Avevo sedici anni quando sono rimasta incinta di un ragazzo che amavo profondamente. Stavo insieme a Lorenzo da un anno e poi è successo: sono rimasta incinta. Lorenzo era mio compagno di classe. Eravamo entrambi molto spaventati quando abbiamo scoperto della gravidanza, così non abbiamo detto nulla ai nostri genitori. Quando i miei lhanno scoperto, si sono infuriati tantissimo.
La nostra famiglia era sempre vista come modello nella nostra città, Firenze. Ero lunica figlia e studiavo con risultati eccellenti. Io e Lorenzo eravamo minorenni, quindi i nostri genitori hanno preso la decisione al posto nostro.
Sia io che Lorenzo andavamo molto bene a scuola, perciò i nostri avevano grandi sogni per noi: volevano che frequentassimo università prestigiose e avessimo carriere di successo. Un bambino avrebbe completamente rovinato quei progetti.
Così mia madre mi ha obbligata, tra le lacrime, ad interrompere la gravidanza. Era ancora in tempo per farlo. Tutto è andato come previsto.
Poi io e Lorenzo abbiamo ripreso le nostre vite di sempre, continuando a vederci. Ci siamo diplomati, siamo entrati alluniversità e lanno dopo ci siamo sposati. I miei non si sono più intromessi. Dopo poco tempo sono rimasta di nuovo incinta e questa volta tutti eravamo al settimo cielo.
Ma purtroppo, al sesto mese di gravidanza, ho iniziato terribilmente a sanguinare. Il nostro piccolo è nato prematuro: pesava solo un chilo e mezzo. Dopo tre ore mi hanno detto che non ce laveva fatta.
Si sono create complicazioni. I medici non sono riusciti a fermare lemorragia e sono stati costretti a togliermi lutero. Non potrò più avere figli. Mia madre è venuta a trovarmi in ospedale, piangendo, dicendo quanto si pentisse di avermi costretta ad abortire anni prima. Ma quelle parole non mi davano nessun conforto.
Il passato non si può cancellare e gli sbagli commessi non si possono cambiare. Ora non potrò mai essere madre, non avrò mai bambini. Non so se io e Lorenzo riusciremo a mantenere forte il nostro matrimonio e a essere felici. I bambini sono davvero il cuore di una famiglia normale, almeno qui da noi, in Italia.




