Tradimento nascosto dietro la maschera dell’amicizia

Il Tradimento Sotto la Maschera dellAmicizia

Questinverno sembra deciso a mostrare tutto il suo splendore: la neve cade abbondante, trasformando cortili e strade di Firenze in paesaggi da favola. Miriadi di fiocchi bianchi danzano nellaria, si posano leggeri sui tetti e sui marciapiedi, e il freddo frizzante riempie latmosfera di una strana purezza e limpidezza.

Lappartamento di Beatrice e Lorenzo è un piccolo regno a parte, pieno di calore e tranquillità. Dal grande finestrone il mondo si tinge di bianco, mentre allinterno, protetti dai vetri ben chiusi, regna la pace. Una lampada dal paralume di lino diffonde una luce dorata e soffusa, formando un cerchio di tepore che tiene lontano linverno.

I due sono rannicchiati sul divano, stretti sotto un plaid morbidissimo. Alla televisione scorre una commedia familiare leggerapiù per ridere che per seguire davvero la trama. Beatrice, con lo sguardo tranquillo, sorride tra sé e sé, lasciandosi cullare dallatmosfera. Lorenzo rilassa la testa contro lo schienale, lanciando spesso unocchiata estasiata alla neve fuori. Il paesaggio è talmente bello da togliere il fiato.

Il silenzio viene interrotto dal trillo cristallino del cellulare di Lorenzo. Per un attimo, sembra quasi ignorarlo, come a voler difendere quel momento dintimità domestica; poi, dopo il secondo squillo, prende il telefono con un sospiro, legge il nome sul display e sbuffa:

Ancora Raffaele mormora rivolto a Beatrice. È la terza volta che chiama stasera.

Lei si gira verso di lui senza togliere gli occhi dallo schermo.

Avrà di nuovo voglia di invitarci, risponde serena. Ha comprato la casa in campagna, vuole festeggiare. A quanto pare non conosce la parola no.

Lorenzo risponde con uno swipe sullo schermo.

Pronto, Rafa, ciao, si sforza di suonare energico.

Lorenzo! Ma insomma, quando vieni? Te lho detto, dobbiamo festeggiare lacquisto! Tutto pronto: camino acceso, la tavola è imbandita, gli amici stanno arrivando Basta poltrire in casa! Porta pure Beatrice, si starà benissimo!

Lorenzo esita, cerca lo sguardo di Beatrice, che scuote appena la testa, senza dire nulla. È chiarissimo: niente serate chiassose, musica alta o conversazioni infinite; solo la voglia di proteggere il loro spazio, il loro tempo lento e senza orari.

Lorenzo attende un altro istante prima di rispondere, poi si inventa una scusa che gli balena in mente al volo.

Senti, sussurra, la questione è che Beatrice è andata da sua mamma un paio di giorni. Da solo non vengo, lo sai come sono. E non voglio litigare per colpa di qualche battuta infelice Ci vediamo senzaltro, ma in un altro momento.

Dallaltra parte Raffaele rimane in silenzio per qualche secondo, poi, con la voce sorpresa:

Ah, è partita? Quando rientra?

Domani sera, sigilla con un velo di malinconia nella voce. Tutto allimprovviso! Ci eravamo fatti altri programmi: un film, una passeggiata sui lungarni, magari una pattinata. Ma niente. Sarà per la prossima volta, okay?

Ancora un attimo di silenzio, poi Raffaele concede, con una punta di complicità:

Va bene Ma fammi sapere quando torna, ci tengo a vedervi!

Certo, rassicura Lorenzo in fretta. Alla prima occasione ci troviamo. Magari nel weekend prossimo, se non cambia nulla.

Chiude la chiamata, lascia il telefono sul tavolino e tira un respiro di sollievo, sorridendo di gusto.

Meno male, me la sono cavata anche stavolta, ride rivolgendosi a Beatrice. Eh ma quanto insiste! Non ho mai capito cosa troverebbe di così divertente in quelle serate in campagna pieni di vino e gente già brilla alle dieci di sera! Meglio stare qui con te, cento volte.

