Vedendo Simo disegnare l’ennesimo Uomo Ragno sul quaderno invece di copiare il problema di matematica, i genitori capivano che un futuro sereno e senza pensieri, in famiglia, lo avrebbe avuto solo il gatto.

Guardando Beatrice disegnare per lennesima volta lUomo Ragno nellangolo alto del suo quaderno, invece di leggere le tracce degli esercizi di matematica, i suoi genitori capivano perfettamente: nella loro famiglia, solo il gatto aveva un destino spensierato e ben nutrito garantito.
Decine di tutor non erano riusciti a trasmettere alla bambina nemmeno un briciolo di passione per le materie scientifiche. Al contrario, di lezione in lezione Beatrice scivolava sempre più nella filosofia. La vita è una commedia degli errori! pensava lei. E la vera felicità? Sta nel dolce far niente, nei cannoli alla ricotta e nei cartoni animati visti di nascosto dallo smartphone.
Quando i genitori avevano ormai smesso anche di rimproverarla, il papà trovò su internet un annuncio insolito: Vendo bilanciere e insegno ad amare la scuola matematica, storia, italiano, inglese, bicipiti, tricipiti, gambe, spalle, letteratura, petto. Metodo personale. Lavoro con ragazzi, amici, parenti, vicini di casa. Federico.
La disperazione aveva ormai sgretolato qualsiasi prudenza genitoriale. Il padre compose il numero e dopo pochi squilli la cornetta restituì una voce roca, trafelata.
Sì? Oltre la voce si sentivano colpi metallici ritmati.
Buongiorno, chiamo per lannuncio
Il bilanciere è già venduto, tagliò corto Federico, accennando a chiudere.
No, aspetti! Vorrei che insegnasse a mia figlia matematica, italiano, letteratura
Età, peso e livello della ragazza.
Quellefficienza spaventava e rincuorava allo stesso tempo. Il suono dei pesi si mescolò presto allo sfrigolio di una corda da saltare. Al padre parve quasi di sentire odore di sudore dalla cornetta.
Nove anni, ventiquattro chili, sappiamo quasi fare le addizioni in colonna e
Quante flessioni sa fare?
Cosa? Il padre si grattò lorecchio incredulo.
Flessioni e trazioni alla sbarra, quante?
Non saprei Forse cinque?
Sa distinguere un prefisso da un suffisso?
Ehm non lo so, meglio chiedere alla mamma.
In casa che attrezzi avete?
Attrezzi?
Compasso, goniometro, elastici da ginnastica, kettlebell?
Ho un righello di legno.
Va bene. Mandatemi lindirizzo, in unora sono lì, concluse Federico gridando: Gambe più larghe, schiena dritta! Dico ai miei alunni di storia, non a voi, e chiuse la chiamata.
Il padre restò ancora qualche secondo a gambe divaricate, schiena tesa, poi si avviò verso Beatrice.
Alla notizia di un nuovo tutor, Beatrice reagì come sempre: alzò il volume del programma in TV e chiese una fetta di pane con nutella e una tazza di tè. Il suo disinteresse per tutto ciò che ricordava lapprendimento era totale.
Arrivò il campanello. La madre di Beatrice sbirciò dallo spioncino e vide un petto che suscitò in lei una fitta dinvidia.
Buongiorno, fece il suo ingresso in soggiorno un monumento di muscoli ricoperto solo da una canottiera, profumato di shampoo al cocco. Dovè la vostra campionessa olimpica?
V-v-vieni, balbettò la donna. Credo sia arrivato quellomone di cui hai scritto la lettera sotto il tergicristallo minacciando di aggiustargli la vista.
Mi scusi, intervenne una voce dallinterno, cè stato un equivoco, io sono oculista In passato.
Sono Federico Benvenuti, tutor nel presente.
Ah, è lei! si fece avanti Davide. Scusi, non lavevamo riconosciuta. Posso aiutarla con la borsa?
Federico porse una borsa da hockey e, appena Davide ne sollevò il manico, la borsa lo trascinò rumorosamente a terra. Il gatto, spaventato, superò la barriera del suono e scomparve dietro una porta sprangata.
Ma che ci tiene qui dentro? ansimava il padre trascinandola nella stanza della figlia.
Materiale didattico. Scuola elementare e discipline accessorie.
Beatrice vegetava sul divano, immersa nello schermo del telefono, quando la porta si spalancò. Questo, almeno, la disorientò per un istante.
