Sei un traditore: il matrimonio è cancellato!

17 marzo

Non riesco a dormire. Il cuore mi pesa come pietra e nella testa continuo a rivivere tutto quello che è successo. Forse scrivere qui, nel mio diario, mi aiuterà a mettere ordine nei pensieri.

Sono ormai passati tre giorni dal giorno in cui ho scoperto le foto incriminate. E dire che fino ad allora tutto andava come in una favola: il mio piccolo atelier darte qui a Bologna mi permetteva di insegnare pittura ai bambini la mia grande passione e anche se il centro estetico che mi ha lasciato la nonna a due passi da Piazza Maggiore non mi interessava molto personalmente, affidarlo a una bravissima direttrice mi garantiva tranquillità e un discreto stipendio. Insomma, a 27 anni avevo tutto tranne una famiglia. La mancanza più grande da quando la nonna se nè andata.

Poi cera stato lincontro con Arcangelo alla mostra a Modena. Un sorriso timido, educazione, gentilezza e cure vibravano dai suoi gesti. Due mesi dopo, mi invitò a conoscere il patrigno, Giulio Valentino. Avevo ascoltato tutta la storia della sua famiglia: il papà di Arcangelo era morto quando lui aveva quattro anni, la madre si era risposata dopo dieci anni e Giulio era stato più un compagno di viaggio che una vera figura paterna per lui. Quando anche la madre di Arcangelo venne a mancare, rimase a vivere con Giulio.

Giulio mi piacque subito. Vestito sempre impeccabile, sguardo sveglio e modi raffinati: a 56 anni portava con sé un certo fascino daltri tempi. Ricordo la sua frase, con bacio galante sulla mano: «Che fortuna questo nostro scansafatiche!». Arcangelo finse di offendersi, ma Giulio ridendo ribatté: «Un uomo vero non fa il manager di un negozio di modellismo! Ma certo, con una fidanzata così, ti è andata di lusso!».

Avevo trascorso la serata a ridere di cuore penso di aver fatto quasi ingelosire Arcangelo. Sei mesi dopo, la proposta di matrimonio. Ero così innamorata Cognizione e realtà furono spazzate via da pizzi, sogni e progetti.

Finché quel messaggio. Le foto. Arcangelo che abbracciava unaltra ragazza. Quella sua tipica espressione dolce, il sorriso sempre un po timido. Data di scatto? Appena due settimane prima.

«Amore mio, ma che dici?», sbuffò appena guardò le immagini. «Amo solo te, non mi serve nessunaltra. Sarà sicuramente un fotomontaggio!». Ed era indifferente, svogliato anche a difendersi.

«Sicuro? Secondo te chi avrebbe interesse?», gli chiesi, un po offesa dallaria sprezzante di Arcangelo.

«Boh, ci sono matti ovunque», rise tranquillo.

Avrei voluto sentirlo difendersi davvero, magari arrabbiarsi o promettere vendetta. Invece, niente: tradita e pure ignorata. Crollata in lacrime, dichiarai: «Sei un traditore! Il matrimonio è annullato!» e scappai, lasciandolo di sasso.

Tre giorni di lacrime in casa, una settimana di malattia dal lavoro, la mente consumata dai pensieri mentre Arcangelo spariva nellindifferenza più totale.

Mi torturava il dubbio: e se fosse davvero tutto un falso? Ormai le intelligenze artificiali fanno miracoli E se stessi rinunciando a tutto troppo facilmente?

Poi ho deciso di indagare. Con mia sorpresa, la ragazza delle foto esisteva davvero. Si chiamava Vittoria, lho trovata su Instagram, Facebook e pure TikTok. Ho preso coraggio e le ho scritto: accettò subito un caffè in centro.

Quando le mostrai le foto, smise di ridere e commentò: «Quelle? Ma sono vecchie! Ci siamo lasciati più di un anno fa. È facile cambiare la data, lo fa chiunque oggi». Sospettai ancora, le chiesi: «Non sei tu ad aver mandato le foto?». «Ma stai scherzando? Io mi sposo tra poco, la mia vita ormai è altrove!». Confermai controllando meglio il suo profilo: in effetti, nessuna traccia di Arcangelo e nessun accenno a lui.

