Nemmeno trentanni di matrimonio sono una ragione per sopportare il tradimento
Caterina girava tra le dita una piccola scatolina di velluto consunto, con le lettere dorate ormai sbiadite. Allinterno brillavano tre minuscole pietre. Belle, bisogna ammetterlo.
Cinquemila euro disse Marco, scorrendo le notizie sul tablet. Preso alla gioielleria del Corso, con la tessera sconto.
Grazie, caro.
Un nodo le stringeva il petto. Non per la cifra, a questetà che importanza ha? Era come laveva detto, con quella maniera svogliata, quasi stesse raccontando dellacquisto del latte.
Trentanni insieme. Nozze di perla, ormai quasi rare. Caterina quella mattina si era svegliata presto, aveva tirato fuori dal fondo dellarmadio la tovaglia di pizzo, regalo di nozze della suocera. Aveva iniziato a preparare la torta Delizia degli uccelli, quella che Marco una volta definiva un angolo di paradiso.
Ora lui sedeva incollato allo schermo, rispondendo alle sue domande con mugugni distratti.
Marco, ti ricordi quando dicevi che per il nostro trentesimo anniversario mi avresti portata a Firenze?
Mhm senza alzare gli occhi.
Pensavo almeno in Sicilia potremmo andare, non è che ci siamo concessi una vacanza insieme di recente.
Caterina, ho una scadenza col progetto. Non posso ora.
Il progetto. Ce nera sempre uno, soprattutto nellultimo anno e mezzo, da quando Marco si era ammalato di giovinezza. Iscritto in palestra, scarpe nuove costosissime, guardaroba rivoluzionato. Anche il taglio di capelli: ciuffo sbarazzino, le tempie rasate.
Crisi di mezza età ripeteva lamica Lucia. Passa, è così per tutti gli uomini.
Ma non passava, anzi, peggiorava.
Caterina provò lanello: calzava perfettamente. Almeno la misura, dopo tanti anni, la ricordava. Le pietruzze scintillavano di una luce gelida.
È proprio bello disse ancora, osservando il regalo.
Sì. Montatura alla moda, stile giovane.
La sera, al tavolo addobbato, rimasero quasi in silenzio. La torta uscì soffice e leggera come sempre. Marco ne mangiò una fetta, lodò il sapore distrattamente. Caterina lo fissava chiedendosi: quando era diventato un estraneo?
Chi è quella ragazza? chiese allimprovviso.
Quale ragazza? Marco sollevò lo sguardo.
Quella che ha scelto lanello giovane.
Cosa centra lei?
Marco la voce di Caterina era calma , non sono stupida. Lha scelto una donna. Mai un uomo direbbe montatura giovane.
Silenzio. Lungo, scomodo.
Dai, Caterina, che sono queste storie?
Si chiama Arianna?
Marco impallidì. Nemmeno chiese come lo sapesse. Era la verità.
Ho visto la chat per sbaglio. Un mese fa, cercavo il numero dellassicurazione sul tuo telefono. Tesoro, a presto ti ricordi quel messaggio?
Lui zitto.
Ventotto anni, lavora nel tuo ufficio. Ieri ha messo su Instagram la foto di un ristorante: proprio il tavolo accanto alla finestra dove eravate. Ho riconosciuto la tovaglia.
Come fai a sapere del ristorante?
Lucia ti ha visto, per caso. Pensi che nessuno noti niente in città?
Marco sospirò, stanco:
Va bene. Sì, esiste Arianna. Ma non è come pensi.
E allora cosè?
Lei mi capisce. Con lei è facile, interessante. Parliamo di libri, di film.
E con me invece non cè più niente da dire?
Caterina, guarda chi sei! Parli solo di figli, di salute, di quanto costano le cose al supermercato. Con Arianna mi sento vivo.
Vivo ripeté Caterina. Ho capito.
Non volevo farti soffrire.
Marco abbassò il capo.
Lo sa che sei sposato?
Sa.
E non le importa? Sta bene con un uomo sposato?
Caterina, è una ragazza moderna. Non si illude.
Moderna sorrise amara Caterina. E io che, trentanni con te, sto vivendo unillusione?
Si alzò dal tavolo, iniziò a sparecchiare. Le mani tremavano, ma lei cercava di non dare a vedere.
Caterina, parliamo con calma.
Non c’è niente da dire. Tu hai già scelto.
Non ho scelto nessuno!
Certo che sì. Ogni giorno decidi. Quando torni tardi. Quando menti sulle trasferte. Quando le fai regali con i miei soldi.
I nostri soldi!
Sono anche miei. Lavoro anchio, o hai dimenticato?
Caterina lavò i piatti, li sistemò con cura. Tolse la tovaglia ricamata, la ripose nellarmadio. Tutto come sempre, solo che le mani tremavano ancora.
Caterina, cosa vuoi fare? domandò Marco fermo sulla soglia della cucina.
Voglio stare sola. Oggi. Pensare.
E domani?
Non lo so.
