9 giugno
Matteo, mi serve il tuo aiuto per il regalo di mamma.
Mi sono fermata, lasciando il telefono sulla credenza, e mi sono girata verso mio marito, sdraiato sul divano con il telecomando in mano. Matteo cambiava canale svogliatamente, senza staccare gli occhi dallo schermo.
Che regalo?
Il forno. Uno buono, di qualità. Tra due settimane è il compleanno di mamma, lhai dimenticato?
Alla fine, Matteo si degnò di guardarmi. Gli ho letto per un attimo un filo di fastidio negli occhi, ma lo ha subito nascosto dietro il suo solito sorriso.
Ma quello vecchio è ancora buono? Allapparenza funziona.
Mi sono seduta sul bracciolo del divano, lisciando senza pensarci una piega sul vestito.
Lultima volta lhai visto anche tu. Il forno scalda appena, due fuochi non vanno. Mamma si lamenta sempre che le ciambelle non crescono più come una volta. Per lei è importante, lo sai.
…Mamma, Rosa Bianchi, adora impastare e creare dolci. La sua cucina profuma sempre di vaniglia e cannella; le brioche raffreddano sul davanzale e i vicini si fermano volentieri per fare due chiacchiere e prendere un caffè, sapendo che non usciranno mai senza una fetta di crostata. Il vecchio forno acquistato ancora quando papà lavorava alla FIAT ormai sembrava pronto ad arrendersi.
Va bene, si è stiracchiato Matteo, sistemandosi più dritto. E cosa devo fare?
Scegli tu un modello come si deve, sei più esperto di me con la tecnologia. Vai in negozio, controlla, pensa tu anche alla consegna. Io col lavoro non riesco proprio.
Ho preso dalla borsa la mia carta bancaria e glielho allungata. Il blu profondo risplendeva alla luce della lampada.
Cè la mia gratifica, sono duemila euro e rotti. Dovrebbero bastare per un buon forno, che dici?
Matteo afferrò la carta, la rigirò tra le dita. Le sue labbra fecero un piccolo tremolio.
Certo che bastano. Non ti preoccupare, ci penso.
Ho notato che in questi cinque anni insieme mi sono abituata a lasciargli gestire queste cose. Matteo era bravo a trattare, trovare offerte online, strappare qualche extra. Su questo non cera storia.
Lunica cosa, non rimandare, ok? Mi raccomando, deve arrivare entro il compleanno.
Sì sì, infilò la carta nella tasca dei pantaloni e tornò subito a fissare i programmi.
Dopo una settimana. Tornavo dallufficio, il tram era strapieno come sempre. Ho controllato il saldo dallapp del cellulare, come ormai faccio sempre appena sto per arrivare casa.
Prelievo: 2.000…
Ho sorriso vedendo la cifra. Quindi Matteo non ha dimenticato. Duemila euro sono tanti, sono sicura che ha scelto qualcosa di serio, magari col grill, il timer e la porta a scomparsa, proprio come mamma desidera da anni. Finalmente Rosa potrà preparare il suo famoso millefoglie senza temere che il forno si spenga allimprovviso.
Ho immaginato la faccia di mamma davanti al regalo. Le piccole rughe agli occhi si sarebbero arricciate in un sorriso felice, le labbra avrebbero tremato di emozione, e poi Rosa avrebbe pronunciato la sua solita frase: Ma quando mai spendete così, ragazzi! E subito dopo avrebbe preso carta e penna per decidere quale torta fare per prima.
Buona tecnologia è sempre una scelta che dura nel tempo. Mi ricordo ancora nonna che parlava del suo Rex, che funzionò ben trentanni senza mai aggiustarlo. I modelli nuovi saranno diversi, ma se si compra bene…
Il compleanno era di sabato. Al mattino, giravo tutta agitata per casa, componendo il bouquet di fiori e impacchettando tanti regalini piccoli da affiancare a quello principale. Matteo invece bighellonava, guardando lorologio ogni tanto.
Non dimenticare la busta, gli ho detto, infilando gli stivaletti. I documenti del forno li hai messi lì, vero?
Tranquilla, si è tastato il taschino della giacca.
Siamo arrivati da Rosa verso mezzogiorno. In casa si sentiva profumo di ciambellone fresco anche con un forno infame, mamma riesce sempre a stupire. In ingresso parenti e amici chiacchieravano, i bicchieri tintinnavano, qualcuno rideva in salotto.
Ho abbracciato forte mamma.
Buon compleanno, mamma. Questo è per te.
Le ho passato la busta color crema che avevo ritirato da Matteo lungo la strada. Non ho aperto, non serviva; mio marito aveva pensato a tutto.
Mamma si è illuminata.
Oh ragazzi, ma davvero! Ha aperto la busta con attenzione, le dita tremavano dallemozione.
Poi improvvisamente il suo sorriso si è congelato. Il volto si è fatto confuso, stupito.
Cosè…?
Mi sono avvicinata, curiosa. Ho sbirciato dietro la sua spalla.
Un buono per una profumeria. Trecento euro.
Trecento.
Matteo, mi sono girata verso di lui, che già si stava avviando verso il balcone. Ma che cosè?
Dai, su, ha sorriso storto senza mai guardarmi negli occhi. È un buono fantastico, lì vendono delle creme ottime…
E il forno?
