La moglie che ha scoperto troppo tardi: il segreto della suocera dal carcere, le bugie del marito e …

Mia moglie lha scoperto troppo tardi

È questo che cerchi? mi ha allungato la lettera.

Mio viso è impallidito.

Giulia, tu… non pensare Luca Questa

Cosa non dovrei pensare, Nicola? Che la madre di mio marito è viva e si trova in carcere? Che tutti e due mi considerate una povera illusa?!

Ma come sarebbe un mese? Giulia, avevamo detto che almeno fino allautunno!

Mio figlio più piccolo ha appena iniziato lasilo, il lavoro lho trovato vicino casa

Che è successo?

Paghiamo sempre in tempo, non diamo fastidio

Non è colpa vostra lei ha esitato. Devo tornare nel mio appartamento.

Perché? Hai litigato con tuo marito?

Ti prego, non farmi domande inutili.

Hai un mese da oggi!

Farò il conguaglio, ti ridarò la caparra.

Scusami…

Giulia ha chiuso la chiamata ed è rabbrividita. Avrei voluto già mettere la parola fine a tutto

***

Giulia non riusciva a staccare gli occhi dalla busta poggiata sul tavolo della cucina.

Una busta qualsiasi, che aveva pescato cinque minuti prima nella cassetta della posta, tra volantini del supermercato e la bolletta dellENEL.

Di solito la posta la prendeva Luca, ma oggi, per chissà quale motivo, era toccato a lei

Timbro postale. Mittente: Casa Circondariale di Rebibbia.

E il nome: Lidia Nicotera.

Giulia aveva sentito quel nome dal marito: sua madre, la suocera che non aveva mai conosciuto.

Non sapeva neanche che fosse ancora in vita.

Non ho nessuno, Giulia mi aveva detto Luca al terzo appuntamento, in un bar senza pretese dove cercavamo di scaldarci dopo la pioggia. Mio padre se nè andato prima che nascessi, non lho mai conosciuto.

E mia madre… beh, è morta quando avevo ventanni. Un infarto. Sono cresciuto da solo, senza nessuno.

Proprio da solo? Giulia si commosse quasi fino alle lacrime. Niente zii, zie?

Ci sarebbe qualche lontano parente in Calabria, ma non abbiamo rapporti.

Sai, così è più facile. Nessun pranzo domenicale obbligato. Solo io e te.

Allepoca pensai:

«Mamma mia, che forza che ha. Ha vissuto tanto dolore e non si è mai indurito»

Lo avvolsi di cure come per compensare lamore che non aveva ricevuto da sua madre.

Poi il matrimonio, semplice, in famiglia.

I miei genitori, due amiche, e da parte sua solo il vecchio amico dinfanzia, Nicola, che parlò poco tutta la sera e non riusciva a guardarmi negli occhi.

Avevo pensato fosse timidezza, ma ora capivo che Nicola sapeva troppo e aveva paura di lasciarsi scappare qualcosa.

Dovè sepolta tua madre? una volta chiesi sei mesi dopo la cerimonia. Magari andiamo a mettere a posto la tomba, dai. È pur sempre tua mamma

Luca ebbe uno scatto strano e si mise a sistemarsi il colletto della camicia.

Lontano, è fuori Roma, nella provincia Un cimitero abbandonato, chiuso quasi.

Ci vado io da solo, non voglio portarti lì. Cè una brutta energia.

Meglio pensare ai vivi, no?

E io ci ho creduto. Sciocca che ero!

***

La porta di casa si aprì, Giulia nascose di fretta la busta nel cassetto sotto una pila di scontrini del supermercato.

Ciao amore! la voce di Luca era allegra come sempre. Come va il nostro campione? È stato bravo?

Entrò in cucina, si chinò per baciarla, ma lei istintivamente si scostò.

Che hai? Sei stanca? Nikno ti ha fatto impazzire di nuovo?

Dai, mi cambio e lo prendo io, così ti riposi.

Preparo io anche da mangiare, se vuoi.