Beatrice si stringe a lui, la stanza è dolce e silenziosa: solo il ticchettio dellorologio, la luce avorio, il bianco e nero di un vecchio film italiano che scorre sullo sfondo, labbraccio protettivo fra i due.

Anchio, dice lei, alzando appena lo sguardo sui suoi occhi. Restiamo così: divano, film e poi a dormire. Non ci serve altro.

Lorenzo annuisce, la stringe più forte. Già immagina il momento in cui spegneranno tutto e si infileranno sotto il piumone mentre fuori la bufera continua a sussurrare.

Ma proprio quando il silenzio si compone di nuovo, ecco ancora un messaggio, ancora il cellulare, ancora Raffaele.

Lorenzo sbuffa, prende il telefono, rassegnato.

Rafa, ti ho già incomincia, cercando di mantenere la calma.

La voce dallaltro lato ora è cupa, tesa:

Lorenzo, sono adesso al club Cristallo, abbiamo fatto una tappa qui prima di andare in campagna E cè Beatrice! Con un uomo! Bevono, lo abbraccia. Mi dispiace dirtelo, ma tu dovevi saperlo. Ti ha detto che era dalla madre, invece ti mente!

Lorenzo resta di sasso. Fissa Beatrice, poi lo schermo con lincredulità di chi teme uno scherzo di pessimo gusto.

Che cosa? domanda, sentendosi già assalito dal dubbio. Ma sei sicuro? Non ti sarai confuso? So benissimo dovè mia moglie!

Certissimo, conferma Raffaele, inflessibile. È alticcia e fa scena. Vuoi che gliela passi?

Lorenzo chiude per un secondo gli occhi, la testa piena di domande. Poi cede alla curiosità e mette il telefono in vivavoce.

Nel frastuono dei bassi e delle risate emerge una voce femminiletanto simile a quella di Beatrice che il cuore quasi si ferma.

Pronto? Chi è? dice, con un tono svogliato, tra lironico e lo stanco.

Lorenzo si volta verso Beatrice, che lo guarda sbigottita, visibilmente estranea a quanto sta ascoltando.

Beatrice? Sono Lorenzo. Che succede?

Allaltro capo segue una risata forzata, poi la stessa voce, più sfrontata:

Lorenzo, mi hai stufato! Basta con la tua vita da pensionato, voglio godermi la mia! Voglio divertirmi finché posso, basta monotonia!

Beatrice salta in piedi, in preda allo shock.

Ma che diavolo sta succedendo? mormora. Chi è questa? Perché si spaccia per me? E come fa a sapere il tuo nome?

La voce, dallaltra parte, prosegue spavalda:

Che ti importa dovè tua moglie? Faccio quello che mi pare!

Poi la confusione, i bicchieri che tintinnano e Raffaele che rincara la dose:

Hai sentito, Lorenzo? Te lavevo detto

Lorenzo lo interrompe, la voce tremante di rabbia e sgomento:

Basta, domani chiarirò tutto. Ora non chiamare più!

Chiude di scatto, lancia il telefono sul divano e rimane incredulo. Se Beatrice non fosse lì, accanto a lui, sarebbe stato tentato di crederci.

Lei si siede, lo guarda attonita. La voce era realmente simile alla sua. Ma ora il nodo principale non era più quello: il problema vero era di capire chi avesse orchestrato tutto e come avesse avuto informazioni tanto precise.

Che roba sussurra. Chi era? Un teatro, questo.

Lorenzo si accarezza i capelli, incerto ma già circondato da sospetti poco piacevoli.

Non lo so, mormora fissando il vuoto. Ma la voce era identica. Sembra tutto troppo studiato.

E Raffaele così sicuro aggiunge lei, la voce tremolante. Se non fossi stata qui, cosa avresti pensato?

