Giovanni noleggiò una macchina, quando la moglie fu dimessa dall’ospedale, la portarono in casa con il vicino. «Starà tutto bene, – confortava la moglie, – devi solo vivere. Anche se siedi e parli con me. Solo vivi. E io farò tutto. Solo non mi lasciare, mia colomba…!»

Laura a 35 anni pensa di non provare mai la felicità femminile, ma il destino dispone altrimenti Si incontrano quando entrambi hanno quasi quarantanni. Giovanni è già vedovo da tre anni. Laura non è mai stata sposata, ma ha dato alla luce un figlio. Come si dice tra la gente, lha avuta per sé. In gioventù aveva una relazione con il bel moro Marco, che le aveva promesso di sposarsi, aveva incantato la giovane Laura. Lei si lascia ingannare dalle promesse che si rivelano vuote. Come si scopre dopo, il corteggiatore della città era già sposato.

Finché dalla Laura arriva la moglie legale di Marco a chiedere che la ragazza non distrugga la famiglia di un altro. La giovane inesperta Laura cede. Ma decide di tenere il bambino.

Così accade. Laura dà alla luce Luca. E il figlio diventa per lei lunica consolazione e conforto. Luca è ben educato, studia bene. Dopo la scuola entra alluniversità di economia. Giovanni visita Laura diverse volte. Propone di stare insieme. Ma la donna esita, anche se Giovanni le piace. Laura si vergogna un po del proprio figlio e del sentimento di diventare finalmente felice. Una sera Luca decide di parlare con la mamma. Dice che non è contrario: «Mamma, tanto io non vivrò più a casa. Zio Giovanni è un uomo affidabile. Solo che non ti offenda. Per me è importante che tu sia felice.» Anche il figlio di Giovanni non è contrario.

Così iniziano a vivere insieme. Si sposano, organizzano una piccola festa. Laura lavora nella biblioteca del paese, Giovanni è agronomo. Fanno tutto insieme. Gestiscono la fattoria, tengono il bestiame, coltivano lorto. Si amano e si rispettano, peccato che Dio non dia loro figli in comune.

Sposano entrambi i figli, arrivano i nipoti. Ogni volta per le feste preparano doni per i figli e i nipoti. Uova casalinghe, latte, panna, maiale e pollo. Durante le feste nella loro casa si radunano molti ospiti. Allora Giovanni e Laura siedono a tavola, si godono. E si rallegrano di avere qualcuno con cui festeggiare.

Solo la sera, quando la coppia anziana va a dormire, ognuno pensa piano a sé: lasciare questo mondo per primo E non sentirsi mai soli.

Gli anni passano. E un giorno la sfortuna si avvicina La mattina a Laura viene male, quando inizia a preparare il minestrone in cucina. La donna anziana cade. Giovanni con laiuto dei vicini chiama lambulanza. I dottori dicono che Laura ha avuto un ictus. Tutte le funzioni sono al loro posto, tranne una. Laura non riesce più a camminare. Luca con la moglie viene a trovare la madre. Dà dei soldi per le medicine, e parte.

Giovanni noleggia una macchina, quando la moglie viene dimessa dallospedale, la portano in casa con il vicino.

«Tutto andrà bene, consola la moglie, tu solo vivi. Anche se siedi e parli con me. Solo vivi. E io saprò fare tutto. Solo non mi lasciare, mia colomba!»

Giovanni si prende cura bene della moglie. Dopo un mese lei passa sulla sedia a rotelle. Lo aiuta in cucina. Fanno tutto insieme. Pelano patate e carote, selezionano i fagioli. Anche cuociono il pane. La sera Laura e Giovanni discutono come vivranno dopo. Linverno è davanti. E Giovanni non ha le forze per tagliare la legna.

Forse i figli ci porteranno per linverno da loro, e in primavera ed estate ce la caveremo

Nel weekend arriva Luca con la moglie. La nuora Chiara, dopo aver osservato tutta la stanza, fa la conclusione:

Dovrete, voi piccioncini, separarvi. Prenderemo la madre la prossima settimana. Che prepari la stanza. E verremo.

E io? – sussurra imbarazzato Giovanni. Noi non ci siamo mai separati. Figli, come si fa così.

Beh era prima, quando avevate le forze per il lavoro in campagna, e potevate badare a voi stessi, ma ora è diverso. Che anche te ti prenda tuo figlio. Nessuno vi porterà via insieme.

Luca con la moglie vanno a casa. Giovanni e Laura sospirano amaramente, e pensano come fare. Ognuno di loro, addormentandosi, sogna di non svegliarsi, per non vedere tutto questo.

Il weekend successivo arrivano entrambi i figli. Iniziano a raccogliere le cose. Giovanni siede vicino al letto di Laura. Continua a guardarla, ricorda i loro anni giovani. E piange Si avvicina alla moglie malata. E sussurra:

«Perdonami Laura, che tutto sia successo così Da qualche parte non abbiamo badato alleducazione dei figli. Ci separano come gattini indesiderati. Perdona. Ti amo».

Laura vorrebbe accarezzare con la mano la guancia del marito, ma non ha più le forze Giovanni va via, asciugandosi le lacrime con la manica. E, seduto in macchina, già non le asciuga più

Poi il figlio con la moglie e il vicino iniziano a raccogliere Laura, la avvolgono in una coperta e in essa cominciano a portarla fuori di casa con i piedi in avanti. La donna malata pensa che questo è molto simbolico Laura non oppone resistenza, non ce la fa più quando parte Giovanni. E la donna malata solo vuole non arrivare alla sera.