Lascia stare, non ho fame. Luca, è arrivata la posta oggi

Si bloccò per un secondo, brevissimo, ma Giulia se ne accorse.

Ah sì? Che cera? Fatture?

Fatture. Depliant. Nientaltro.

Si rilassò vistosamente e tirò un grande sospiro.

Perfetto! Mi sciacquo le mani e vado dal piccolo. Mi è mancato un sacco oggi.

Giulia lo osservava di spalle. Luomo con cui aveva diviso tutto e che pensava di conoscere, le stava mentendo.

Mentiva con una sfacciataggine che la nauseava.

«Considerami orfano», aveva detto.

Eppure, da Rebibbia scriveva Lidia Nicotera.

Perché? Aveva ammazzato qualcuno? Rubato? Truffato? Quanto ancora doveva restare lì dentro?

Giulia si vedeva già tra qualche anno, quando avrebbero bussato alla porta, e si sarebbe trovata davanti quella donna dagli occhi duri e il passato di galera.

E avrebbe detto:

«Ciao figlio mio, buongiorno nuora. E il mio nipotino? Ora vivo da voi!»

Non aveva paura per sé, ma per Nicola, suo figlio.

Come crescerà accanto a una nonna che ha scontato la galera?!

Come si fa a far avvicinare un bambino a una pregiudicata?

Giulia, prendi il tè? gridò Luca dalla stanza. Al supermercato cerano sconti sui pannolini, ho visto il volantino nel cassetto. Domani ci passo.

Lei non rispose. Stava già controllando dal telefono sul conto corrente quanto le era rimasto.

Sarebbero bastati per un po. Un appartamento in un altro quartiere: venduto.

I coinquilini andranno via tra un mese. Bisogna reggere questo mese senza farsi scoprire.

***

Luca era uscito per andare in ufficio, prima di andare si era fermato dieci minuti a baciare Nicola sulle guance e promettergli sarebbe rientrato presto.

Giulia osservava la scena con disgusto. Comera possibile mentire così? Una roba simile si può davvero tenere nascosta?

Appena rimasta sola, prese la busta. Le prudevano le mani dalla voglia di aprirla, ma la paura la bloccava.

E se la leggo non riuscirò più ad andarmene? E se dentro cè qualcosa di peggio

No, si disse con fermezza. Non importa cosa cè. Mi ha mentito per due anni!

Qualcuno suonò. Giulia trasalì: chi poteva essere?

I miei mi avvertono sempre. Amiche? Guardò dallo spioncino sul pianerottolo cera Nicola.

Appariva nervoso, con le mani in tasca, gli occhi fissi sullascensore.

Giulia aprì la porta.

Nicola? Luca è a lavoro.

Sì, lo so… Nicola giocherellava con le chiavi della giacca. Passavo di qui, mi chiedevo se Luca avesse lasciato le chiavi del box.

Diceva che stavano sul mobiletto allingresso.

Chiavi? lei alzò il sopracciglio. Non ci sono chiavi lì. Sei sicuro che le abbia lasciate qui?

Sì, mi pare di sì… Senti, Giulia, voleva che prendessi qualcosa dalla cassetta della posta. Ho guardato, ma niente. Non hai preso tu oggi la posta?

Lho presa. Perché?

Nicola ingoiò a secco.

Niente, aspettavamo una consegna di pezzi di ricambio, Luca temeva fosse arrivata lavviso.

Giulia andò in cucina, prese la busta e tornò da lui.

È questa che cercavi? gli tese la lettera.

Nicola impallidì.

Giulia, tu… ascolta… Luca questa

Cosa non devo sapere? Che la madre di mio marito è viva ed è in prigione? Che mi prendete per una cretina?!

Che ho fatto un figlio con un uomo dal sangue oscuro e misterioso?

Giulia, voleva solo proteggerti! Nicola iniziò a parlare in fretta, quasi sussurrando. Desiderava una vita normale, senza tutto questo.

Sua madre è sempre stata un problema, credimi. Gli ha fatto vivere cose che tu non puoi immaginare.

