Perché portare il proprio cibo alle feste di famiglia? La sorella e il fratello di mio marito, insi…

Perché dovrei portare il mio cibo?

Il diario di Claudia, 15 dicembre

Sono ormai cinque anni de când la sorella e il fratello di mio marito, insieme alle rispettive famiglie, festeggiano ogni Natale a casa nostra. Ho sempre cucinato tutto io, ho apparecchiato la tavola con cura, mi sono occupata di ogni dettaglio e poi ho pure pulito da sola dopo che tutti se la godevano tranquillamente. Loro arrivavano, mangiavano, ridevano e basta. Lanno scorso, però, ho raggiunto il limite della mia pazienza e ho avuto un momento di crisi. È stato un peso non solo fisico, ma anche mentale e, non lo nascondo, economico, perché cucinare per dodici persone a Natale non costa poco, anche in euro.

Così, questanno, ho deciso che era ora di dividere le responsabilità.

Qualche giorno fa, però, mia suocera mi ha chiamata dicendo che ormai sono diventati anziani, che il tempo passa e che desidera tanto un altro Natale tutti insieme da me. Mi ha presa un po alla sprovvista, ma non volevo deluderla.

Ho contattato subito la sorella di mio marito, Francesca, e il fratello, Luigi, e ho spiegato il desiderio della mamma di festeggiare insieme. Allinizio erano tutti entusiasti, dicevano che certo, bisogna ascoltare la mamma, che va bene così.

Solo che, appena ho detto che questa volta sarebbe stato giusto dividere le portate, spiegando chi si occupa di cosa e cosa dovrebbe portare ognuno, latmosfera è cambiata di colpo. Io mi sono offerta di fare due piatti caldi e una torta, come sempre; loro avrebbero dovuto occuparsi della preparazione di due insalate, del pesce, della carne, dei formaggi, della frutta e delle bevande, ognuno portando qualcosa.

Non appena ho elencato tutto, lentusiasmo nelle loro voci si è spento subito. Hanno cominciato a dire che non hanno tempo per cucinare, che lavorano tanto, che dovrebbero prima comprare tutto e poi stare ai fornelli, e che non vedono il senso di portare le vivande da casa loro. Alla fine, hanno concluso che preferirebbero festeggiare ciascuno a casa propria.

Così ho provato a insistere, chiedendo: e allora la mamma? Cosa facciamo con lei? E sapete cosa mi hanno risposto? Le facciamo gli auguri al telefono, come fanno tutti.

Non ne vogliono sapere di dividere fatica e spesa. Non ho ancora detto niente a mia suocera, e non so davvero come affrontare questa situazione. Lo so già che ci rimarrà malissimo.

Che dovrei fare? Dovrei forse riprendermi tutto il peso e passare un altro Natale a correre, cucinare e pulire tutta da sola? Ma quanto ne vale davvero la pena?

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