Ho ricevuto dalla moglie una valigia pronta con le mie cose

17 aprile 2025

Oggi ho ricevuto dalla moglie Ludovica una valigia piena di vestiti, di quei piccoli tesori che accumuli quando sai di dover partire. «Non dire sciocchezze», mi ha detto, ma il suo sguardo tradiva qualcosa di diverso. Per la prima volta nella nostra storia, Ludovica ha pensato alla videocamera. Non solo lha pensata, lha installata ovunque nella casa: in cucina, in salotto, persino nella camera da letto. Eppure non ha detto nulla a me, ha tenuto tutto segreto, come a dirsi: «Ti aspetta una sorpresa». E la sorpresa è davvero arrivata.

Ho osservato Ludovica, incinta e appoggiata al divano, mentre mormorava dolcemente: «Che fortuna ho fatto a sposare Vittorio e non quel goffo Sergio Colletti!». Se avesse sposato lui, la sua vita sarebbe finita in una casa popolare fuori la grande ring road di Roma, una di quelle baraccate dove il rumore è continuo e le speranze si smarriscono. A dire il vero, Sergio non era capace di grande nulla; per questo lo chiamavano sempre Sergio, non Alessio. Come si dice da noi, «chi si chiama così, così va».

È davvero difficile immaginare qualcuno che, parlando di un grande condottiero, lo chiami Sergio il Macedone. Nessuno lo farebbe, così come non si chiamerebbe Lenin Vincenzo. Invece, Sergio Balla suona quasi naturale, una specie di scherzo che non poteva che suscitare risate.

Ludovica, Sergio e Vincenzo si erano conosciuti al liceo. Entrambi erano innamorati di lei, e spesso si trovavano insieme, tre amici inseparabili. Sergio perdeva sempre contro il carismatico e arguto Vincenzo, ma non se ne accorgeva. Questo non intaccava la loro amicizia; lui sapeva bene come fare il compagno di avventure.

Quando, dopo la maturità, Ludovica ha finalmente scelto Vittorio, Sergio ha capito che doveva fare un passo indietro: il terzo deve sempre andare via, e così è stato. Dopo tre mesi dallingresso alluniversità, Vittorio lha lasciata per unaltra compagna di corso. Allora Ludovica ha chiamato Sergio, per la prima volta chiamandolo Alessio. Lamico fedele è accorso subito, ha colmato la sua solitudine e lha tirata fuori dalla depressione.

Non cè stato nulla di romantico tra loro; Sergio rimaneva solo un amico, ma per lui bastava stare accanto a lei. Con larrivo della primavera Ludovica ha conosciuto Arturo, uno studente del suo stesso ateneo, qualche anno più grande. Si sono incontrati nella biblioteca, quel luogo ancora pieno di libri stampati, non tutto digitale come oggi. Immediatamente Sergio è stato dimenticato, relegato in secondo piano, mentre tutti i pensieri di Ludovica giravano intorno ad Arturo.

Arturo era figlio di una famiglia numerosa, dove il denaro si contava con cura. «Studierò un anno in più e avrò una professione», gli diceva il padre. Nel frattempo, Ludovica si sentiva intrappolata con un giovane, ben cucito ma noioso. Desiderava amore, abbracci, ma non con lui. E così è arrivata la sua nuova passione: Arturo ha aperto a Ludovica una porta verso il mondo dei sentimenti, dei desideri e delle gioie. Dopo un anno insieme, Arturo stava per laurearsi, Ludovica era al secondo anno; perché non sposarsi?

«Quando otterrò il diploma, lo faremo», aveva promesso Arturo. Proprio allora il suo vecchio amico Sergio lha chiamata per ricordarle la serata dellincontro dei diplomati. «Andrai, Ludovica?». Lei ha accettato, pensando di far vedere a Vittorio cosa si era persa. Sergio, ora impiegato in una prestigiosa impresa edile, guadagnava bene, e manteneva ancora amicizia con Vittorio.

Quella sera, Primo Sabato di febbraio, Ludovica si è vestita con un bel vestito, sopra un elegante cappotto di pelliccia sintetica. Sergio lha prelevata in macchina sua. Quando ha incrociato lo sguardo di Vittorio, ha capito che si era ingannata: nulla era cambiato dentro di lei, era solo un fuoco che attendeva il suo momento. E quel momento è arrivato. Vittorio, felice di rivederla più bella che mai, non ha saputo spiegare il suo silenzio.