Non è stato cattivo, ha solo voluto cancellarla dalla vita per non spaventarti.

Cancellarla? Giulia rise amaro. Nicola, come si fa a cancellare una madre? Tanto più mentendo così.

Mi hai negato la possibilità di scegliere che famiglia entrare!

Quale famiglia? Nicola fece un gesto vago. Lì di famiglia non cè niente. Solo lei e i suoi guai.

Dammi la lettera, dai. Non lhai letta, vero? La porto a Luca, lui ti spiega tutto.

Vai via, Nicola, disse piano Giulia. E la lettera non la consegno a nessuno. È indirizzata a Luca Nicotera, la prenderà direttamente da me.

Chiuse la porta in faccia a un Nicola sconcertato.

***

La giornata passò come in un sogno. Giulia dava da mangiare a Nicola, lo portava fuori al parco, ma il pensiero era sempre là.

Cosa mettere in valigia per prima? Il passeggino, la culla, i documenti. I mobili poco importa, nella sua casa in periferia cera un vecchio letto e un armadio. Bastavano.

Alle sei di sera aveva la mente già limpida.

Mise la tavola, preparò la cena, sistemò il piccolo nel lettino. E aspettò suo marito.

Mmm, che profumino! entrò Luca dalla porta, cercando di recitare la parte di chi non sa nulla. Guarda cosa ho portato. Un carillon nuovo per Nicola! Suoni dolci.

Giulia era seduta, il famoso plico grigio davanti a lei. Quando Luca la vide, interruppe la recita.

Ha trovato Nicola? chiese a bassa voce.

Lho trovato io. Nicola è già passato, voleva portarlo via. Ma non lho lasciato

Luca si sedette pesantemente di fronte a lei.

Perché, Luca? Perché hai detto che era morta?

Perché per me è morta dodici anni fa, alzò gli occhi colmi di lacrime. Quando è finita dentro la prima volta. Poi è uscita, sei mesi fuori, e subito di nuovo dentro.

Giulia, vieni da una famiglia normale: tuo padre, ingegnere; tua madre, maestra. Non capiresti nemmeno il suo linguaggio. Mia madre fa la truffatrice da una vita.

E tu pensi di aver diritto di mentire così? Per anni? Giulia urlò. Così hai bruciato ogni fiducia fra noi!

Avevo paura di perderti! stava per piangere anche lui. Temivo lo avresti lasciato dicendo: «Uno che ha una madre così chissà cosa ha nel sangue!»

Volevo che Nicola crescesse in unatmosfera serena. Ho pensato che fosse meglio dire che ero orfano piuttosto che figlio di una ladra!

E adesso avrà un padre divorziato, replicò Giulia a voce bassa.

Luca si bloccò.

Che? Come? Giulia, dai! Davvero, solo per la lettera? Perché ho nascosto la verità?

Perché non ti conosco, Luca. Se sei capace di mentire così, su cosaltro mi menti?

Chi è tuo padre? Magari è pure lui in cella da qualche parte!

Non dire sciocchezze

Non sono sciocchezze. Ho già avvisato i coinquilini. Tra un mese me ne vado. Domani deposito la richiesta di separazione.

Luca pregava, si inginocchiava, supplicava Giulia di tornare sui suoi passi. Diceva che laveva fatto per amore.

Ma Giulia ormai non ascoltava più. Aveva deciso.

***
Gli inquilini lasciarono casa, ora Giulia vive con Nicola nel suo vecchio appartamento. La separazione è ufficiale, ma Luca non perde la speranza di tornare con lei. Non capisce dove abbia sbagliato: lui pensava di proteggere la sua famiglia

Vede il figlio regolarmente, lo sostiene in tutto, ma lamore di Giulia sembra ormai irraggiungibile. Io avrei dovuto essere più onesto, fin dallinizio: nessuna buona bugia vale la serenità di chi ami. Questa vicenda mi ha insegnato che la verità, anche la più scomoda, è sempre meglio di qualsiasi menzogna.

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