Su, spingi! gridava il padre, ma Federico entrò come un ariete e, ignorando la nuova alunna, ispezionò attentamente le pareti della cameretta.
Avete un trapano a percussione?
A cosa serve? chiese il padre.
Allenamento di italiano, spiegò Federico, estraendo dalla borsa una sbarra da trazioni, un sacco da boxe e una corda.
Chiedo al vicino, rispose il padre distrutto, Voi intanto fate conoscenza. Questa è Beatrice, e sollevò la figlia, grande quanto il ginocchio di Federico. Tesoro, questo è il signor Federico Benvenuti, il tutor.
Ma Come ha fatto a mettere su tutti quei muscoli? chiese Beatrice invece di dire piacere.
Con le addizioni in colonna, rispose Federico, tirando fuori dei dischi da bilanciere e impilandoli luno sullaltro.
Fate pure, disse il padre, dileguandosi.
Lei è più forte dellUomo Ragno?
LUomo Ragno alza duecento chili di panca?
Beatrice ci pensò, ma era certo di no.
A me non piacciono le lezioni, preferì chiarire subito la bambina.
Lasciamo le lezioni ai perdenti. Noi faremo gli addominali!
Federico si sdraiò sul tappeto e iniziò la sequenza. Beatrice guardava da lontano. Era pronta a scommettere che il tipo si sarebbe stancato presto, ma lui solo cambiava ritmo aumentando i pesi. Passati gli addominali, Federico passò ai manubri, poi agli elastici, e infine alle flessioni.
Allora, hai memorizzato? Vuoi essere forte? O pensi di passare la vita fra polvere e ragnatele come il tuo amico supereroe?
Beatrice fece no con la testa.
Benissimo! Tutti gli esercizi: tre serie da quarantaquattro meno trentotto. Partendo dagli addominali.
Quanto fa?
Tu dimmelo, piuttosto!
Trapano non ne ho trovato, cè solo un vecchio avvitatore, ansimò il padre rientrando e vedendo la figlia fare flessioni restò di sasso. Torno dopo, sussurrò uscendo in punta di piedi e appoggiando la porta.
***
Il giorno dopo, alle sei meno un quarto del mattino, il campanello squillò di nuovo. A occhi semichiusi, il padre si trascinò in corridoio pronto a fulminare il visitatore con una raffica di improperi, ma, quando vide la testona lucida di Federico protendersi dalluscio, capì che nessuna parolaccia sarebbe bastata per un simile gigante. Pareva che durante la notte Federico fosse diventato ancora più grosso, con le borse sotto gli occhi gonfie come bicipiti.
Oggi storia e geografia, dichiarò, tenuta da ginnastica: scarpe da corsa, maglietta, pantaloncini. Gita lunga, tra panorami fatti di colline e i segreti storici di Firenze.
Ma è solo in terza elementare, quelle materie ancora non le fanno! sbadigliò il padre.
Si aggiunge anche una poesia nel programma. Viene anche lei?
No, grazie, a scuola ero bravo abbastanza.
In che anno i Visconti lasciarono la Toscana?
Uh Devo svegliar mio figlio, si dileguò Davide in camera di Beatrice.
Tornato dopo poco, bisbigliò:
Non si sveglia nemmeno tirandola giù dal letto.
Vestitela, si sveglia lungo il tragitto, suggerì Federico.
***
Tre volte a settimana Federico si presentava puntuale alla porta di Beatrice e la sottoponeva allallenamento. Lunedì: petto-tricipiti-spalle-matematica-italiano; mercoledì: schiena-bicipiti-letteratura-inglese; venerdì: gambe-geografia-storia.
Dopo tre settimane, Beatrice entrò in cucina senza maglietta: il padre, vedendo la tartaruga scolpita sulla pancia della figlia, si schermò la propria pancetta con la moka. La ragazzina era più dritta, più vigorosa persino rimproverava i genitori per il loro stile di vita sedentario.
Davide, non mi convince tutto questo, sussurrò la madre una sera a cena. Sai che cosa mi ha chiesto per il compleanno?
Lo so: la playstation. Me lha già chiesta.
No, una spalliera e un frullatore per smoothie! Secondo me Federico non è mica un vero tutor. È un fanatico del fitness che ci spaccherà la figlia!
Ma dai! Fanno matematica, no?
Tu hai mai visto un libro di scuola con loro?
Ho visto la tabella delle calorie.
