Sulla soglia c’era un estraneo. Vittorio era innamorato di Gianna dai tempi del liceo. Le scriveva …

Alla porta cera uno sconosciuto.

Roberto era innamorato di Federica fin dai tempi del liceo. Le scriveva bigliettini e cercava la sua attenzione in tutti i modi.

Ma a Federica piaceva Alessandro, un ragazzo alto e biondo, che giocava a pallavolo con lei nella stessa squadra.

Federica non notava per nulla il timido Roberto, che per di più non era esattamente un genio a scuola.

Ben presto Alessandro cominciò a uscire con Martina, una ragazza dellaltra sezione.

Dopo il diploma, Roberto provò ancora una volta a conquistare Federica.

Addirittura, durante la festa di fine anno, le chiese di sposarlo

Ma lei lo respinse con fermezza: «No!». Non voleva nemmeno sentir parlare di lui.

Dopo luniversità, Federica trovò lavoro come ragioniera; il suo capo era un affascinante bruno, dieci anni più grande di lei.

Federica ammirava la sua professionalità, la sua intelligenza e la sua presenza elegante.

Tra i due nacque qualcosa, e a Federica non importava che il suo uomo fosse sposato e avesse già un figlio piccolo.

Il signor Valerio prometteva ogni giorno di lasciare la moglie e giurava di amare solo Federica.

Passarono gli anni; Federica si era abituata a passare i weekend e le feste da sola, nella speranza che il suo uomo si separasse e si potessero finalmente costruire una vita insieme.

Una volta, Federica vide Valerio al supermercato con la moglie.

Lei era incinta e lui la teneva dolcemente per mano. Poi prese le buste e salirono insieme in macchina.

Federica, con le lacrime agli occhi, osservava quella scena familiare.

Il giorno dopo diede le dimissioni.

Il Capodanno si avvicinava e Federica non aveva nessuna voglia di comprare il panettone, decorare la casa o festeggiare.

Un giorno rientrando però trovò la casa gelida: la caldaia non funzionava più. Federica viveva in una villetta nella periferia di Bologna.

Provò a chiamare vari tecnici, ma, visto il periodo festivo, tutti chiedevano una fortuna, soprattutto sapendo che dovevano andare fuori città.

Alla fine, stanca e scoraggiata, telefonò alla sua amica Laura. Suo marito lavorava in quel settore e forse avrebbe potuto aiutarla.

Laura promise che avrebbe subito chiamato il marito.

Dopo due ore, Federica sentì suonare alla porta.

Davanti a lei cera uno sconosciuto. Guardando meglio, però, riconobbe Roberto, il suo compagno di classe di tanti anni prima.

Ciao Federica, allora cosè successo qui?

Ma come hai fatto a sapere?

Il capo mi ha chiamato, mi ha dato questo indirizzo e mi ha detto che qui si muore di freddo. Hai già scaricato lacqua dal circuito per non far gelare i termosifoni?

No, non so nemmeno come si faccia

Ma dai, così rischi di rimanere senza riscaldamento. Per fortuna non è troppo freddo fuori.

Roberto fece rapidamente uscire lacqua dallimpianto, trafficò un po con la caldaia e poi se ne andò.

Unora dopo tornò con i pezzi necessari.

Poco dopo, nella casa di Federica tornò finalmente il caldo. Roberto si lavò le mani e chiese:

Federica, hai il rubinetto che perde e una lampadina che lampeggia Ma tuo marito non aggiusta queste cose?

Non ho nessun marito

Come mai? Ancora alla ricerca del principe azzurro?

Altro che principe Non ho proprio nessuno, confessò tristemente Federica.

E allora perché avevi detto di no a me? sorrise Roberto.

Lei non rispose

Dopo aver sistemato anche il rubinetto e cambiato la lampadina, Roberto salutò e tornò a casa.

Federica, rimasta sola, ripensò allinfanzia, alladolescenza, a quel ragazzino paffuto che era sempre stato innamorato di lei.

Roberto era molto cambiato: ora era diventato un uomo alto, slanciato, con profondi occhi castani. Ma il suo sorriso era rimasto identico.

Federica neppure aveva fatto in tempo a chiedergli se fosse sposato.

La sera del 31 dicembre, mentre stava preparando una tisana, qualcuno suonò improvvisamente il campanello.

Sorpresa non aspettava nessuno andò ad aprire.

Sulla porta cera Roberto. Indossava un elegante vestito nuovo e teneva in mano un mazzo di fiori.

Federica! Te lo chiedo ancora una volta: vuoi sposarmi, oppure aspetterai il principe fino alla pensione?

Federica scoppiò a piangere e annuì felice.

Alla seconda proposta, finalmente, rispose di sìRoberto sorrise e le porse i fiori ancora avvolti nella carta.

Stavolta non me li tirerai in faccia, vero? scherzò, con una luce nuova negli occhi.

Federica rise tra le lacrime, stringendosi a lui nel corridoio, il cuore che voleva esplodere. Mentre fuori i primi fuochi dartificio illuminavano il cielo della notte di Capodanno, lei pensò che forse aveva sempre guardato nella direzione sbagliata.

Quella sera brindarono insieme nella cucina calda e luminosa, tra battute e ricordi, senza pensare più a ciò che era stato. Era finalmente arrivato il loro tempo.

Dal soggiorno, Roberto prese la chitarra che aveva portato di nascosto e iniziò a suonare una vecchia canzone che le piaceva al liceo. Federica cantò sottovoce, riscoprendo la gioia delle piccole cose, delle seconde occasioni.

Quando mezzanotte arrivò e le strade si accesero di luci e scoppi, Federica chiuse gli occhi fra le braccia di Roberto, sentendo finalmente di essere a casa.

E tra tutti i fuochi che coloravano il cielo, sapeva che il più bello era quello che ardeva adesso nel suo cuore.

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Sulla soglia c’era un estraneo. Vittorio era innamorato di Gianna dai tempi del liceo. Le scriveva …