**La Pista Fatale**
Le ruote del treno regionale battevano allegre sui binari, mentre fuori si stagliava un muro di abeti, tra i cui rami filtravo un sole basso e pallido. Un gruppo di studenti di medicina chiacchierava vivacemente. Vicino all’ingresso del vagone, gli sci appoggiati attendevano il loro turno.
L’ideatore e organizzatore della gita era Alessandro “Sandro” Romano – un bel ragazzo dall’aria atletica, orgoglio della facoltà, candidato a diventare maestro di sci di fondo. Ogni inverno gareggiava per l’onore dell’università, e non aveva mai ottenuto meno del secondo posto. Suo padre occupava una posizione influente nel comune. Insomma, una piccola celebrità locale.
Poco prima di Capodanno, Sandro propose a tutto il gruppo di andare in un rifugio montano, nascosto nel bosco. Pochi lo conoscevano, ma lui assicurò che sarebbe stato divertente sciare e godersi la natura. Molti accettarono, anche se nessuno, a tranne lui, era appassionato di sci. Ma perché rifiutare una giornata all’aria aperta?
Elena aveva messo gli sci solo alle lezioni di ginnastica a scuola. Ma come dire di no quando era Sandro a invitarla? Avrebbe fatto qualsiasi cosa pur di stargli vicino.
In treno, si sedette accanto a lui, appoggiando la testa sulla sua spalla, felice e ignara degli sguardi gelosi di Luca Marini. E non solo lui. Anche Angelica lanciava occhiate preoccupate verso Sandro ed Elena. *”Ma cosa ci trova in lei?”* sembrava dire il suo sguardo.
Persino Elena si chiedeva perché. Tante ragazze più belle, eppure aveva scelto lei, timida ma brillante negli studi. Recentemente aveva persino accennato al matrimonio dopo la laurea. Suo padre, uomo di potere, gli aveva imposto di non sposarsi prima del diploma, altrimenti non lo avrebbe aiutato a entrare nella migliore clinica della città.
Mancava ancora un anno e mezzo. Molto poteva cambiare. Ma Elena non ci pensava. Stretta a Sandro sul treno, si sentiva amata e felice.
Scesi alla fermata, restarono incantati davanti alla bellezza del bosco innevato, dove si nascondeva il rifugio. L’aria gelida li rinvigorì. Camminarono allegri con gli sci in spalla, gioiosi per la giornata perfetta, la giovinezza e l’imminente Capodanno.
Una volta sistemati nei bungalow di legno, Sandro li chiamò subito sulla pista per riscaldarsi.
«Partiamo con il giro corto, cinque chilometri. Portate i telefoni e chiamatemi se succede qualcosa. Ma qui è tranquillo, niente animali selvatici. La pista è battuta, perfetta. Io vado avanti, Luca chiude». Sandro si infilò gli sci, pronti a partire proprio davanti al rifugio.
Elena esitò. Sapeva di non essere capace e temeva di rallentare gli altri. Si posizionò ultima, seguita da Luca. Sandro notò, ma non disse nulla.
Lui e alcuni del gruppo partirono a razzo, scomparendo tra gli alberi. Elena rimase indietro. Gli sci scivolavano sulla neve battuta, le gambe le dolevano, le mani erano intorpidite dal freddo. Respirava a fatica l’aria pungente. Dietro di lei, sentiva il fruscio degli sci di Luca.
«Passami!» gridò, voltandosi.
Ma lui continuava a seguirla lentamente. Elena si rimproverò per aver voluto fare la brava. Sarebbe stata meglio al rifugio, al caldo, ad aspettare gli altri con una tazza di tè.
Improvvisamente, uno schianto tra i cespugli la fece sobbalzare. Perse l’equilibrio, cadde. Un dolore acuto le attraversò la gamba destra, e urlò.
«Che succede?» chiese Luca, accostandosi.