Lorenzo la abbraccia, più tenero che mai. Il suo gesto comunica tutto: adesso lei dovrebbe sentire solo fiducia.

Io avrei comunque avuto il sospetto, assicura. Non sei il tipo da tradire. Ti conosco troppo bene. Questa storia è un grande, goffo inganno. Domani vado al club, controllo le telecamere. Scopriremo chi era quella ragazza.

Beatrice si stringe a lui, trattenendo il calore vivo che scaccia il gelo lasciato da quella strana telefonata.

Sì, sospira. Non ero io. Ma allora, chi? E perché?

Lorenzo stringe le spalle, ma i suoi occhi non sono più smarriti. È pronto a difendere la loro storia.

*************************

Il giorno dopo, verso mezzogiorno, Beatrice sorseggia del tè caldo in cucina mentre scorre le e-mail di lavoro dal portatile. Il silenzio viene interrotto dal telefono: il display mostra il nome di Raffaele. Esita, poi risponde, decisa a chiarire.

Ciao, esordisce lui, con tono cauto. Hai parlato con Lorenzo dopo ieri?

Beatrice stringe il telefono. Decide di testare il terreno, di capire a cosa sta realmente mirando Raffaele.

Sì. dice fingendo. Abbiamo litigato. Mi ha accusato di cose che non esistono, non mi ha voluto ascoltare. Dice che gli mento.

Un attimo di silenzio, poi Beatrice percepisce una nota di soddisfazione, flebile ma innegabile.

Mi dispiace ma, sai, glielho sempre detto che non ti meritava. Non ha mai capito chi sei veramente.

Beatrice avverte il sangue ribollirle nelle vene, ma resta fredda.

Di cosa stai parlando?

Raffaele abbassa la voce, quasi sussurra:

Che tu meriti qualcosa di meglio, Bea. È da tempo che volevo dirtelo io ti amo. Posso renderti felice. Se un giorno vorrai lasciare Lorenzo, io sarò qui. Sempre.

Beatrice tace per qualche istante, cercando di rimettere insieme i pensieri. Quando parla, la voce è calma ma ferma.

Raffaele, questa è proprio fuori luogo. Io amo Lorenzo e risolveremo tutto insieme. Vorrei che tu restassi fuori.

Scusa Mi sono solo permesso di dirti che puoi sempre contare su di me. Lorenzo si è comportato da vigliacco con te, non merita il tuo amore. Pensa che abbia già pensato di lasciarti: cerca solo una scusa! Voglio solo che tu sia al sicuro.

Beatrice stringe il telefono, respira a fondo. È il momento di mettere in chiaro le cose.

Senti, Raffaele, la voce è dura, controllata ieri io ero in casa, non abbiamo litigato e ora so benissimo che sei stato tu a organizzare tutto. Non lavevo colto subito, ma ora mi è tutto chiaro.

Silenzio. Poi lui, prima incerto, poi quasi sfidando:

Cosa stai dicendo?

Che hai pagato una ragazza che somigliava alla mia voce, le hai detto cosa dire, come dire, che agisse come fossi io in un club con un uomo per farci litigare. È così?

Silenzio ancora, poi un sospiro spezzato e la confessione, quasi urlata:

Sì, ho organizzato tutto! Perché ti amo, Beatrice! Perché so che lui non ti merita, che io potrei davvero renderti felice!

Beatrice chiude gli occhi un istante, sente montare rabbia silenziosa.

Felice? Con te? Sei solo un uomo qualsiasi, senza fedeltà né dignità. Hai tradito l’amicizia e la fiducia. Credi davvero che questo basti a rendermi felice?

Il tono di Raffaele si fa fioco, quasi implorante:

Pensavo che, se litigavate, ti saresti accorta che lui non fa per te. Che avresti guardato verso di me. Sono migliore di lui! Le altre ragazze non contano nulla, è solo che non riesco a dimenticarti!

Beatrice resta impassibile, il tono gelido:

Te? Mai nella vita. Hai distrutto tutto ciò che cera di sincero fra noi. E per i tuoi falsi sogni.

