Come Un’Uccello Richiamato dal Destino: — Ragazze, bisogna sposarsi una volta sola nella vita, sta…

COME UN’USIGNOLO AL SUO RICHIAMO

Ragazze, il matrimonio si fa una volta sola, per sempre, fino allultimo respiro con la persona amata. Non bisogna perdere la vita a vagare come zingarelle in cerca della metà della mela. Così si resta solo la buccia!
Mai con un uomo sposato. Vietato. Nemmeno per unavventura di passaggio. Finirete entrambe in un burrone, veloci come un treno in ritardo. E la felicità birbante vi schiverà come il controllore i furbetti.
I miei genitori stanno insieme da cinquantanni. Loro sono il mio esempio concreto. Mi sono detta: devo trovare anchio la mia metà della mela e custodia più del corredo della nonna. Così riflettevo tra amiche, nel pieno dei miei ventanni. La nonna mi aveva riempito la testa con questi saggi ammonimenti. E lei, si sa, era la Bibbia di casa.
Le amiche ridevano a crepapelle:
Ma smettila, Nunzia! Vedrai che quando tinnamori di uno sposato, come farai a mollarlo così, su due piedi…
Loro però ignoravano il segreto di casa: la mia mamma, prima del matrimonio, aveva avuto mia sorella con chissà chi. In paese, una vergogna indelebile. Poi, cinque anni dopo, sono nata io, già col cognome di papà. Lui si era innamorato follemente di mamma e insieme, passo dopo passo, hanno attraversato la vita, lasciando il paese per fuggire da pettegolezzi e spettegolamenti da bar. Da giovane giurai: niente figli fuori dal matrimonio, niente storie losche.
Poi il destino, ovviamente, aveva una sceneggiatura tutta sua

Con mia sorella Sofia non cè mai stato vero feeling. Lei è convinta che papà e mamma amino più me, e io sento la sua gelosia quasi come le zanzare destate: costante e fastidiosa. Fra me e Sofia, cè sempre stata questa gara non detta: chi arraffa più coccole. Roba da neurodeliri.