«La gamba…» gemette Elena tra i denti serrati.
Luca si inginocchiò accanto a lei, controllò con cautela la tibia. Elena sobbalzò, gridando.
«Rotta. Niente segnale qui» borbottò, tirando fuori il telefono invano.
«Lenì, non piangere. Sandro è veloce, potrebbe fare un altro giro e arrivare presto».
«Ha detto che facevamo solo un giro oggi» singhiozzò lei.
«Aspettiamo. Non c’è scelta».
Elena tremava dal freddo e dalla paura. Luca le mise la sua giacca sulle spalle. Poi si allontanò un attimo, sperando di trovare campo.
«Ce l’ho!» gridò dopo un po’.
Dopo una chiamata, tornò da lei. «Sandro arriva. Resisti».
Intanto il freddo lo penetrava. Saltellava per scaldarsi. Finalmente, Sandro apparve sulla pista, trascinando una slitta di plastica.
«Come è successo?» domandò, avvicinandosi.
Elena, tremante, non riusciva a parlare.
«Le togliamo gli sci e la mettiamo qui» spiegò Sandro, come a un bambino.
«La motoslitta è fuori uso. Dovremo trascinarla fino al rifugio» disse a Luca, evitando il suo sguardo.
Elena urlò al minimo tocco. Sandro perse la pazienza.
«Dai, muoviti! Vuoi congelarti qui?»
Luca taceva, sapendo che Sandro aveva più esperienza. Insieme la sistemarono sulla slitta.
«Meglio se ti stendi» suggerì Sandro, più calmo.
Luca la coprì con la giacca e mise gli sci accanto. Sandro si legò la cinghia al petto e la trascinò senza sforzo. Luca seguiva, intirizzito.
Arrivati al rifugio, non sentiva più le mani né il viso. Qualcuno gli strofinò le guance con un calzino di lana, poi gli diede una tazza di tè bollente. Elena era sul divano con la gamba fasciata, calmata da un antidolorifico.
Dopo due ore arrivò l’ambulanza. Li portarono in ospedale. Elena si aspettava che Sandro li seguisse, ma lui disse: «Non posso lasciare gli altri. Ti chiamo».
Per tutto il viaggio, Elena pianse. L’incidente si rivelò meno grave del previsto: frattura semplice, nessuno spostamento. Le misero il gesso e la tennero in ospedale qualche giorno. A Luca curarono il principio di congelamento e lo mandarono a casa.
Il giorno dopo, lui tornò da lei con arance e un libro.
«Perché sono andata? Mi sono rovinata il Capodanno» si lamentava.
«Passeremo il festivo insieme. Con questa faccia, spaventerei chiunque» scherzò lui per tirarle su il morale. Ma Elena sognava di festeggiare con Sandro, nel suo chalet con il caminetto.
Sandro chiamò una sola volta. Aspettò invano la sua visita. Quando finalmente arrivò, restò cinque minuti.
«Ha fatto bene a non abbandonare gli altri per me» lo difendeva, quando Luca insinuava che forse non la amava davvero.
Poi, l’amica Irma le rivelò che Sandro si era messo con Angelica, e l’aveva invitata a Capodanno. Il colpo fu durissimo. Elena scoppiò in lacrime.
Due giorni dopo, Luca la riportò a casa in taxi. Le preparò gli esami, le fu vicino come un cavaliere fedele.
Capodanno lo passò con i genitori, sconsolata. A mezzanotte, esprimendo un desiderio: che l’uomo che amava non la lasciasse.
Ma l’universo, come sempre, aveva altri piani.
La gamba guarì. Sandro la ignorava, mentre Luca rimaneva al suo fianco. L’estate dopo si sposarono.Elena sorrise mentre teneva in braccio la loro bambina appena nata, capendo che il vero amore non era la passione bruciante di un attimo, ma la paziente luce che aveva illuminato ogni suo passo accanto a Luca.




