Noi abbiamo vissuto quarantanni sotto lo stesso tetto, e ora, a sessantatré anni, improvvisamente vuoi cambiare la tua vita?
Mi chiamo Giulia Venturi, e oggi ho bisogno di scrivere queste righe per non perdere il filo dei miei pensieri. Seduta nella mia poltrona preferita, guardando fuori dalla finestra nella quieta serata milanese, cerco di dimenticare le emozioni di una giornata troppo lunga. Solo poche ore fa preparavo la cena con premura, aspettando che Enzo tornasse dalla sua consueta pesca sul Lago di Como. Invece, è arrivato a casa senza pesce, ma con notizie che, evidentemente, meditava da tempo.
Voglio separarmi, Giulia mi ha detto, senza guardarmi negli occhi Ti chiedo di capire. I figli sono adulti, sapranno accettare la cosa, i nipoti lasceranno correre, e possiamo chiudere senza litigi.
Quarantanni insieme, Enzo e ora, proprio a sessantatré anni, decidi che vuoi rifarti la vita? Non capisco. Ho il diritto di sapere cosa succederà.
Rimarrai nellappartamento di Milano, io andrò alla casa di campagna. Non cè nulla da dividere, poi tutto resterà alle nostre figlie.
Come si chiama? ho chiesto rassegnata. Era evidente che ci fosse unaltra donna.
Enzo, imbarazzato, ha iniziato a raccogliere le sue cose, facendo finta di non sentire. La mia intuizione era giusta. Mai mi sarei aspettata, da giovane, che mi sarei trovata così, da sola, con mio marito che va da unaltra.
Vedrai, mamma, magari tutto si sistema cercavano di confortarmi Silvia e Maddalena. Non badare al comportamento di papà.
Ormai non cè nulla da sistemare, ho sospirato Non cambierò niente. Vivrò la mia vecchiaia, ma godrò della vostra felicità.
Le ragazze sono andate alla casa di campagna per discutere con Enzo, ed erano visibilmente turbate al loro ritorno. Non mi hanno detto subito la verità, però, cambiando discorso e tentando di convincermi che da sola avrei vissuto meglio, senza dovermi preoccupare degli altri. Ho capito tutto, ma ho evitato domande e ho cercato solo di andare avanti. Non era facile: parenti e amici erano curiosi, qualcuno anche troppo diretto.
Ma pensa, tutti questi anni vissuti insieme, e ora il marito scappa con unaltra alletà della pensione commentavano le vicine di casa, senza delicadezza È più giovane di te, o più ricca?
Non sapevo cosa rispondere, ma mi tormentava la curiosità di conoscere la rivale. Così, con la scusa di prendere le conserve preparate destate, sono andata alla casa di campagna, senza preavviso, proprio per incontrarla.
Enzo, non avevi detto che la tua ex sarebbe venuta qui sbuffava una donna dallaspetto stravagante e un trucco esagerato Pensavo che aveste sistemato tutto, non cè motivo che lei sia qui.
Davvero hai preferito lei a me? ho chiesto, scrutando la donna con aria di sfida.
Vorresti che sopportassi i suoi insulti? gridava la donna Ho solo qualche anno in meno di te, ma guardami: sembro molto più giovane.
Mi sono rivolta a Enzo, cercando il suo sguardo smarrito: Se a quelletà credi ancora che lapparenza sia tutto, allora non ha capito nulla.
Tornando verso la fermata dellautobus, sentivo gli strilli della “Barbie” invecchiata e cercavo di non cedere alle lacrime. Una volta a casa, mi sono lasciata andare e ho chiamato mia sorella, chiedendole di venire.
Basta, Giulia, mi consolava Nina, mentre preparava una tisana al finocchio Mi hai detto tu stessa che quella donna non è bella e, per giunta, neanche troppo intelligente.
Forse ha ragione lei, magari sembro davvero una vecchia, dubitavo.
Sei splendida per la tua età, mi assicurava Nina Trovo ridicolo indossare leggings animalier o minigonne a settantanni. La bellezza, in una donna, non ha età se sa valorizzarsi e vestirsi con stile.
