Metteremo la carta da parati viola, disse il marito di Bianca. Non ti rendi conto che non si abbina affatto al pavimento? Meglio il beige A mia madre non piace il beige, lo sai bene. Ma a tua madre piacciono i lavori gratis, rispose Bianca, sospirando.
La suocera qualche tempo fa aveva lasciato intendere che le sarebbe piaciuto che le sistemassero la casa. Bianca aveva fatto finta di niente. Ma a suo marito, Marco, lidea era piaciuta: in fondo, era pur sempre sua madre. Bianca non era daccordo, ma preferì restare in silenzio.
In fondo, pensava, non era compito suo. Se doveva farlo, che lo facesse. Che ci pensasse lei, allora. La suocera però si era dimostrata esigente sin dallinizio: niente grazie, solo una lista interminabile di desideri. Bianca, non è un favore gratuito, è un regalo da parte di mio figlio, assicurò Marco. Certo che lo è.
Naturalmente era così. Sua madre amava le cose fatte a costo zero. Per questo Marco era sempre pronto ad accontentarla. Se qualcosa non le piaceva, la rifacevano da capo. Bianca non si sbagliava affatto. Quando finalmente la ristrutturazione fu finita, la suocera tornò. Guardò in giro per lappartamento e disse:
Non mi piace. La carta da parati non è come lavevo immaginata. E la cucina non va per niente bene. Che sono questi pensili? È tutto fatto male, non ho parole. Verrebbe voglia di denunciarvi. Denunciare chi, scusa? Tuo figlio, che ha fatto tutto spendendo di tasca propria? Ma dai, Bianca, scherzavo.
La suocera, quel giorno, non era affatto di buon umore. Si aspettava una ristrutturazione lussuosa e invece si era dovuta accontentare di una normale. Certo, era tutto nuovo e pulito, ma non così costoso come forse aveva sperato. Per questo brontolava. Marco e Bianca non erano abbastanza ricchi per permettersi lavori di lusso. Ci avevano messo tutto il possibile, ma la suocera nemmeno li ringraziò. Bianca, secondo me la mamma non è soddisfatta della nostra ristrutturazione, confessò un giorno Marco. Ovviamente! Ma a tua madre piacerà mai qualcosa? Voleva qualcosa di meglio Senti, non abbiamo tutto quel denaro. Ma non potete fare un prestito?, intervenne la suocera con nonchalance.
Bianca era certa che la suocera non ascoltasse davvero, pensava solo ai propri desideri. Per accontentarla potremmo pure indebitarci, tanto poi restituiremmo tutto con qualche euro in più, pensava Bianca. Ma decise che era troppo. Marco la precedette: Mamma, quali prestiti? Sai come la penso. Soprattutto per una ristrutturazione. È tutto fatto benissimo, con gusto. Cosaltro vuoi? Almeno rifate la cucina. E uscì dalla stanza. Marco, tua madre ormai non si fa più nessun problema, disse Bianca. Lo so, ha un carattere complicato.
Il negozio di ferramenta era affollato quel giorno. Bianca teneva in mano una tovaglia nuova, Marco dei pezzi di idraulica. Sembrava non avessero preso niente di che, ma il conto era una bella cifra tonda. Sempre così: sembrava non finire mai.
All’improvviso Bianca si bloccò. Hai detto che non ci sono più soldi per i lavori. Hai ragione, siamo dovuti andare a chiedere qualcosa in prestito. Ne ho abbastanza! Bianca lasciò la tovaglia sullo scaffale. Chi vuole questa tovaglia, che se la compri. Abbiamo fatto già abbastanza per tua madre. Le hai anche chiesto un prestito? Ora basta. Non provare a discutere con me!
Bianca si diresse verso luscita, seguita da Marco. In fondo, anche quando si tratta di famiglia, bisogna riconoscere quando si è fatto il proprio dovere. A volte, accontentare troppo chi pretende senza mai ringraziare rischia solo di svuotare il cuore e il portafogli. La vera generosità, invece, sta nel riconoscere i propri limiti e difendere la propria serenità.



