– Mamma, ormai hai 65 anni. Bisogna andare dal notaio e sistemare l’eredità della casa, – mi rimproverava mia sorella durante una visita

Mamma, ormai hai 65 anni. Devi andare dal notaio e iniziare a pensare a sistemare la casa per leredità, mi ha detto mia sorella durante una visita.

Una settimana fa abbiamo festeggiato il compleanno della nostra mamma, 65 anni compiuti. Lei non ha mai amato le feste in grande, così ci ha invitati solo a casa per stare un po insieme. Le ho portato un bel mazzo di rose italiane, una vestaglia calda e delle ciabatte in coordinato. Ho messo anche 150 euro in una busta, perché male non fanno.

Purtroppo mia moglie e i bambini non hanno potuto venire. Mio figlio aveva la febbre, mia figlia una gara di ginnastica, e Rita, mia moglie, è stata mandata d’urgenza in trasferta a Milano. Però i bambini hanno fatto un grande disegno per la nonna, dove ci siamo tutti davanti alla casa di famiglia.

Quella mattina è arrivata anche mia sorella minore, Violetta:

Ascolta, mi sono dimenticata di prendere un regalo per la mamma. Di che la vestaglia è da parte mia e tua.

Va bene… Ma ti sei ricordata che oggi è il suo compleanno? Sessantacinque non sono mica pochi.

Ma dai, Enrico, lo sai che casino ho al lavoro!

Mia sorella non è mai stata molto indipendente. A 19 anni ha avuto una bambina da un ragazzo conosciuto durante luniversità. Lui però lha subito abbandonata e non le manda nemmeno gli alimenti. Io, allora, lavoravo come muratore e spesso le mandavo dei soldi, così poteva comprare latte in polvere, vestiti, le cose essenziali per la piccola Lucia.

Le ho addirittura trovato un posto allasilo per la bambina e un lavoro in un negozio di un mio amico. Ma Violetta ci è rimasta solo tre mesi, poi ha mollato tutto.

Adesso si arrangia come può: fa le unghie o le extension alle ciglia, prende lavoretti quando capitano. Lestate scorsa è partita per lavorare a Torino, lasciando la figlia a nostra madre. Dopo tre mesi è tornata con a malapena 3.500 euro, che poi ha subito speso in un cellulare nuovo per lei e un portatile per la ragazzina. Io quei soldi li guadagno in un mese nella mia azienda, ma mi faccio un mazzo così.

Mamma era contentissima di vederci. Ha cucinato mille prelibatezze. È venuta anche la vicina di casa e la zia Ornella.

Peccato che la festa sia finita in litigio. Violetta ha tirato fuori il discorso delleredità proprio a tavola:

Mamma, su, a chi intendi lasciare la casa?

Dai, Violettina, sono discorsi che non mi piacciono. Dividerete tutto alla pari.

E cosa vuol dire alla pari? Enrico ha già la sua casa, ha pure unazienda. Io invece pago ancora laffitto. Che gli serve questa casa?

Sembrava proprio che nostra madre dovesse lasciarci da un giorno allaltro, senza alcun pudore davanti agli ospiti.

Violetta, ora non è il momento. Non rovinare la giornata.

Se non ora, quando ne parliamo? Mamma, hai 65 anni, sei già grande. Non aspettare, vai dal notaio e fai subito la donazione a mio nome.

Zia Ornella quasi si strozzava col tè. Io a quel punto ho deciso di portare Violetta in cucina, non potevo accettare una scenata così.

Ma sei fuori? Che discorsi sono questi davanti a mamma? Sei già pronta a seppellirla?

Senti, fatti i fatti tuoi. Io ho cresciuto mia figlia da sola, e voi…

Da sola? Ti sei dimenticata di quando ti portavo i soldi e la mamma badava a Lucia? Ti giuro che ti do uno schiaffone, poi vedi!

Violetta si è offesa a morte. Ha preso la figlia e se nè andata senza nemmeno salutare. E ha pure minacciato di denunciarmi, che sarebbe andata dai carabinieri. Mi spiace, ma queste minacce mi scivolano addosso.

Mamma però ci è rimasta malissimo per questa storia. Da quella sera Violetta non le lascia parlare nemmeno con la nipotina, non risponde nemmeno alle chiamate. Tutto per colpa della casa. Mamma piange e si mette le mani sul cuore dalla preoccupazione.

Io, onestamente, non so più cosa fare con Violetta. È adulta, ma si comporta ancora come una bambina viziata.

Alla fine, capisco che i soldi e le case possono distruggere una famiglia se lasciamo che legoismo prenda il sopravvento. Forse la miglior ricchezza che abbiamo è proprio poterci sedere ancora insieme a tavola, finché possiamo.

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