Questa mattina una ragazza di 18 anni ha dato alla luce una bambina. Subito dopo ha presentato una richiesta ufficiale, ha chiamato un taxi ed è uscita dall’ospedale senza voltarsi indietro. Ma non avrebbe mai potuto immaginare la sorprendente “sorpresa” che aspettava la piccola dentro quelle mura…

Questa mattina, una ragazza di diciotto anni ha dato alla luce una bimba. Subito dopo, ha compilato qualche modulo, ha chiamato un taxi e, senza neanche voltarsi, ha lasciato lospedale come se fosse uscita da una lezione di pilates. Ma nemmeno nei suoi sogni più selvaggi poteva sospettare quale sorpresa avrebbe aspettato quella piccola nella nursery

Quando io e mio marito Massimo siamo arrivati in ospedale quella sera, tra una contrazione e laltra, eravamo più allegri di una comitiva che va a vedere il carnevale di Venezia. Era in arrivo il nostro quarto figlio sì, avete letto bene quarto. La nostra famiglia ormai era grande come una squadra di calcetto, e la casa piena come il mercato di Porta Palazzo il sabato mattina.

Piccolo dettaglio: i nostri secondi e terzi figli sono gemelli sorpresa delle sorprese! Nella nostra famiglia non cerano casi del genere, e da allora ogni volta che aspettavamo un bambino, il tormentone era: E se sono ancora gemelli? come una barzelletta che non stanca mai.

I nonni, manco a dirlo, erano sconvolti ma entusiasti e i primi giorni ci hanno dato una mano che valeva oro, anzi, euro sonanti. Alla seconda ecografia ci hanno tranquillizzato: niente gemelli stavolta, uno solo che sollievo!

Così è nata la nostra quarta piccola ninja sola soletta. Tutte le ansie se le è portate via la cicogna. E ci siamo sistemati in una camera privata che Massimo, uomo previdente, aveva già pagato (ah, le piaghe della burocrazia e i prezzi dellassistenza sanitaria privata).

Dopo qualche ora mi hanno portato la neonata per la poppata, quando improvvisamente come nei peggiori reality show è entrato il primario col volto serio: Abbiamo un piccolo problema

Quella stessa mattina, la giovane diciottenne aveva partorito una bimba, aveva lasciato una dichiarazione di non riconoscimento e aveva preso un taxi al volo. Insomma, con la stessa velocità con cui spariscono le brioche fresche al bar.

Dopo il parto non riusciva quasi a camminare, ma ha fatto di tutto per non restare neanche un secondo in più. E ce ne siamo fatti una ragione.

La neonata stava benone, bellissima da far invidia alle madonne fiorentine. E allora ho pensato tra me e me: Ma tu, che desideravi tanto avere altri gemelli che ne dici di tenerla con te questa bimba?

Possiamo sempre scrivere che è uscita da te scherza il primario. Ma io no, no, con il cuore spezzato: non vorrei mai che una bimba finisse in una casa famiglia. Che vita è? Mi si spezza il cuore solo a pensarci. Naturalmente sarebbe fuori dalla legge.

La prassi di adozione sarebbe anche fattibile, ma tra una carta bollata e laltra, si rischia di aspettare mesi. E intanto la bimba dove andrebbe? In istituto.

Che tristezza Ad essere sincera, ero molto scossa da tutta la faccenda. La caposala, la signora Francesca Bianchi donna daltri tempi, sempre gentile la conoscevo bene anche fuori dallospedale. Forse proprio per quello, con empatia tutta italiana, ha pensato di coinvolgermi in questa situazione difficile.

In sintesi:
La giovane mamma ha scelto di andarsene subito dopo il parto;
La neonata era sana, ma aveva bisogno di una famiglia;
Ladozione ufficiale richiede tempo e pazienza da monaco certosino;
La caposala, vedendo la situazione, ci ha dato una mano mossa più dal cuore che dal regolamento.

Morale della favola: storie come questa ricordano quanto sia delicato il destino umano quando nasce una nuova vita.

In fondo, larrivo di un bimbo porta sempre una valanga di emozioni e speranze, e di imprevisti degni di una commedia di Eduardo De Filippo. Noi, tra la burocrazia, un po di ironia e molto cuore, dobbiamo solo ricordarci di restare umani. E questa tenera storia tutta allitaliana ce lo ricorda con forza in ogni sua pagina.

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Questa mattina una ragazza di 18 anni ha dato alla luce una bambina. Subito dopo ha presentato una richiesta ufficiale, ha chiamato un taxi ed è uscita dall’ospedale senza voltarsi indietro. Ma non avrebbe mai potuto immaginare la sorprendente “sorpresa” che aspettava la piccola dentro quelle mura…