Il Ladro di Salumi: Avventure nella Macelleria Italiana

IL GATTO SALAME

Impossibile non notare quel gatto. Soprattutto perché era diventato il ladro ufficiale della piccola bottega alimentare di Via Garibaldi a Bologna. Ma non cera modo di arrabbiarsi per davvero. Anzi, era un piacere aspettare che la scena si ripetesse.

Il proprietario del negozio, Signor Sergio Caruso, ormai si gode ogni volta lo spettacolo. Filma tutto con il cellulare e poi, la sera, mostra i video a sua moglie, Lucia. Insieme ridono di cuore.

Il procedimento è sempre lo stesso. Il gatto, un vero signore con i baffi, si piazza davanti alla porta aperta del negozio. Si atteggia a indifferente, come se fosse lì solo a riposare, ma nulla sfugge allo sguardo attento di Sergio, che si nasconde dietro il grande frigorifero, da dove riprende tutto.

Il gatto si guarda intorno, sicuro di non essere visto, mette una zampina davanti allaltra ed entra. Si dirige deciso verso lo scaffale dove, strategicamente appoggiati, stanno salamini e wurstel. Appena acchiappa tra i denti una salsiccia, parte come un treno e, dopo pochi metri fuori dal negozio, si ferma per mangiare la preda.

Sergio, uscendo sulla soglia, si ferma e gli chiede:
È buono?
Il gatto lo guarda, soddisfatto, e miagola per dire sì.
Meno male risponde Sergio Torna quando vuoi.

A molti sembrerebbe strano trovare salamini, wurstel e salsicce a portata di zampa, proprio a terra vicino alla porta, e spesso già porzionati. Ma il motivo è semplice: il cuore buono di Sergio.

Quel gatto, ormai chiamato Cesare il Ladro, era arrivato una mattina magrissimo e affamato, ma non voleva alcun contatto umano, né cibo dalle mani del negoziante. Allora Sergio ha escogitato il trucco: ha iniziato a mettere il cibo vicino alluscita, così Cesare poteva rubarlo, sentendosi libero e fiero. A poco a poco, i bocconcini sono finiti sempre più in fondo, fino alla mensola più bassa, appoggiati appena sopra il pavimento.

Così, per Cesare, rubare era diventato quasi uno sport. E, come ogni buon italiano, aveva ormai il suo punto ristoro personale. Sergio, dal canto suo, aveva sistemato fuori dalla bottega una ciotola dacqua, una più grande di croccantini, una vaschetta con la sabbia e perfino una piccola cuccia con una coperta. Cesare, ancora diffidente, non si faceva toccare, ma apprezzava le chiacchiere e rispondeva con qualche miagolio.

Ma Sergio si pone una domanda: ora che Cesare è ingrassato, sembra persino raffinato, perché continua ogni giorno a rubare qualche salsiccia e correre via dietro langolo? Dove va?

Per scoprirlo, Sergio installa una telecamera collegata al computer del retrobottega. Così, un giorno, scopre finalmente il mistero. Dal finestrino della cantina del palazzo accanto, spunta un minuscolo gattino rosso che si lancia su quello che Cesare gli porta.

Quando la sera, commosso, racconta tutto a Lucia, lei scoppia in lacrime:
Domani, lo dici subito, portali qui!
Ma non è così semplice. Prendere Cesare, che ormai schiaccia pisolini tra le mensole del negozio, non è un problema. Ma il piccolo, soprannominato rapidamente Birillo, è un razzo e si dilegua appena qualcuno si avvicina.

Nei giorni seguenti, Sergio osserva la scena col cuore pieno di tenerezza: Birillo beve dalla ciotola di Cesare, si sdraia dentro la cuccia, ma se qualcuno prova ad avvicinarsi, scappa come una saetta.

Finché una mattina, Sergio sente un miagolio disperato davanti allingresso. Il negozio è vuoto. Raggiunge la porta e trova Birillo, che lo conduce subito dietro la casa. Lì, Cesare giace ferito: un cane lo ha morso alla zampa posteriore. Il piccolo si accanisce con la testolina contro Cesare, piangendo disperato.

Santo cielo dice Sergio.
Con dolcezza, prende Cesare nella giacca, infila Birillo nella tasca e chiusa la bottega, li porta in macchina dal veterinario.

Dopo cinque lunghe ore, con Cesare rattoppato e ancora mezzo intontito, Sergio torna a casa con la sua piccola compagnia. Lucia, vedendoli, esclama felice.
E come ogni donna felice che si rispetti, chiama le amiche per raccontare nei dettagli la storia, con infinite chiacchiere e consigli.

Quella notte, Sergio, Cesare e Birillo dormono insieme, tutti e tre abbracciati nel lettone.
E io dove mi metto? esclama Lucia scherzando.
Birillo, cavaliere, si stringe vicino a lei.

Così la famiglia Caruso trova nuovi membri. Oggi, i due gatti sono paffuti e tranquilli, nulla a che vedere con i randagi che erano. A volte, Cesare lecca Birillo con aria paterna e lui non protesta affatto.

Dallaltra parte della strada, vicino al negozio di scarpe, sta una gattina grigia. La commessa corre ogni giorno nella bottega di Sergio per comprarle qualcosa da mangiare.
Chissà, magari presto daranno una casa anche a lei. O forse, un giorno, tutti i gatti randagi saranno così preziosi che bisognerà fare la fila per adottarne uno, con tanto di corso obbligatorio.

Secondo voi, potrebbe succedere davvero?
Testo di Sergio Caruso
Foto dal webFuori, Bologna sembra respirare piano, la sera profuma di pane e di sugo al pomodoro, la saracinesca del negozio trilla mentre Sergio chiude per davvero, con un sorriso che non sente da anni. Dallaltra parte della strada, la gattina grigia saluta con occhi enormi, forse curiosa di capire se anche per lei ci sarà salame da rubare e una coperta calda nel cuore della notte.

Lucia e Sergio si tengono per mano, unabitudine antica, come il gesto di spolverare il banco la mattina.
Ce ne sono ancora tanti che aspettano dice lei sottovoce.
Ma abbiamo iniziato bene risponde lui, guardando Cesare e Birillo, fissati alla porta in attesa della prossima avventura.

Un cliente affezionato, di passaggio, vede la scena e si ferma.
Che combinano i vostri ladri oggi?
Oggi rubano solo carezze scherza Sergio, e tutti ridono.

Nel quartiere gira già la voce che la bottega di Via Garibaldi non sia più solo una salumeria, ma una tenda di buoni sentimenti dove chiunque, con le zampe o con il cuore, può trovare rifugio.

La notte si stende lenta sulla città. Dietro la finestra illuminata, si sentono miagolii, risate e il profumo di crostini appena sfornati. Forse domani sarà il turno della gattina grigia, o di qualche nuovo musetto affamato.

Intanto, la vita va avanti: perché non è scritto da nessuna parte che i miracoli debbano essere rumorosi; a volte cominciano così, con una salsiccia, un gesto gentile e la promessa silenziosa che nessuno, in Via Garibaldi, resterà mai più solo.

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