Ti racconto questa storia che a volte mi sembra incredibilă, ma purtroppo è proprio la mia realtà. Sono sposata da dieci anni. Viviamo io e mio marito a Milano, in un appartamento che stiamo ancora pagando col mutuo. I soldi non cadono dal cielo, quindi per adesso non ci sentiamo pronti a mettere su famigliaprima vogliamo sistemarci bene. Ho un fratello, Marco, anche lui è sposato. Lui e sua moglie, Chiara, vivono in un piccolo bilocale a Torino.
Marco lavora come un matto: ha due lavori fissi e pure un part-time quando riesce. Invece Chiara, la moglie, non lavora per niente. Se posso dirlo, lunica cosa che fa è sfornare bambini come la Fabbrica del Panettone a Natale! Tre ne hanno già, lei è incinta del quarto e parla già del quinto, come se nulla fosse.
Oltre ai bambini, hanno fatto debiti per ogni tipo di elettrodomestico. Io e mio marito li aiutiamo spesso, sia con soldi che con qualche spesa. A volte le portiamo il caffè, altre la pizza, o quando serve qualche euro. Però, Chiara ogni tanto, con una faccia tosta incredibile, non chiede, quasi pretende.
In quei momenti, ci viene da risponderle per le rime e metterla al suo posto, facendo capire che la misura è colma. Lei si offende, e pure Marco si mette a fare la vittima, però dopo qualche settimana ritornano a bussare, come se nulla fosse. Visto che voi non avete figli e noi stiamo arrivando al quarto, dovreste regalarci il vostro appartamento a Milano, mi dice Chiara con uno sguardo sognante.
E noi dove dovremmo andare? Nel vostro bilocale minuscolo? le chiedo, sconvolta da tanta sfacciataggine. No, lasciateci i vostri inquilini e voi vi affittate il vostro vecchio appartamento, replica sicura, come se fosse la cosa più normale del mondo. Quindi dovremmo pagare sia il mutuo che laffitto per voi? Certo! risponde come fosse niente. Quando ci liberate casa?
Le ho detto che il suo posto non è nella mia casa, ma in un reparto psichiatrico. Esci subito dal mio appartamento! le ho urlato, esasperata. E lei, tutta offesa, ha risposto: Allora vado e mi libero del bambino, e sarà tutta colpa vostra!
Mi ha sbattuto la porta in faccia e si è dileguata. Era al terzo mese di gravidanza. I medici hanno dovuto intervenire in fretta e furia. Marco, mio fratello, è arrivato al Policlinico alle due di notte e ha cominciato ad accusarmi, come se fossi uno spirito maligno. Mio marito non ci ha pensato due volte: lo ha strattonato e mi ha chiesto che fosse successo. Ho raccontato tutto. Lui per calmarlo, gli ha affondato la testa nel lavandino pieno dacqua gelida un paio di volte, e poi lo ha cacciato di casa senza tanti complimenti.
Da quel giorno, per me Marco non esiste più. Ecco… questa è la mia famiglia allitaliana.