Passa una settimana. In una bella giornata dautunno, proprio il giorno di Ognissanti il loro sogno si realizza. Laura e Giovanni si incontrano nellaltro mondo.Laura a 35 anni pensa di non provare mai la felicità femminile, ma il destino dispone altrimenti Si incontrano quando entrambi hanno quasi quarantanni. Giovanni è già vedovo da tre anni. Laura non è mai stata sposata, ma ha dato alla luce un figlio. Come si dice tra la gente, lha avuta per sé. In gioventù aveva una relazione con il bel moro Marco, che le aveva promesso di sposarsi, aveva incantato la giovane Laura. Lei si lascia ingannare dalle promesse che si rivelano vuote. Come si scopre dopo, il corteggiatore della città era già sposato.

Finché dalla Laura arriva la moglie legale di Marco a chiedere che la ragazza non distrugga la famiglia di un altro. La giovane inesperta Laura cede. Ma decide di tenere il bambino.

Così accade. Laura dà alla luce Luca. E il figlio diventa per lei lunica consolazione e conforto. Luca è ben educato, studia bene. Dopo la scuola entra alluniversità di economia. Giovanni visita Laura diverse volte. Propone di stare insieme. Ma la donna esita, anche se Giovanni le piace. Laura si vergogna un po del proprio figlio e del sentimento di diventare finalmente felice. Una sera Luca decide di parlare con la mamma. Dice che non è contrario: «Mamma, tanto io non vivrò più a casa. Zio Giovanni è un uomo affidabile. Solo che non ti offenda. Per me è importante che tu sia felice.» Anche il figlio di Giovanni non è contrario.

Così iniziano a vivere insieme. Si sposano, organizzano una piccola festa. Laura lavora nella biblioteca del paese, Giovanni è agronomo. Fanno tutto insieme. Gestiscono la fattoria, tengono il bestiame, coltivano lorto. Si amano e si rispettano, peccato che Dio non dia loro figli in comune.

Sposano entrambi i figli, arrivano i nipoti. Ogni volta per le feste preparano doni per i figli e i nipoti. Uova casalinghe, latte, panna, maiale e pollo. Durante le feste nella loro casa si radunano molti ospiti. Allora Giovanni e Laura siedono a tavola, si godono. E si rallegrano di avere qualcuno con cui festeggiare.

Solo la sera, quando la coppia anziana va a dormire, ognuno pensa piano a sé: lasciare questo mondo per primo E non sentirsi mai soli.

Gli anni passano. E un giorno la sfortuna si avvicina La mattina a Laura viene male, quando inizia a preparare il minestrone in cucina. La donna anziana cade. Giovanni con laiuto dei vicini chiama lambulanza. I dottori dicono che Laura ha avuto un ictus. Tutte le funzioni sono al loro posto, tranne una. Laura non riesce più a camminare. Luca con la moglie viene a trovare la madre. Dà dei soldi per le medicine, e parte.

Giovanni noleggia una macchina, quando la moglie viene dimessa dallospedale, la portano in casa con il vicino.

«Tutto andrà bene, consola la moglie, tu solo vivi. Anche se siedi e parli con me. Solo vivi. E io saprò fare tutto. Solo non mi lasciare, mia colomba!»

Giovanni si prende cura bene della moglie. Dopo un mese lei passa sulla sedia a rotelle. Lo aiuta in cucina. Fanno tutto insieme. Pelano patate e carote, selezionano i fagioli. Anche cuociono il pane. La sera Laura e Giovanni discutono come vivranno dopo. Linverno è davanti. E Giovanni non ha le forze per tagliare la legna.

Forse i figli ci porteranno per linverno da loro, e in primavera ed estate ce la caveremo

Nel weekend arriva Luca con la moglie. La nuora Chiara, dopo aver osservato tutta la stanza, fa la conclusione:

Dovrete, voi piccioncini, separarvi. Prenderemo la madre la prossima settimana. Che prepari la stanza. E verremo.

E io? – sussurra imbarazzato Giovanni. Noi non ci siamo mai separati. Figli, come si fa così.

Beh era prima, quando avevate le forze per il lavoro in campagna, e potevate badare a voi stessi, ma ora è diverso. Che anche te ti prenda tuo figlio. Nessuno vi porterà via insieme.

Luca con la moglie vanno a casa. Giovanni e Laura sospirano amaramente, e pensano come fare. Ognuno di loro, addormentandosi, sogna di non svegliarsi, per non vedere tutto questo.

Il weekend successivo arrivano entrambi i figli. Iniziano a raccogliere le cose. Giovanni siede vicino al letto di Laura. Continua a guardarla, ricorda i loro anni giovani. E piange Si avvicina alla moglie malata. E sussurra:

«Perdonami Laura, che tutto sia successo così Da qualche parte non abbiamo badato alleducazione dei figli. Ci separano come gattini indesiderati. Perdona. Ti amo».

Laura vorrebbe accarezzare con la mano la guancia del marito, ma non ha più le forze Giovanni va via, asciugandosi le lacrime con la manica. E, seduto in macchina, già non le asciuga più

Poi il figlio con la moglie e il vicino iniziano a raccogliere Laura, la avvolgono in una coperta e in essa cominciano a portarla fuori di casa con i piedi in avanti. La donna malata pensa che questo è molto simbolico Laura non oppone resistenza, non ce la fa più quando parte Giovanni. E la donna malata solo vuole non arrivare alla sera.

Passa una settimana. In una bella giornata dautunno, proprio il giorno di Ognissanti il loro sogno si realizza. Laura e Giovanni si incontrano nellaltro mondo.

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Giovanni noleggiò una macchina, quando la moglie fu dimessa dall’ospedale, la portarono in casa con il vicino. «Starà tutto bene, – confortava la moglie, – devi solo vivere. Anche se siedi e parli con me. Solo vivi. E io farò tutto. Solo non mi lasciare, mia colomba…!»