Conobbi Egidio in una balera. Egidio era allievo ufficiale, io, appena diplomata infermiera. Il tango era partito da mezzora e già volavano i sospiri. Un mese dopo, matrimonio lampo. Felicità a fiumi. Egidio era, per me, come un usignolo che risponde al richiamo.
Dopo la scuola ufficiali andammo nel suo primo reparto militare, lontanissimo dalla mia Bari. Inevitabile: iniziarono litigi, nervosismi, silenzi da convento benedettino. Niente amici, nessuna mamma con cui sfogarsi la mia ormai abitava a Lussemburgo.
È nata la nostra Tania. Era il 1994 e lItalia ballava con la lira che non sapeva che fare della sua vita.
Egidio lasciò lesercito e si buttò sulla bottiglia, come un terrone in estate sulla cocomerata. Allinizio lo compativo, speravo si riprendesse: Coraggio, caro, passerà.
Egidio ascoltava come si ascolta il traffico dalla finestra:
Nunzia, capisco tutto, ma non riesco a fermarmi. Bevo, e mi sento in paradiso.
Poi cominciò a sparire per giorni, a volte settimane. Una volta è tornato dopo un mese, lanciando una valigetta piena di banconote sulla tavola:
Da dove saltano fuori questi soldi, Egidio? ho chiesto, aspettandomi lo Iettatore alla porta.
Che timporta, Nunzia? Spendili, che ne porto altri.
Ho nascosto quella valigia sotto il letto. Un male minore. Non ho toccato un centesimo, giuro sulla Madonna dellArco.
Ancora una volta sparì. Riapparve dopo sei mesi, scheletrico, occhi vuoti.
Nunzia, leva pure i tuoi anelli doro. Devo restituire soldi a certe persone di rispetto Egidio mi fissava torvo.
Quegli anelli sono dei miei genitori. Non li do, neanche se mi tagli le mani!
Dove sei stato? Ti ricordo che hai una famiglia! alzai la voce.
Non urlare! Qui la situazione è più intricata di uno spezzatino di nonna. Vuoi aiutarmi, o no? si fece minaccioso.
Presi la valigia e, rabbrividendo, gliela mostrai:
Tieni il tuo tesoro. Io e Tania ce la caviamo lo stesso.
Hai preso dei soldi? chiese.
Neanche un euro. Soldi così portano solo guai
Non basta comunque sospirò, e mi regalò una notte di passione sfrenata, manco a un matrimonio napoletano.
Lo amavo, perdonavo tutto, come sempre.
La mattina dopo già voleva andarsene.
Per quanto stavolta, Egidio? gli chiesi con occhi da cagnolino.
Non lo so, Nunzia. Aspettami mi diede un bacio e sparì.
E io lo aspettai. Un anno. Poi due
In ospedale, un medico, Domenico sposato, ovviamente iniziò un corteggiamento degno delle soap. Il fatto che fosse già impegnato mi frenava, ma anche io non si capiva se fossi ancora sposata oppure no, dopo anni di assenza di Egidio, nessuna notizia, silenzio di tomba.
Arrivava il Natale. In giro profumo di mandarini, trenini e alberi che sembravano mercatini. Squilla il campanello. E chi se non Egidio?
Gli salto in braccio, baci a volontà:
Finalmente! Dove sei stato?
Lui si scosta, serio:
Calma, Nunzia Dobbiamo divorziare in fretta. Mi è nato un figlio, non voglio sia senza padre.
Il mondo mi girò intorno come le giostre di Santa Lucia. Lamore che provavo per lui era ormai brace sotto la cenere. Era tutto previsto.
Va bene, Egidio. Come si dice: lacqua versata non si raccoglie. Non ti trattengo. Dopo Natale, via col divorzio. Tutta la vita sottosopra.
Non vuoi almeno vedere tua figlia? Tania è dalla sua amichetta. Se aspetti, la porto. Così anche lei sarà una figlia senza padre avevo voglia di graffiarlo.
Non posso, sono di corsa. Unaltra volta abbraccerò Tania E via, di nuovo senza volto in casa nostra.
Non cè mai stato quel unaltra volta. Egidio e Tania non si sono più rivisti.
Domenico, capendo che ero sola come le pesche noci ad agosto, iniziò il ballo delle tentazioni. E a quel punto, il fatto che fosse già sposato non mimportava più. I divieti spariti, come le tovagliette alla fine dei matrimoni.
Domenico era un asso del corteggiamento. Non resistetti: tre anni di canzone romantica. Fino a quando mi propose il matrimonio.
No Mimmo, non possiamo calpestare le lacrime di tua moglie e di tua figlia. Le nostre strade sono diverse lo dissi con la gola chiusa.
Fermata la follia, me ne andai a lavorare in un altro ospedale. Lontano dagli occhi, lontano dal cuore.
Il destino però ancora una volta si era messo la cravatta.
Nella mia nuova vita incontrai Vito.
Vito aveva un figlio: la sua ex moglie si era rifatta una vita e lui si era trovato padre-single. Lui veniva a curarsi nel mio ospedale e ci mettemmo insieme tra una battuta e una risata. Mi conquistò a furia di scherzi, tanto che alla fine mi ritrovai innamorata persa.
Suo figlio Daniele aveva sette anni, la mia Tania otto: una squadra quasi perfetta. Con Vito, finalmente, tutto filava, ci amavamo e i bambini crescevano, sempre qualche pasticcio da gestire, ma sfide sempre vinte insieme. Niente segreti, niente mezze bugie.
Col secondo marito, mi è andata di lusso. Lo proteggo come la ricetta segreta del ragù. Vito è la mia luce.
Trentanni insieme
Di recente, Egidio ha chiamato mia madre:
Una donna come Nunzia non lho mai più incontrata…

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