Scusami mormora, ormai svuotato.

Beatrice non esita neppure un secondo:

Non ti perdonerò. E non saremo più amici. Non chiamarmi più, mai. Dimentica anche il numero di Lorenzo, e preparati a sentire quanto hai detto oggi.

Chiude la chiamata, appoggia il telefono sul tavolo. Le mani tremano appena, ma riprende fiato e si gira verso la finestra, dove la neve scende lenta, come a quietare ogni pensiero.

In quel momento Lorenzo entra in cucina. Appena vede il volto serio della moglie si fa attento.

Novità? chiede, avvicinandosi.

Beatrice lo guarda con unespressione amara ma serena.

Tutto chiaro, sospira. Ha orchestrato tutto. Si è dichiarato, voleva separarci, promettendo qualsiasi cosa. Che persona infima

Lorenzo la abbraccia, le stringe la mano con forza. Cè tutto il suo sostegno in quellattimo.

Allora non era un vero amico, sussurra. Meglio così. Almeno ora sappiamo chi sono le persone di cui fidarci davvero.

Lei annuisce, si stringe ancora di più al suo fianco.

Sì, ora sì che va meglio. E poi, dobbiamo pure trovare una scusa decente per saltare tutte quelle feste dove ci vorrebbe lui

Lorenzo scoppia a ridere, libero, finalmente rilassato.

Esatto! Film e tisanaquesto sì che è un programma!

Mai più serate mondane, soggiunge lei, affondando nel plaid come in una coperta di sicurezza.

Perfetto! la stringe lui, ridendo di gusto.

Così, fra fiocchi di neve allesterno e il tepore silenzioso dellappartamento, il loro piccolo mondo torna ad essere forte e intatto. Nella stanza piena di luce soffusa, di profumo di legno e di tè, di delicati rumori familiari, non cè posto per bugie o inganni: solo fiducia, tenerezza e sicurezza che domani sarà una giornata altrettanto serena e dolce come questa

*************************

Raffaele siede in cucina, davanti a una tazza ormai fredda. Non ricorda lultimo sorso; la testa è ancora invasa dalle parole di Beatrice: Non chiamarmi più. Mai.

Invece della vergogna, lentamente cresce in lui un rancore cieco, greve, che gli stringe il petto e gli fa chiudere i pugni.

Perché è finita così?! urla, spazzando via briciole di biscotti dal tavolo.

Ripensa ossessivamente alla serata precedente. Lincontro con Martina al bar, la voce simile a Beatrice, la recitazione perfetta che lui aveva organizzato. In quel momento era convinto che sarebbe stato il colpo di scena decisivo: Quando capirà di essere stata tradita, si affiderà a me, a chi la ama davvero.

E ora, invece, solo fallimento e vuoto.

Non ho sbagliato io! – si ripete, camminando avanti e indietro, il corpo in tensione. – Loro non ci vedono chiaro! Lorenzo non la merita, Beatrice si è fidata della persona sbagliata!

Fissa la neve che cade dolce oltre il vetro. Perché hanno loro tutto, e io niente? Perché proprio Lorenzo?

Si rende conto di aver perso tutto, anche quellamicizia per cui avrebbe giurato. Ma invece della vergogna resta il bruciore della sconfitta.

Il telefono giace spento sul tavolo; non chiama più. Ma nella sua mente riecheggia un pensiero amaro: Si godano il loro nido. Ma so bene che Lorenzo non la meriterà mai quanto lavrei meritata io. E un giorno, magari troppo tardi, lei lo capirà.

Fissa la neve, stringe ancora un foglio con i suoi appuntile battute suggerite a Martinapoi lo straccia in mille pezzi. Il mondo fuori sembra calmo, protetto, felice. Solo lui resta solo, incastrato nella sua ostinazione.

E nonostante tutto, dentro si ripete:

Tutto questo doveva essere mio. Tutto questo doveva appartenere a me.

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