LA STORIA DI ANNALISA, LA “SCIOCCHINA”: 15 ANNI DI MATRIMONIO, DUE FIGLI, UN MARITO INFEDELE E UNA V…

LA SCIOCCHINA

Tutti a Borgo San Donato sapevano che Annalisa era una sciocchina. Viveva con suo marito da ben quindici anni, cosa che oggi sembra più lunga di un viaggio in treno regionale da Palermo a Venezia senza aria condizionata. Avevano due figli: Giulia, quattordici anni, e Riccardo, sette. Suo marito, Valerio, era uno di quelli che proprio non riusciva a stare fermo: appena poteva, metteva su una storiella con qualcuna, e ormai lo faceva quasi con il permesso del Comune.

Il primo tradimento? Al secondo giorno di nozze, con una cameriera al ricevimento. E da lì in avanti, perdi pure il conto. Le amiche di Annalisa provavano a farle aprire gli occhi, ma lei si limitava a sorridere e ingoiare come se fosse stata in attesa del dessert.

Annalisa, tra laltro, lavorava in una fabbrica di giocattoli a Prato, come ragioniera. Stipendio che, a sentir lei, era più magro di una dieta detox, e il lavoro sembrava non finire mai. A volte pure la domenica doveva andarci, e nei periodi di bilanci, nemmeno il cane la vedeva tornare a casa.

Valerio invece guadagnava benone o almeno così gli piaceva dire al bar. Ma Annalisa come casalinga era una mezza tragedia: qualunque cifra le dessi, non bastava nemmeno per comprare il pane e due pomodori. Il frigo sembrava la grotta della Sibilla, totalmente vuoto, e nel menu, come piatto forte, cerano pasta al pomodoro e polpette (quelle con più pane che carne). Insomma, la loro quotidianità somigliava più a una sit-com che alla bella vita.

La gente del quartiere si stupiva ogni volta che vedeva Valerio a braccetto con unaltra donna. Per non parlare di quando tornava a casa fradicio ma non dacqua, eh.

Povera Annalisa, ma chi glielo fa fare di sopportare uno così? mormoravano tutti in paese.

Il giorno in cui Riccardo compì dieci anni, Valerio rientrò trionfante a casa e annunciò che voleva il divorzio. Diceva di essersi innamorato, che la famiglia ormai non gli bastava più.

Non ti offendere, Annalisa, ma domani vado a depositare le carte. Sei fredda come un cono gelato al pistacchio… almeno fossi stata una buona massaia, ma nemmeno quello!

Va bene, accetto il divorzio, rispose lei senza nemmeno sbattere le ciglia.

Valerio quasi cadeva dalla sedia, aspettandosi una scenata in stile melodrammatico napoletano, urla, pianti e minacce con il mestolo. Invece, questa calma lo scosse più di un caffè doppio.

Ecco, allora raccogli pure le tue cose senza fretta Domani torno, lasciami solo la chiave sotto lo zerbino aggiunse Annalisa con una strana espressione serena e un sorriso che puzzava di mistero. Valerio trovò un po strano tutto ciò, poi però pensò alla vita nuova con la sua nuova fiamma, senza bambini né mogli antiquate.

Il giorno dopo si presentò a casa con la nuova fidanzata. Cercò la chiave sotto al classico zerbino con scritto Benvenuti, ma niente. Giornata rovinata.

Pazienza, cambierò le serrature e stop.

Tirò fuori il suo mazzo, ma la chiave non girava più. Suonò il campanello e la porta si aprì: davanti a lui si palesò un uomo robusto, in pantofole e accappatoio, da far impallidire un portiere della Juventus.

Che vuoi, amico? fece il tipo.

In realtà, questa è casa mia tentennò Valerio.

Ah sì? Allora fammi vedere i documenti. Sotto mano, grazie.

Ovviamente Valerio non aveva nessuna carta della casa. Si ricordò allultimo del passaporto, dove almeno ci sarebbe stata la residenza. Lo tirò fuori, orgoglioso.

Ecco qui! disse sventolando il passaporto davanti allomone.

Laltro lo guardò svogliatamente, lo sfogliò e, storcendo la bocca, glielo restituì.

Quando è lultima volta che hai visto questa bella cosuccia?

Valerio, sudando freddo, sfogliò nervosamente fino alla pagina della residenza: due timbri. Uno dingresso e uno duscita due anni prima!

Come diavolo era potuto accadere? Non volle sfidare Polifemo alla porta e chiamò subito Annalisa che però risultava irraggiungibile.

Aspettà alla fabbrica? Impossibile: si scoprì che Annalisa aveva lasciato il lavoro da ormai un anno. La figlia era partita per luniversità, allestero nientemeno, ma almeno Riccardo doveva esserci in giro. Andò a scuola ma anche qui, niente: il ragazzino era stato trasferito lanno precedente, e nessuno poteva dirgli dove privacy, caro papà alloscuro di tutto.

Valerio si sedette su una panchina, sconfitto come la Fiorentina dopo la finale di Coppa Italia. Ma come aveva fatto Annalisa, quella pecora, a fregarlo così? E soprattutto comera riuscita a vendere la casa senza che lui se ne accorgesse? Vabbè, sistema tutto lavvocato. Manca poco al divorzio, almeno mi rifarò lì.

Il giorno del divorzio si presentò carico di rabbia, deciso a smascherare la truffatrice e riprendersi casa e onore. Ma la verità lo aspettò in Tribunale come una pizza margherita dimenticata nel forno: scoprì di aver firmato lui stesso una procura generale in favore della moglie due anni prima in quel periodo era così imbambolato dalla nuova fiamma, Elisa (una donna da togliere il fiato e anche la memoria), che aveva messo la firma ovunque pur di togliersi Annalisa dai piedi.

Ora si ritrovava senza casa, senza famiglia, e con Elisa che, scoperto il colpo di scena, era volatilizzata più velocemente di una borsa di Prada agli sconti.

Beh, almeno mi prendo la rivincita sugli alimenti non becca un euro! pensò lui. E invece, pochi giorni dopo, anziché la raccomandata sullassegno mensile, ricevette un invito a unaltra udienza. Motivo? Contestazione della paternità!

Veniva fuori, infatti, che nessuno dei due figli era suo. Annalisa il giorno del matrimonio aveva beccato Valerio a rotolarsi con la cameriera, e, dopo uno shock da far saltare un contatore di Enel, aveva deciso di vendicarsi in modo molto creativo. Prima la ripicca col tradimento, poi qualche conticino messo da parte: invece di spendere i soldi di Valerio nel supermercato, li metteva al sicuro lasciando la casa deserta, mentre i figli mangiavano e vivevano dalla nonna.

Sua madre le diceva spesso: Vendetta ti consumerà, rovinerà anche i bambini! Ma Annalisa era decisa, e dopo anni di tattiche da generale, raggiunse lobiettivo: fece pure i test del DNA (anche se già sapeva che i due bambini erano figli di un altro).

Per Valerio fu un tale colpo basso che perdere la casa sembrò quasi una barzelletta. Quindi, cari uomini italiani, attenzione a sottovalutare una donna ferita: in certi casi, vendica meglio di un film con Sophia Loren.

Rate article
Add a comment

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!:

twenty − fifteen =

LA STORIA DI ANNALISA, LA “SCIOCCHINA”: 15 ANNI DI MATRIMONIO, DUE FIGLI, UN MARITO INFEDELE E UNA V…