibo? Ma che dici?
Ma sì, guarda, porta sempre qualcosa da mangiare. Va in giro tra i cassonetti, scommetto! Sarà madre, avrà cuccioli da accudire, istinto materno, che vuoi
Sei sicura siano cuccioli?
Che altro, scusa? È la natura, con la primavera!
Mah, io però continuavo a pensarci su. Mi sembrava tutto troppo strano.
La vedo di nuovo: si infila tra le assi rotte del cancello e sparisce di là. Senti, mi sono detta: Ma io che faccio? Sto qui a guardare come una scema? Vado a vedere, tanto poi lo raccontano tutti nel cortile!
Passo anchio dalla stessa fessura, con la schiena che mi fa male solo a piegarmi. Dentro, un casino: ortiche, bottiglie rotte, robaccia dappertutto.
Poi sento un gemito, piano piano, che veniva da dietro quella baracca mezza crollata. Gira langolo, e resto a bocca aperta.
La cagnetta era ferma davanti a una cuccia sporca, di legno vecchio. Lì accanto cera una cagnona nera, con il muso ormai bianco e una catena corta e rugginosa al collo.
Cieca.
Gli occhi coperti da una patina lattiginosa, il corpo smagrito, tutta arruffata. Era sdraiata come se non ce la facesse più neanche a muoversi.
Il cane rosso lascia il pane davanti a lei, con una delicatezza che non puoi immaginare, la spinge col naso e aspetta.
La nera allunga il muso, trova il pane e lo divora piano piano. La rossa la guarda, attenta, senza nemmeno scodinzolare.
Quando la nera ha finito, la rossa le lecca piano il muso e si sdraia accanto.
Sono rimasta lì, inchiodata dal nodo in gola.
Madonna santa la sta davvero aiutando ogni giorno. Lei che non avrà mai abbastanza cibo per sé, eppure divide quello che trova.
Non so quanto tempo sono rimasta così. Mi sono ripresa solo quando la rossa si è girata e mi ha guardato dritta negli occhi. Sembrava dirmi: Allora? Fai qualcosa o resti a guardare?
Aspetta, riesco solo a dire, più a me stessa che a lei.
Torno a casa a una velocità che mi sembrava di aver dimenticato da trentanni. Il fiato corto, le gambe che non reggono, ma niente mi ferma.
Metto insieme tutto quel che posso: pollo bollito, un po di pasta con la carne, pane, un salame avanzato e naturalmente porto pure una ciotola dacqua. Torno indietro con tutto il cuore.
Le trovo ancora lì: la rossa accanto alla nera.
Ecco faccio fatica a parlare Prendi
Allungo il pollo verso la rossa, ma lei non lo tocca nemmeno. Guarda solo la nera.
Ma dai, bestia, guardati, sei pelle e ossa!
Allora capisco: lei lo porta allaltra. Appoggio la carne davanti alla nera, che si illumina subito, fiuta e inizia a mangiare.
La rossa guarda, inghiotte la saliva, e solo quando la nera è sazia, finalmente prende lultimo pezzetto avanzato.
Così si fa sussurro, più commossa che mai.
Bevono insieme. E io che le guardo mi ritrovo con le lacrime che rigano le guance.
Che piangi a fare? mi sento chiamare da Lucia, che sbuca dal cancello con gli occhi spalancati.
Ecco chi sta aiutando, le dico piano Non dei cuccioli
Lei resta zitta. Poi tira su col naso rumorosamente.
Ma chi lha lasciata così?
Boh, Serafina lha legata. Forse quando se nè andata non gliene è fregato niente a nessuno del cane.
Mezzo anno che sta qui
Sì. Sei mesi sola sola, e solo la rossa si è ricordata di lei. Le porta da mangiare ogni giorno.
Lucia si accovaccia accanto a me e accarezza la rossa.
Sei proprio una brava, eh che cuore che hai.
Quando è scesa la sera, praticamente tutto il cortile sera radunato lì intorno. Chi ha portato coperte vecchie, chi un po di crocchette. I ragazzi del palazzo cercano di spezzare la catena, ma quella è troppo grossa.
Serve una troncatrice, dice lo zio Mario Domani la porto.
E la mattina dopo arriva davvero con questa specie di sega elettrica. Tutti siamo di nuovo lì, in cerchio.
Piano, Mario! dirige Lucia Non spaventare la bestiola!
La sega parte, volano scintille, la nera trema ma non si muove.
Fatto! un colpo secco, ed è libera.
Mi inginocchio, la accarezzo piano.
Vieni a casa con me? Ti dò da mangiare, cè caldo. E porto pure la tua amica, giuro. Vi voglio tutte e due con me.
La nera muove appena la coda, come se avesse capito tutto.
Cerco di sollevarla, ma non ce la faccio troppo pesante.
Dai, lascia fare mi dice zio Mario, si china e la prende in braccio Dove?
Palazzina C, terzo piano, interno dodici.