Possibile che qualcuno abbia ordito tutto questo? Dovevo scusarmi con Arcangelo, ma ai miei messaggi e telefonate nemmeno rispondeva.

Decisi di andare a casa sua la sera, nella speranza di trovarlo. Una scena mi squarcia il cuore: lo vidi scendere dalla macchina di Chiara, la mia amica storica, la stessa Chiara che da tempo mi chiedeva di venderle il salone per farci un centro massaggi. Lofferta era sempre allettante, ma sapevo bene quale benessere promettessero i suoi due centri: no, grazie! Mi serviva il salone.

Ora la vedevo in compagnia di Arcangelo e mentre lui la salutava con delicatezza, in me ribolliva il sospetto.

Una voce dietro le spalle minterruppe: «Te lo dicevo io che Arcangelo non vale molto». Era Giulio, sempre sottile, sicuro di sé.

Mi offrii una scusa imbarazzata e scappai da lui quasi corsa.

Di Chiara non fu difficile trovare traccia. La incrociai poco dopo sotto casa: «Così vuoi portarmi via il fidanzato? Le foto le ho viste anchio, ma ho scoperto tutto!».

Lei spalancò gli occhi, sinceramente sorpresa: «Quali foto? E poi, con Arcangelo sto uscendo da una settimana, pensavo foste finiti da un pezzo!».

Mi fissò: non mentiva. Mentre salivo a casa, gridò: «Pensavo avessi deciso di vendere!». Ma io tirai dritto.

Respirai, chiamai ancora Arcangelo questa volta rispose. «Vieni pure, mi sento un po raffreddato ma possiamo parlarne», disse con la solita voce indifferente.

Quando lo rividi, scoppiai: «Arcangelo, ho sbagliato! Perdona, ti prego. Ti amo e sono stata sciocca! Non resistevo alla gelosia… tutto sembrava così vero!». Ma lui, tranquillo: «Va bene, può capitare».

Mi gettai tra le sue braccia ma si scostò. «Rimaniamo amici.» Restai senza fiato.

«Ma stavamo per sposarci!»

«Guarda, dopo tutta questa tua impressionabilità, ho cambiato idea. Mi sposerò con Chiara. Il suo business va meglio, ci guadagno di più. Devo pensare al mio futuro».

Quasi senza parole, capii che Arcangelo mi aveva solo usata. Uscì a precipizio e mi accasciai su una panchina stravolta, senza più forze.

Cinque minuti dopo, Giulio si sedette accanto a me, accarezzandomi i capelli. «Tesoro, meglio così. Meglio scoprirlo adesso».

Scoppiai in lacrime: «Ma chi ha ordito tutto questo?!»

Lui si schiarì la voce: «Io. Dal primo momento in cui sei entrata a casa nostra mi sono innamorato di te. Pensavo di sposarti io, tu non mi vedevi nemmeno. Sempre Arcangelo, Arcangelo. Ho tentato di fargli fare una brutta figura poi ho scoperto che lui ti stava solo usando per la dote. Ho deciso di ribaltare le carte, volevo solo il tuo bene».

Fui travolta: «Mi ha distrutta la vita!». Lui mi sorrise, amaro: «Ti ho protetta. Avresti solo sofferto di più dopo. Sposami, Lucia».

Fui secca: «Lei è matto!», mi alzai e tornai a casa.

Lasciai Bologna, mi trasferii in campagna. Ma Giulio mi trovò e continuò a voler vedere come stavo. Divenimmo amici, nientaltro. Un anno dopo lui se ne andò. Mi lasciò tutto in eredità, ma non ne fui felice. Mi ero ormai abituata a pensarlo come il patrigno del mio ex, non come altro.

Arcangelo, ovviamente, si arrabbiò per avere perso la casa. Ma ormai non mi toccava più. La mia vita avrebbe ricominciato senza tradimenti, senza illusioni tra le mie tele e i miei colori.

Rate article
Add a comment

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!:

15 + 8 =

Sei un traditore: il matrimonio è cancellato!