Per due giorni Caterina non parlò. Marco tentava di iniziare discorsi, riceveva solo gentilezze impassibili. Al terzo giorno cedette:
Quanto durerà questa situazione?
Ti disturba? chiese Caterina, stirando la sua camicia. Faccio tutto: cucino, pulisco, lavo. Come prima.
Ma non parli!
Perché dovrei? Hai Arianna per chiacchierare.
Caterina!
Cosa? Tu stesso hai detto: con me è noia, niente da dire. Perché forzarsi?
Quella sera lui uscì. Disse che andava da amici. Caterina sapeva: da lei.
Accese il computer, aprì il profilo di Arianna. Bella, giovane. Foto da posti di lusso, vestiti di marca, calice di prosecco.
Lultimo post: La vita è meravigliosa se accanto hai chi ti apprezza. E tag: amore, felicità, uomo maturo.
Uomo maturo. Caterina sorrise. Come una descrizione su una brochure.
Nei commenti le amiche scrivevano: Arianna, quando ti sposi?, Che fortuna con quel uomo!, E la moglie, cosa dice?
A quella domanda Arianna rispose: Sono sposati solo sulla carta. Vivono come coinquilini.
Trentanni come coinquilini.
La mattina dopo Caterina prese appuntamento dallavvocato. Un giovane dagli occhiali la ascoltò con attenzione.
Capito. I beni in comunione si dividono a metà. Appartamento, villetta al mare, auto. Se dimostriamo il tradimento può chiedere una quota superiore.
Non serve di più disse Caterina. Basta equo.
A casa stese una lista:
Casa vendere e dividere.
Villetta a lui, io non ci voglio più andare.
Auto a lei, che Marco si trovi la sua.
Conti bancari dividere.
Marco tornò tardi, trovò la lista sul tavolo.
Cosè questo?
Separazione.
Sei impazzita?
No. Finalmente mi sono risvegliata.
Caterina, ti ho già detto! È solo una storia passeggera. Passerà!
E se non passa? Devo aspettare altri trentanni che ti calmino gli ormoni?
Marco si sedette sul divano, si coprì il volto:
Non volevo farti male.
Ma lhai fatto.
E ora?
Devi scegliere disse Caterina. O la famiglia, o Arianna. Non esiste una terza strada.
Per tre mesi vissero davvero da coinquilini. Marco trasferito nella camera degli ospiti. Parlavano solo se necessario. Caterina si iscrisse a corsi dinglese, piscina, iniziò libri mai letti.
Arianna chiamava, piangeva al telefono. Marco usciva sul balcone, sussurrava per ore.
Una sera rientrò presto. Si mise di fronte a Caterina:
Lho lasciata.
E quindi? disse lei, nemmeno alzando gli occhi dal libro.
Caterina, sono stato uno sciocco. Ho commesso un errore terribile.
Su questo siamo daccordo.
Possiamo riprovarci? Sono cambiato.
Caterina chiuse il libro:
Marco, lhai lasciata non perché hai capito il mio valore. Ma solo perché ti sei stancato. E la prossima Arianna arriverà tra poco.
Non arriverà!
Certo che sì. Non hai perso me, ma la tua giovinezza. E io non posso fare nulla per questo.
Caterina.
I documenti per la separazione sono pronti. Firma.
Lui firmò, senza litigi, né lotta per i beni. Caterina prese solo ciò che aveva stabilito.
Sei mesi dopo incontrò Roberto coetaneo, vedovo, insegnante dinglese. Si conobbero a un corso. Lui la invitò a teatro.
Sa, Caterina le disse davanti al caffè dopo lo spettacolo mi piace conversare con lei. È davvero affascinante.
Davvero? Il mio ex marito mi trovava noiosa.
Allora non sapeva ascoltare.
Roberto sì. Ascoltava, rideva alle sue battute, raccontava qualcosa di sé senza fingere di essere più giovane.
Cosa trova attraente nelle donne? chiese Caterina, un giorno.
Lintelligenza. La gentilezza. La sincerità. E lei negli uomini?
Onestà. E che non si vergogni delletà che ha.
Risero insieme.
Marco ogni tanto chiamava. Augurava buone feste, chiedeva della salute. Solo come vecchi conoscenti.
Sei felice? domandò una volta.
Sì rispose Caterina, senza esitazione. E tu?
Non lo so. Forse no.
Ognuno fa le sue scelte.
Lanello da cinquemila euro lo tiene ancora. Non lo indossa. Sta lì, nella scatola, a ricordare quanto sia facile sminuire trentanni di vita.
Roberto le regalò per il compleanno una vecchia spilla trovata dal rigattiere, economica, ma scelta col cuore.
La bellezza non sta nel prezzo disse. Conta il sentimento con cui si dona.
E Caterina capì che dopo cinquantanni la vita non finisce. Anzi, ricomincia.
E voi? Pensate sia possibile ricominciare davvero da zero in unetà matura? Raccontatemi nei commenti.