Attraversiamo il cortile, tutti ci guardano e si fanno da parte. La rossa ci segue passo passo, coda fra le gambe, le orecchie basse.
Non temere, le dico piano vi prendo con me, giuro.
Davanti al portone ci sono già le solite nonnine sulla panchina.
Eh, Giuliana, ma che fai? mi apostrofa una Porti i cani in casa?
Li porto, sì.
Ma sono pieni di pulci! E puzzolenti!
Li laverò.
E i vicini? Che ne penseranno?
E chi se ne frega di cosa dicono! esplodo allimprovviso, tanto che mi sorprendo da sola Mezzo anno questa creatura è rimasta qui sola, cieca, affamata! Nessuno che se ne sia accorto! Solo questa cagnolina, lei sì. E noi? Passavamo oltre!
Mi viene da piangere, ma tengo duro. Le nonne non fiatano più.
Non ne sapevamo niente, balbetta timida una di loro Serafina è mancata, ma il cane
Eh già, nessuno che abbia detto niente! Nessuno si è preso la briga
Guardo davanti a me e salgo. Zio Mario dietro con la nera in braccio, la rossa sempre attaccata alle nostre gambe.
Appena a casa, stendo una vecchia coperta nel corridoio. Zio Mario poggia lì con delicatezza la nera.
Ecco fatto, sospira Serve altro?
No, grazie davvero.
Rimango da sola. La rossa si mette vicino alla nera, mi osserva con uno sguardo che ti giuro sembrava umano, pieno di gratitudine.
Allora, sospiro, accovacciandomi io sono Giuliana e voi chi siete?
Guarda, la rossa fa un abbaio sommesso.
Tu ti chiamerai Rossella E tu, indico la nera sarai Ombra. Vi va bene?
Porto la ciotola con il riso e il pollo, davanti a Ombra. Lei annusa, esita, tutto nuovo per lei.
Dai, amore prendo un pezzetto e glielo porgo. Lei delicatamente lo prende dalle mie mani.
Brava le sussurro piano mangia, cara.
La imbocco lentamente, senza fretta, con Rossella che ci osserva e poi, chissà perché, mi poggia la testa sulle gambe. Ti dico, lì ho sentito una gratitudine che mi ha sciolto tutto il cuore.
La sera mi chiama Lucia.
Allora, come va?
Si riposano. Dormono tutte e due.
E tu non dormi?
No penso.
A cosa?
Mi resto in silenzio un attimo.
Che a volte, noi uomini, siamo peggio degli animali. Questa bestiola non si è dimenticata della sua amica. E noi? Passiamo davanti ogni giorno senza vedere. O peggio: non vogliamo vedere.
Giuli, dai, non prendertela
Non ci riesco! quasi urlo Perché mi vergogno, hai capito? Mi vergogno davanti a loro, alle bestiole
Attacco, mi siedo per terra tra le mie nuove coinquiline e piango, da sola nel buio.
Passano giorni. Ombra si riprende piano piano. Prima stava solo sdraiata, poi comincia a rialzarsi, barcollante, ma ci prova. Rossella sempre lì accanto, come un angelo custode.
Ecco, sei più brava di tanti cani guida, Rossella, le dico ridendo.
La storia si sparge per tutto il condominio Lucia, ovvio, non perde tempo a raccontare in giro.
Hai sentito di Giuliana? bisbigliano le vecchine in cortile Due cani si è presa!
E pare che una era cieca, per mesi legata!
E laltra le portava il cibo! Non ci posso credere
Quando esco a passeggio con le due, la gente si ferma a guardare, chi sorride, chi scuote la testa.
Brava, Giuliana, sei una bella persona, mi dice una volta zio Mario Di quelle rare.
Ma va là, gli rispondo la vera persona è quella là, Rossella. Io ho solo fatto il minimo.
Una sera bussano: mi apre una ragazza giovane, capelli castani.
Buonasera, lei è Giuliana?
Sì. Chi sei?
Sono Anna. Ho sentito di quello che ha fatto per i cani. Sono veterinaria, magari posso darvi una mano con Ombra. Gratis.
Resto quasi senza parole.
Gratis?
Sì, solo per aiutare. Posso?
Certo, entra!
Anna visita Ombra con attenzione, poi mi sorride:
È anziana, ha dei malanni. Non tornerà a vedere, ma con le cure giuste vivrà ancora.
E come devo fare?
Mi lascia vitamine, pomate per le zampette, scrive tutto accuratamente.
Quanto le devo?
Nulla. È un regalo. Da parte mia e di tutti quelli che hanno sentito la vostra storia.
Mi vengono quasi le lacrime unaltra volta.
Grazie davvero.
No, grazie a lei, dice Anna facendo una carezza a Rossella.
Quando se ne va, mi siedo accanto a Ombra e Rossella che dormicchiano sul tappeto. E io, per la prima volta dopo tanto, sento, davvero che qualcuno ha ancora bisogno di me.
E questa, credici o no, per la prima volta mi ha fatto sentire felice.






