L’Amica Immaginaria
Intorno a Mariella, già da tre giorni, giravano decine di studenti. La ragazza era ormai famosa in tutta la scuola come una specie di veggente e psicologa provetta. Tutti volevano approfittare della sua saggezza. La aspettavano vicino ai bagni, si sedevano accanto a lei in mensa, e le portavano cioccolatini, quaderni con i compiti e altri piccoli doni, che però Mariella rifiutava sempre.
A me piace Marco della 5ª B. Che dici, potremmo mai costruire una famiglia insieme? sussurrava sognante la compagna di classe Giulia.
Non te lo consiglio. Marco sembra bravo, ma in realtà si scava sempre nel naso e si mangia le caccole. Almeno non morirai di fame, ma per tutta la vita sarà così: sempre lì a frugarsi rispose Mariella mentre mangiava una ciambella e sorseggiava un tè.
Che schifo! Allora… E se al posto suo pensassi a Paolo? Lui è il migliore della classe e sta imparando a suonare la chitarra continuava a sorridere piena di speranza Giulia.
Paolo? Meglio perderlo che trovarlo. Fa dispetti ai gatti del cortile: lega le latte vuote alla coda e li rincorre ovunque. E crescerà cattivo, probabilmente si darà pure al vino.
Ma perché dici così?
Hai mai visto un chitarrista astemio? E poi sei ancora giovane per questi pensieri: vivi per te, i ragazzi non scappano. Meglio che migliori in matematica e smetti di mangiarti le unghie, o ti verranno i vermi.
Io non ho amici. Tutti mi prendono in giro perché sono grasso e nessuno mi invita mai si lamentò Tommaso della 4ª C, allontanando Giulia con tanta forza che lei scivolò dallaltro lato del tavolo.
Mercoledì aprono le iscrizioni a lotta. Vai a chiedere in palestra. Dimagrirai poco, ma almeno nessuno avrà più il coraggio di offenderti. E a proposito, la tua futura moglie non la spingere più così.
Mariella si alzò e portò il vassoio al lavello.
Mariella, secondo te questanno mi conviene prendere la patente o aspettare l’anno prossimo? chiese con fare casuale la professoressa di geografia vicino alla cucina.
Signora Carla, per prendere la patente serve una macchina. Voi avete solo la vecchia Panda di vostro padre… la differenza è chiara, no?
Eh, insomma forse
Mariella alzò gli occhi al cielo e, dopo essersi lavata le mani, continuò:
Vendete la povera Panda e coi soldi fatevi una bici e dei pantaloncini: tra due mesi vi portano comunque in ufficio in auto. O meglio ancora, fate un mutuo: i tassi adesso sono ottimi e a trentacinque anni non è bello vivere ancora coi genitori. Ve lo dico da persona informata.
Sotto gli sguardi esterrefatti della sala, Mariella tornò in classe per la lezione di tecnologia.
In quaranta minuti, mentre le altre ragazze imparavano a infilare il filo nella macchina da cucire, Mariella ricucì i pantaloni che aveva portato da casa, restringette una gonna in cinque minuti e con luncinetto confezionò un paio di calzini, che regalò alla professoressa dicendo: Le future mamme devono tenere i piedi al caldo!. La professoressa se ne andò subito in farmacia a prendere un test di gravidanza. Il giorno dopo tutta la classe festeggiò con una torta al cioccolato offerta proprio dalla prof.
A casa, la ragazza continuava a comportarsi in modo insolito. Rimise in riga la mamma per aver comprato il ragù confezionato, e iniziò lei stessa a fare i ravioli. La sera, invece di guardare YouTube, si mise a leggere I tre moschettieri e ogni tanto bisbigliava con qualcuno. Il padre, incollato al computer, la osservava di sottecchi, mentre lei non mancava di fargli notare la schiena curva: Faresti meglio a sbattere il tappeto invece di girare sui siti inutili, gli diceva.
A scuola si diffusero voci strane e i professori si preoccupavano così tanto da richiedere lintervento della psicologa. Venne convocato il consiglio dei docenti, preside incluso.
Mariella cara, qualcuno ti tratta male qui a scuola? iniziò a chiedere il dottore con la barba curata e gli occhiali alla moda.
Mi dà fastidio che alla scuola abbiano dato centinaia di migliaia di euro ma in palestra ci hanno preso solo uno stendipanni vecchio e due metri di corda rispose candidamente la ragazza.
Tutti si girarono verso la preside, che improvvisamente lasciò la stanza dalla finestra spalancata.
Non hai amici, vero?
Lamicizia è un concetto astratto rispose Mariella annoiata, intrecciando le trecce. Oggi giochi a campana nel cortile, domani la tua amica ti lava i piatti mentre tu richiedi una detrazione fiscale.
Ma che centra il fisco, che piatti? Chi ti racconta queste cose?
La mia amica.
Ecco il problema! Riesci a invitarla qui da noi?
È già qui rispose Mariella con calma, lasciando tutti di stucco.
Ma noi non la vediamo! Come si chiama?
Rosa Paoletti.
Quanti anni ha?
Settanta.
E cosa ti dice?
Dice di spazzolare i denti dalla gengiva verso l’alto, che il cane del palazzo non è cattivo ma solo impaurito e affamato, e che non bisogna dimenticare i parenti. Ah, e negli ultimi cinque anni avete calcolato male lIMU: dovreste andare a verificare la rendita catastale e chiedere il ricalcolo ai valori di mercato.
La psicologa segnò tutto, sottolineando due volte lultima cosa.
Alla fine vennero chiamati i genitori, ancora al lavoro, tramite laltoparlante della scuola.
Aspettate! urlò il padre al telefono Così si chiamava mia madre! Rosa Paoletti! È morta dieci anni fa
Laula si riempì di mormorii e preghiere sussurrate.
Appunto, sono dieci anni che nessuno va a trovarla. Lerba è cresciuta ovunque, la recinzione è tutta storta borbottò Mariella con tono risentito.
Ecco volevo, ma il tempo non basta mai balbettava il padre nel microfono.
La seduta finì.
Il giorno dopo tutta la famiglia si recò al cimitero. Mariella di nonna Rosa aveva solo sentito parlare nei racconti fugaci del padre. La tomba la trovarono a fatica: il campo di marmo si era allargato lì dove una volta era una giovane pineta.
La ragazza portò un mazzo di tulipani gialli, li sistemò in una bottiglia di plastica tagliata. Il padre rimise a posto la recinzione, la mamma tolse le erbacce.
Papà, la nonna dice che sei una brava persona, solo che ormai sei tutto immerso nel lavoro e su internet, e a me non dedichi più tempo.
Il padre arrossì e annuì in silenzio, colpito.
Dille che ci proveremo a cambiare la accarezzò sulla testa e poi sulla foto sbiadita della nonna.
Ora è serena e non verrà più a trovarmi, anche se mi mancherà tantissimo: è stata davvero dolce, simpatica e saggia.
Hai ragione. La nonna sapeva guardare nel cuore delle persone. Ti ha detto altro?
Sì: che la tua dieta a base di cetrioli è una sciocchezza. Se vuoi dimagrire vai in palestra. E che aprire un conto in valuta straniera è stata una mossa senza senso: bisogna sempre fare bene i conti prima di queste cose. E poi su quel cemento a basso costo con cui volevi rifare le fondamenta del box
La vera saggezza, pensò Mariella, è ascoltare chi ci vuole bene, anche se a volte la loro voce arriva da molto, molto lontano.