Non mi ha risposto. Invece, si è diretto svelto verso il balcone e chiuso dietro la portafinestra.
Senza pensarci, ho aperto la porta anchio, il vetro ha vibrato.
Spiegami. Ora.
Matteo si è appoggiato alle ringhiere.
Guarda, Alice era sfinita al lavoro. Aveva bisogno di riposare e non ho resistito…
Che riposo? Che centra Alice? Mi sono avvicinata, sentivo il sangue pulsare nelle tempie. Ti ho dato i soldi per comprare il forno a mia mamma!
Era uscita una vacanza last minute, capisci? Milleottocento euro, Grecia, tutto compreso… Sarebbe andata perduta, tu capisci…
Superandomi, ho preso il suo telefono prima che reagisse. In pochi tocchi ho aperto i messaggi. Conversazione con lagenzia viaggi: dati, prezzi, messaggi entusiasti di Alice con cuori.
Sei il fratello migliore di tutti! Grazie mille! Parto venerdì!
Ho guardato Matteo. Sembrava rimpicciolito, appoggiato come se volesse sparire.
Senza dire nulla, ho chiamato lagenzia.
Buongiorno, Agenzia Viaggi Orizzonte, sono Elena, come posso aiutarla?
Salve. Ho una prenotazione per Alice Ferrari, Grecia, partenza venerdì. Voglio annullarla.
Mi scusi, lei è…?
La titolare della carta usata per il pagamento. Ecco il prelievo, senza mia autorizzazione.
Matteo si è avvicinato, ma lho fermato con una mano.
Un secondo, la voce di Elena era precisa. Ecco, vedo la prenotazione. Dovrà venire in ufficio, così annulliamo tutto e riceve il rimborso entro dieci giorni.
Perfetto, passo domani.
Ho staccato e buttato il telefono verso Matteo.
Martina, dai non essere così. Parliamone…
Ma ero già fuori. Ho attraversato il salotto, in silenzio, dove gli altri fingevano di essere impegnati sui pezzi di focaccia. Sono andata da mamma, che stringeva il buono smarrita.
Mamma, vieni. Ti compriamo un regalo serio.
Rosa non ha detto niente. Ha messo il cappotto, preso la borsa e mi ha seguita dimenticando anche gli ospiti.
In negozio di elettrodomestici cera quellodore di plastica nuova e circuiti. Il commesso un ragazzo di venticinque anni, Davide mi ha spiegato con pazienza le caratteristiche dei vari modelli.
Questa è fantastica, indicava una elegante cucina bianca. Per i dolci è il massimo. Cottura omogenea, timer, grill, ventola interna.
Mamma ha accarezzato la superficie.
Che meraviglia, sussurrava.
Prendiamo questa, ho deciso. Possibile consegna per domani?
Sì, dalle nove alle dodici.
Abbiamo fatto tutto in un quarto dora. Per strada mamma è rimasta silenziosa, solo davanti al portone mi ha stretto il braccio.
Martina, grazie amore. Ma io mi preoccupo per te.
Non farlo, mamma.
Matteo voi…
Lho abbracciata forte.
Ci penso io. Oggi festeggia.
A casa sono rientrata che già era buio. Matteo era seduto sul divano spento.
Dobbiamo parlare, mi ha detto, alzandosi.
Sono passata oltre, ho aperto larmadio, sistemato le sue camicie, piegandole e infilando tutto nella sua valigia da viaggio.
Che fai? è scattato. Martina, basta! Ho voluto aiutare mia sorella, era a pezzi, era lunica possibilità!
Jeans, t-shirt, calzini. Ho svuotato ogni ripiano senza guardarlo.
Stai buttando via la nostra famiglia per un forno! E la colpa sarà tutta tua!
Mi sono fermata, poi lentamente mi sono girata.
Ti ho dato soldi che ho sudato. Ti ho chiesto un regalo per mia madre. E li hai usati per tua sorella.
Be, non è proprio così…
Non mi hai chiesto niente! Hai deciso tu! E mi hai anche mentito!
Ha provato ad abbracciarmi. Mi sono protetta con il suo maglione come uno scudo.
Non toccarmi!
Alice sta male davvero, dai
Prendi la tua roba e vattene.
…
Un mese dopo, eccomi a casa di Rosa, a cena. Il forno bianco splendente in angolo, la cucina impregnata dellaroma del Pan di Spagna appena sfornato.
Sai che mi sono iscritta al corso da pasticcera? mamma era felicissima. La signora Nina mi ha consigliato, insegna uno chef francese famoso!
Sono rimasta incantata da una fetta di torta. La crema sembrava sciogliersi come zucchero in bocca.
È buonissima, mamma. Davvero divina.
Il divorzio lho fatto in fretta, tutto semplice. Matteo non ha mai capito perché non lo abbia perdonato per la piccola leggerezza. Alice è partita con i suoi risparmi o forse non è mai partita e a me non interessava.
Guardavo mamma che si muoveva allegra tra il forno e la credenza. Fuori il cielo si scuriva; lo spazio davanti a me era pieno di aria nuova, di sincerità, di leggerezza. Niente bugie. Niente tradimenti. Nessuno che pensi a come usare i miei soldi e il mio amore senza nemmeno chiedere.
Ho sorriso e preso unaltra fetta di torta. E perché no?