Ludovica e Vittorio si sono guardati, si sono avvicinati, e hanno lasciato tutto alle spalle per correre verso la loro intimità, lasciando Sergio di nuovo al suo ruolo di terzo. Il matrimonio con Arturo è stato annullato. In agosto, ormai incinta, Ludovica si è sposata con Vittorio. Il bambino sarebbe stato una bambina.

Vittorio è diventato un bravo marito. Dopo il matrimonio ha cambiato orario, lavorando come corriere serale, una professione ben pagata in questi tempi. Ludovica ha completato gli esami delluniversità per estenuazione, grazie anche al sostegno dei genitori. È una vita normale, quella di una famiglia felice.

Al 5° mese di gravidanza è nata la piccola Lena, una bambina dal sorriso contagioso. Il tempo è passato, Lena ha iniziato a camminare, e la coppia ha deciso di non mandarla allasilo nido, temendo per la sua sicurezza. Hanno assunto una tata, la giovane Agnese, ventidue anni, studentessa part-time, con ottime referenze ma poco attraente il che, a dire il vero, era esattamente quello che Ludovica voleva: nessuna battaglia per la bellezza.

Agnese ha subito trovato un legame con Lena, che la seguiva ovunque. Un giorno, mentre Luca la stava lavando, ha notato uneruzione cutanea. Nessuno voleva parlarne, ma la mamma ha deciso di gestirla da sola, acquistando creme e lozioni moderne. Alla fine è risultato un dermatite allergica: Lena era allergica a qualche alimento, ma la tata era stata avvertita e si era assicurata che non entrasse in casa.

Quando il marito ha sentito parlare dellallergia, ha commentato: «Non dire sciocchezze, facciamo i test e vediamo». E di nuovo Ludovica ha pensato alla videocamera, lha installata ovunque, ma non lha detto a Vittorio: «Sorpresa!». La sorpresa è stata davvero una sorpresa, perché Lena si è trovata quasi da sola quando la mamma doveva studiare.

Vittorio e Agnese, nella camera da letto, si sono concessi dei momenti di intimità, mentre la piccola correva di stanza in stanza. Tra le soffitte dei divani e delle poltrone, cerano patatine e snack di cui tutti due, Vittorio e Agnese, mangiavano senza pensarci. La piccola Lena li ha assaggiati pure, credendo fosse solo un gioco.

In tutta questa confusione, Agnese si è rivelata lex amante di Vittorio, incontrata al primo anno di università. Dopo che lui lha lasciata, lei ha preso i suoi appunti e ha iniziato a lavorare come tata. Il destino, a volte, intreccia le vite in modo incomprensibile.

Lappartamento dove vivevano apparteneva ai genitori di Ludovica, così nessuno dei due amanti poteva farci ingresso. Agnese ha ricevuto parole poco eleganti e un compenso per la sua bontà. Il marito, con la valigia piena di vestiti, ha detto a Ludovica che non voleva più tornare. È stato tutto un addio, ma senza rimpianti.

In quel momento, mentre il pensiero mi affollava la testa, ho ricordato il mio amico Sergio, quel pazzo che ha sempre cercato di far ridere la sua amata con battute sgangherate. Ho provato a chiamarlo, ma la risposta è stata: «Non posso, Ludovica! Ho un figlio, è nato appena, devo andare al reparto maternità». E così è terminata la chiamata, come se avesse sempre avuto la tendenza a sparire quando più serviva.

Pensavo: «Figlio? Che figlio? Quale moglie? Lui lo ama, Ludovica!». Eppure il fatto è questo: Sergio ha avuto un figlio, lerede della sua famiglia, e non aveva più tempo per me. Che cosa volevo veramente? Volevo vedere un uomo adulto che lottasse per me fino alla pensione? Vittorio, in realtà, aveva appena ricevuto una promozione e guidava un reparto.

Il peso di queste delusioni mi ha lasciato un amaro sapore di tradimento: tutti mi hanno abbandonato, il marito, lamico, persino il fratello di sangue. In fondo, però, so che Sergio non mi tradirebbe mai.

Questa lunga saga mi ha insegnato una cosa fondamentale: non bisogna mai dare per scontato che le persone rimarranno al nostro fianco per sempre; la vera lealtà è quella verso se stessi, e la capacità di accettare il cambiamento senza perdere la dignità.

**Lezione:** la vita è un mosaico di incontri e addii; la saggezza sta nel riconoscere chi davvero merita di stare al nostro fianco e nellonorare i propri valori, indipendentemente dal risultato.

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