Guardandomi allo specchio, ho finito per darle ragione. Fisicamente stavo bene, non avevo grandi acciacchi, e vestivo con cura le mie figlie mi regalavano spesso qualche bel rossetto o un profumo. Non sono mai stata volgare né appariscente, e non mi vedevo come quella donna sgargiante.
Ora che sei donna libera ha proseguito Nina goditi la vita! Le figlie sono indipendenti, e ci sono tante possibilità per divertirsi e coltivare passioni. Non ti permetterò di lasciarti andare.
Nina ha mantenuto la sua promessa: mi ha trascinata a teatro, in giro per musei e concerti. In breve abbiamo formato una compagnia di amici coetanei. Fra loro cera anche un uomo che mi mostrava attenzione, ma ho preferito non incoraggiare e ho evitato incontri privati.
Un giorno, al supermercato, ho incrociato Enzo. Non ha resistito:
Ho sentito che ora passi il tempo in teatro, hai fatto nuove amicizie magari ti risposi anche?
Ridevo: Ma che fai da queste parti? Non cè un negozio più vicino alla campagna, o forse la tua nuova compagna non cucina?
Sono abituato qui, e a questetà è difficile cambiare, borbottava Enzo.
Non ho approfondito, e sono tornata a casa. Lo vedevo inquieto, come se volesse raccontarmi quanto si fosse pentito della separazione. È vero: tutta la vita era stato accanto a me e ai figli, poi si era lasciato trascinare dallesuberanza di Daniela, e lei lo aveva coinvolto in una vita piena di passioni apparenti.
Allinizio con Daniela tutto sembrava interessante, poi è venuto fuori che non amava occuparsi della casa, preferiva solo chiacchiere e feste rumorose. Enzo si ritrovava spesso a pensare di voler tornare, soprattutto dopo aver rivisto me. Non ho fatto scenate, né pianti, ho solo cercato di vivere dignitosamente. Enzo non aveva mai ricercato così tanto il mio equilibrio e quel senso di calore, che si era ormai perso.
Hai comprato le albicocche secche, io volevo le prugne e il formaggio è troppo magro, il maionese neanche lhai preso sbraitava Daniela davanti alla spesa.
Prima faceva tutto Giulia, oppure insieme ora tu vuoi scaricare tutto su di me, sbuffava Enzo.
Basta paragonarmi alla tua ex moglie! Vuoi dire che ti penti di averla lasciata per me?
Enzo davvero si pentiva, ma sapeva che era inutile parlarne. Giulia non aveva fatto nulla per riconquistarlo, semplicemente era rimasta se stessa, e lui ora avrebbe voluto meritare il suo perdono.
Ma capiva bene che Giulia non avrebbe mai più accettato di tornare indietro. Spesso decideva di chiamarla, e dopo lennesima lite con Daniela si è trovato davanti alla porta della sua vecchia casa.
Devi prendere qualcosa? mi ha chiesto Giulia, senza farlo nemmeno entrare.
Vorrei parlare, hai un po di tempo? balbettava Enzo, sentendo dalla cucina il profumo del suo amato dolce alle prugne.
Non ho tempo, né voglia. Prendi quello che ti serve e basta, sto aspettando ospiti gli ha risposto.
Non aveva nulla da ritirare, ma avrebbe voluto dire molto. Tornato alla casa di campagna, si è messo ai fornelli, perché Daniela era di nuovo fuori. Tornata allegra dalla serata, Enzo ha capito: era finita, doveva darle tempo per preparare le sue cose.
Dopo lennesima discussione, voleva chiamare Giulia e raccontarle tutto, poi ha lasciato perdere, e si è calmato. La conosceva troppo bene per sperare nel perdono.
Forse un giorno, chissà, avrebbe avuto il coraggio di tornare da Giulia e chiedere scusa. Era essenziale per la sua pace, anche senza rimettere insieme la famiglia. Sapeva che il tradimento non sarebbe stato mai dimenticato: quando aveva iniziato la storia con Daniela, lo sapeva.
Ora lui viveva nella casa di campagna, mentre Giulia restava nellappartamento a Milano, circondata da figli, nipoti, teatro e nuove amicizie. In questo nuovo mosaico della sua vita non cera più posto per Enzo.