Proprio quello che temo! Lo sai anche tu che questi fisicati
Che coshanno? la interruppe Davide, guardando la moglie.
Le idee corte, picchiettò lei il tavolo di vetro per rafforzare il concetto. E nostra figlia verrà fuori allo stesso modo.
Beh, meglio una sportiva tonta che una secchiona debole, no?
No, meglio una bambina normale! Basta, voglio che smettano quegli allenamenti!
Il telefono squillò.
È la sua insegnante, la donna accettò la chiamata.
Pronto? Che cosa ha combinato? Sì, arrivo subito.
Che succede?
Beatrice ha fatto una rissa. Vedi? Te lavevo detto che non poteva finire bene!
Vengo anchio.
***
In taxi, i genitori corsero a scuola e furono subito convocati dal preside.
Ecco il risultato del tutor! Terza elementare e già chiamata in presidenza!
Nellufficio del preside si era ammassato il mondo intero: genitori, bambini, la psicologa scolastica, linsegnante. Il chiasso era tale da stonare il pianoforte nel vicino laboratorio di musica.
Questa non è una palestra, è una scuola! attaccò una mamma.
Scusi, ma cosa è successo?
Linsegnante prese la parola:
Beatrice costringeva gli altri a fare la scaletta in cortile e a tenere il punteggio facendo divisioni con le frazioni.
Fare cosa?
Trazioni alla sbarra a turno, aumentando sempre il carico, spiegò Beatrice.
Zitta! I ragazzi non lo volevano. Beatrice li minacciava.
Ma sono stati loro a prendersela con me quando correggevo i loro errori mentre mi insultavano.
Correggevi come?
Spiegavo come si declina scioccone e vantone. Allora mi sono saltati addosso, così mi sono difesa. Come dice il signor Federico: Se hai energia, fai più trazioni. Invece di picchiare gli ignoranti, insegnagli a dividere le frazioni, abbassò Beatrice la testa, imbarazzata.
Diceva che se ci avvicinavamo ancora ci avrebbe fatto estrarre le radici! singhiozzò uno dei bambini.
Questo cavernicolo deve stare lontano dai nostri figli! urlò una mamma scomposta.
Un momento, interruppe Davide. Quindi la rissa non cè stata?
I bambini annuirono in silenzio.
Quindi mia figlia ha risposto alla vostra aggressione con la matematica? E con la sbarra da ginnastica?
E ci ha fatto correre lo stadio e imparare Leopardi!
Hai visto? Temi che diventi scema, ma io la vedo crescere meglio ora, Davide guardò la moglie e lei annuì senza più dubbi.
Devo scusarmi con voi, prese la parola il preside.
Che chieda scusa lui! ruggì un padre, indicando Beatrice.
No, con voi genitori. Vostra figlia è in gamba, disse il preside. Però, visto il rendimento che ormai va fuori programma, la promuovo.
Giustizia è fatta! Così si merita! E il vostro muscolone rimanga tra i dannati! gioirono i genitori.
La promuovo in quarta. Ha già superato i compagni, chiuse la questione il preside.
In stanza calò un silenzio imbarazzato. Si sentiva il rumore della gelosia che rodava pian piano i pensieri degli altri. Tutti iniziarono a defluire senza incrociare lo sguardo.
Pronto, signor Federico? Siamo stati promossi in quarta, le materie aumenteranno la voce del padre tremava, uscendo con la figlia dalla presidenza.
***
Una settimana dopo, come promesso, Beatrice era in quarta elementare. Due settimane ancora e fu selezionata per la gara di crossfit infantile e iniziò a prepararsi per la sua prima olimpiade di letteratura. Dopo un mese il telefono di Davide vibrò: era un compagno dei genitori storici, quelli dello scontro Mi dai il numero di Federico Benvenuti?
Intanto si era formata una piccola sezione sportiva per bambini con studio associato, da cui si veniva esclusi non per i muscoli poco tonici, ma per le brutte votazioni nel pagellino.

Rate article
Add a comment

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!:

20 + nineteen =

Vedendo Simo disegnare l’ennesimo Uomo Ragno sul quaderno invece di copiare il problema di matematica, i genitori capivano che un futuro sereno e senza pensieri, in famiglia, lo avrebbe avuto solo il gatto.