Allora, ascolta questa storia che sembra uscita proprio da una scena di vita vera italiana. Immagina: Francesca era ricoverata già de settimane nella maternità di Firenze, perché verso fine gravidanza le cose non erau proprio semplici. I dottori non volevano rischiare davvero con lei, anche perché… non stătea per avere un singolo bambino, ma due gemelle! I medici le-au propus un taglio cesareo programmato, però lei ci teneva moltissimo a partorire naturalmente, così hanno deciso di aspettare e vedere come andavano le cose tanto il tempo di portarla in sala operatoria l’avrebbero sempre avuto, se necessario.
In più, Francesca e suo marito avevano deciso di fare il parto in compagnia, con lui lì accanto ma si sa che in sala operatoria gli ostetrici non sono mai troppo contenti di avere estranei in giro. Comunque sia, il travaglio di Francesca ha cominciato a farsi sentire tardi la sera. Subito hanno chiamato suo marito, Marco, che in venti minuti era già lì, trafelato, e li hanno messi entrambi in una stanzetta della clinica. Diciamo che Francesca non era proprio alle prime armi, quindi sapeva già cosa doveva fare: calma, composta, sembrava quasi che niente la potesse smuovere. E infatti, alle quattro di mattina precise, è venuta al mondo la prima bambina.
Appena è nata si è fatta sentire con un urlo che avrà svegliato mezzo ospedale, la levatrice ha sorriso e ha detto: Auguri, il primo fiore del vostro giardino è arrivato!. Ma Marco, invece di saltare di gioia, si è sforzato a stento per sorridere e subito si è voltato verso Francesca. Neanche dieci minuti dopo è arrivata anche la seconda gemellina. Francesca aveva un sorriso che le illuminava tutta la faccia, mentre Marco invece… si è messo a piangere, ma non proprio di felicità.
Un po’ ci siamo preoccupati, diciamoci la verità. Ma Francesca, con una calma incredibile, ci ha detto ridendo: Tranquilli, tra unoretta si riprende, è così ogni volta! Abbiamo già cinque bimbe a casa. Il sogno di Marco era almeno un maschietto, ma niente da fare, si vede che dobbiamo essere la squadra delle ragazze! Lui ci resta sempre un po male, ma tanto le adora tutte da impazzire. E aveva proprio ragione: il giorno dopo, sotto la finestra della maternità, cera tutta questa banda di sorelline scatenate, con Marco davanti che legava palloncini colorati e urlava Ti vogliamo bene, mamma!, che cè mancato poco che ci commuovessimo anche noi. Insomma, magari Marco aveva sperato in un maschietto, ma quella famiglia era proprio un piccolo paradiso di principesse. E, ti giuro, un po ci dispiaceva per lui ma che bellezza di papà!




