La signora italiana vissuta fino a 117 anni. Gli scienziati potrebbero aver scoperto il perché
I ricercatori hanno affermato che la longevità della supercentenaria dimostra come linvecchiamento e le malattie possano a volte “separarsi”.
Rosa Ferraro era la persona più anziana del mondo quando morì a 117 anni in Italia lanno scorso, ma unanalisi del suo genoma suggerisce che la sua età biologica potesse essere molto più giovane.
Esperti e pubblico sono da sempre affascinati dai supercentenari coloro che vivono almeno fino a 110 anni e da ciò che la loro longevità rivela sui segreti per invecchiare bene.
Prima di morire nel maggio 2024, Ferraro accettò di collaborare con un gruppo di scienziati italiani per scoprirlo.
A 116 anni, le furono prelevati campioni di sangue, saliva, urina e feci per analizzare la sua genetica e il suo microbioma, confrontando i risultati con gruppi più ampi di persone della stessa età.
Tuttavia, presentava anche bassi livelli di infiammazione, un intestino “ringiovanito” e un epigenoma giovanile, ovvero cambiamenti nellespressione genica senza alterare il DNA.
Ferraro, definita dai ricercatori “un caso eccezionale”, aveva anche particolari variazioni genetiche che sembravano proteggerla da problemi comuni come malattie cardiache, diabete e neurodegenerazione, legata allAlzheimer e al Parkinson.
I risultati offrono “una nuova prospettiva sulla biologia dellinvecchiamento, suggerendo biomarcatori per un invecchiamento sano e strategie per aumentare laspettativa di vita”, secondo i ricercatori, che hanno pubblicato lo studio sulla rivista Medicina e Ricerca.
Sebbene la genetica di Ferraro abbia giocato un ruolo cruciale nella sua longevità, i ricercatori hanno cercato di identificare quali abitudini potessero aver contribuito.
La supercentenaria mangiava tre yogurt al giorno, il che potrebbe aver favorito la salute intestinale e il peso corporeo. Seguiva principalmente una dieta mediterranea, dormiva bene, rimaneva attiva fisicamente e godeva di buona salute mentale.
Aveva anche una vita sociale vivace e hobby regolari come leggere, suonare il pianoforte e curare il giardino in altre parole, una vita equilibrata.
“Questi risultati mostrano come invecchiamento e malattie possano, in certe condizioni, separarsi”, hanno detto i ricercatori, “sfidando lidea che siano inevitabilmente legati”.
La storia di Rosa Ferraro insegna che la longevità non è solo questione di genetica, ma anche di uno stile di vita armonioso, dimostrando che la vera età si misura più nella vitalità che negli anni.






