La donna anziana si voltò verso Roberto e gli disse parole che gli fecero venire i brividi lungo la schiena: “Oggi sarà una giornata splendida e soleggiata. Avremo tutto il tempo per fare qualcosa insieme”.

Mi chiamo Roberto e vi racconto una giornata che mi ha rimesso in pace con me stesso. Era una tranquilla mattina di mercoledì, e viaggiavo in treno verso la campagna, il vagone quasi vuoto. Salì una signora anziana, vestita come chi va a curare lorto; si sedette accanto a me, probabilmente diretta verso il suo pezzetto di terra proprio come me e gli altri viaggiatori. I ricordi di mia moglie mancata mi assalirono: avevamo labitudine di lavorare insieme il nostro orticello, ma da quando lei si era ammalata, avevo smesso di andarci, sentendomi sopraffatto dalla solitudine e dalla tristezza.

Quando il treno si fermò a Firenze, la signora mi rivolse la parola con una frase che mi fece rabbrividire: Oggi sarà una giornata splendida, piena di sole. Avremo tutto il tempo di fare qualcosa di bello. Erano esattamente le parole che mi diceva sempre mia moglie. Stupito, annuii e, mentre il treno ripartiva, iniziammo a scambiare quattro chiacchiere: parlammo della raccolta scarsa di quellanno, dellinverno difficile trascorso e delle speranze per la stagione successiva.

Quando arrivammo alla fermata dellautobus, mi resi conto che non avevo mai incontrato prima quella donna. Camminammo insieme verso luscita, poi le nostre strade si separarono. Arrivato al mio orto fuori Pisa, lo trovai ricoperto dalle erbacce, segno dellabbandono. Eppure, quella conversazione in treno mi aveva dato una nuova carica e decisi di esplorare il terreno.

Con energie ritrovate, iniziai subito a dissodare il terreno e a strappare le erbacce. Vedere la terra pronta mi diede una soddisfazione tale che decisi di non vendere il campo, almeno per il momento. Mi concessi una pausa sulla panchina, gustando pane e prosciutto accompagnato da un tè caldo. La vista delle mie gerbere preferite mosse dal vento e delle mele maturate sotto il melo appena piantato mi portò alla mente ricordi piacevoli.

Il mio stato danimo migliorò notevolmente, così mi ripromisi di tornare più spesso. Durante la raccolta di funghi nel bosco circostante sentii il peso che mi gravava sul cuore sciogliersi. Decisi che avrei continuato a lavorare nella terra, perché mi dava gioia e uno scopo.

Sulla strada del ritorno incontrai la stessa signora conosciuta al mattino. Condividemmo le mele e ci divertimmo a parlare delle nostre fatiche negli orti. Lei mi rassicurò dicendo che la vita ha ancora molto da offrirmi, invitandomi a vedere il lavoro e la fatica come una fonte di piacere e motivazione. Scendendo alla mia fermata, sorrisi al tramonto e sentii che non ero più oppresso dalla tristezza, ma finalmente in pace.

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La donna anziana si voltò verso Roberto e gli disse parole che gli fecero venire i brividi lungo la schiena: “Oggi sarà una giornata splendida e soleggiata. Avremo tutto il tempo per fare qualcosa insieme”.