La suocera mi ha regalato per il compleanno una crema antirughe e una bilancia. Ma stavolta la “sorpresa” non è arrivata durante la festa… lei non avrebbe mai immaginato dove l’avrebbe aspettata la vera “sorpresa”… e ho dovuto andarmene subito

La suocera mi ha regalato per il compleanno una crema antirughe e una bilancia. Ma questa volta il sorpresa non è arrivata alla festa mai avrebbe immaginato dove lavrebbe aspettata e ha dovuto andare via immediatamente.

Il mio compleanno doveva essere una serata di completa rivincita. Avevo appena ricevuto una promozione e finalmente io e mio marito avevamo finito di pagare il mutuo per il nostro appartamento di Milano. Mi sentivo al massimo, convinta che la serata avrebbe portato solo brindisi sinceri e parole affettuose. Ma proprio mentre suonavano alla porta, è entrata mia suocera Assunta Ferragni.

Assunta è unartista dei complimenti che sanno di rimprovero. «Che vestito audace per i tuoi fianchi», «Sei così dimagrita al lavoro ti stanno proprio spremendo, eh?» la sua gentilezza era sempre accompagnata da una punta di veleno. Ma stavolta ha proprio esagerato.

«Come vi sta bene così poco bene»

Gli ospiti erano già seduti, le voci si intrecciavano tra auguri e piatti traboccanti. Era il momento dei regali: imbarazzante, sì, ma anche emozionante. Assunta si è alzata, ha chiesto silenzio e ha cominciato il suo lungo e teatrale discorso: parlava di quanto il tempo volasse, di come la bellezza femminile fosse come un fiore che andava curato, di quanto ad un uomo serva accanto una moglie energica e impeccabile.

E io già pregustavo il disastro.

Mi porge il pacchetto. Apro la carta: dentro ci sono due scatole. Nella prima una bilancia pesa-persona. Nellaltra una confezione di prodotti antietà con unenorme scritta, più che una definizione, una sentenza: «45+. Rinnovo completo per pelli non più giovani. Contrasta le rughe profonde.»

Silenzio di ghiaccio. Mio marito Paolo diventa rosso come un pomodoro, pare voglia scomparire tra i tovaglioli. Gli ospiti si lanciano occhiate imbarazzate, nessuno sa dove guardare. E Assunta sorride, compiaciuta:

Ecco, cara, per il futuro! Prevenire è meglio che curare. E la bilancia non sei stata tu a dire che dopo le feste i jeans stringono? Da mamma, ci tengo.

Sorrido a fatica, dico un «grazie» strozzato e infilo le scatole sotto il tavolo. Ma dentro di me la festa è finita: mi resta solo un amaro senso di umiliazione e rabbia.

Il piatto freddo che ho preparato per mesi

Non ho fatto scenate. Non ho buttato la bilancia anche se avrei voluto lanciarla dalla finestra per tutta Milano a vedere. La crema lho messa bene in vista in bagno, ma usarla? Nemmeno per sogno.

Ogni volta che Assunta veniva a trovarci, faceva una passeggiata soddisfatta fino al bagno e domandava:

La usi, vero?

La conservo per le grandi occasioni, rispondevo più calma possibile.

Ma intimamente aspettavo il suo compleanno. Cinquantacinque anni: data importante, occasione perfetta per ricordarle che non tutti debbano inghiottire in silenzio la cura altrui.

Ho riflettuto molto. Restituire con la stessa moneta un misuratore di pressione, una crema per le macchie della pelle sarebbe stato troppo spudorato. Voglio qualcosa di più sottile, elegante e pungente.

E ho presto trovato il tallone dAchille: non letà, non la linea, non la salute ma la lingua. Il piacere di criticare, consigliare senza permesso, giudicare ogni scelta dal colore delle tende a come taglio le carote.

Così vado in libreria e trovo il regalo ideale: un libro bellissimo, rilegato, con un titolo perfetto: «Larte di tacere. Come tenere la lingua a freno e salvare i rapporti con i propri cari». In basso una chicca: «Manuale pratico per chi ama dare consigli non richiesti».

Per completare, aggiungo una grande elegante lente dingrandimento con manico lavorato, come quelle dei film in bianco e nero.

«E questo è per la crema e la bilancia»

Festa grande in un ristorante del centro. Parenti, amici, colleghi: Assunta al centro dellattenzione, estasiata da elogi e complimenti. Lei ci vive, di queste cose.

Tocca a noi. Paolo, sempre diplomatico, pronuncia parole gentili e le consegna da parte nostra un buono per la spa di una lussuosa struttura sulle rive del Lago di Garda. Dopotutto abbiamo stile.

Poi sorrido e porgo il mio pacchetto.

Signora Assunta, questo è proprio da parte mia. Per lanima e la crescita personale.

Lo prende, incuriosita, e lo apre lentamente, beandosi dellattesa. Tira fuori per prima la lente dingrandimento.

Che bellezza Un pezzo dantiquariato? E a che mi serve? Io vedo benissimo, per ora.

Sorrido dolcemente:

Così potrà notare meglio le qualità degli altri, non solo i difetti.

Risatine educate tra i presenti, senza capire davvero. Assunta si irrigidisce un attimo ma continua a spacchettare. E trova il libro.

Legge il titolo prima sottovoce, poi le labbra si muovono tremanti:

«Come tenere la lingua a freno»

Mi guarda.

È un libro? bisbiglia con voce incrinata.

Esatto, signora Assunta, rispondo alta e serena . Lei, al mio compleanno, mi ha suggerito di lavorare sullaspetto esteriore. Mi sono detta che a cinquantacinque anni sia bello occuparsi anche della bellezza interiore e dellarmonia in famiglia. Le sarà utile proprio come a me è stato utile il suo trattamento antirughe.

Il viso di Assunta diventa chiazzato. Ma non può protestare la prova del reato è proprio lì tra le mani. Così risponde secco:

Grazie. Davvero originale.

Ripone il regalo come se scottasse.

Ha già letto il capitolo sulla delicatezza?

No, non abbiamo smesso di parlarci. E nessuna scenata dopo la festa. In realtà, qualcosa di più interessante: le regole sono cambiate.

Quella sera ha capito una cosa semplice: ora si gioca in due. E ad ogni sua innocente frecciatina ho una risposta pronta; una di quelle che fanno passare la voglia di replicare.

Le prime settimane chiama solo Paolo. A me si rivolge appena, fredda e quasi distaccata. Ma poi accade una piccola magia: i consigli non richiesti diminuiscono.

Smette di parlare del mio peso o dellalimentazione. E ogni volta che si prepara a qualche nuova osservazione, la guardo negli occhi e domando:

Signora Assunta, a che punto è con il libro? È già arrivata al capitolo sulla delicatezza?

E lei si blocca.

Ora la bilancia prende polvere sul ripiano alto. La crema beh, ho iniziato a usarla sui talloni: sono davvero più morbidi; quindi, grazie comunque. E a casa della suocera una volta ho visto il libro sul comodino. Aperto a metà, col segnalibro dentro.

Funziona.

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La suocera mi ha regalato per il compleanno una crema antirughe e una bilancia. Ma stavolta la “sorpresa” non è arrivata durante la festa… lei non avrebbe mai immaginato dove l’avrebbe aspettata la vera “sorpresa”… e ho dovuto andarmene subito