Ma questa è proprio la mamma!

Quale pagamento è in ritardo? Dev’esserci un errore, noi non abbiamo nessun prestito… Sì, i Guidotti, certo, questo è il nostro indirizzo, ma… Quanto? Non è possibile. E a nome di chi sarebbe stato aperto il prestito? si stupiva Giulia.

A nome di Elio Andrea Guidotti, le risposero.

Ma Elio è mio marito, non capisco come sia possibile. E poi, perché avrebbe dovuto farlo? disse la donna, sempre più sconvolta.

Mi dispiace davvero, la voce dall’altra parte si fece più gentile, ma le regole sono uguali per tutti: le scadenze sono state saltate, oggi è solo un promemoria, poi adotteremo altre misure.

Giulia non ricordava bene come fosse arrivata davanti al computer; lo shock per quella chiamata l’aveva davvero colpita. Doveva capire da sola da dove venisse quel debito.

Non aveva mai visto una carta di credito intestata al marito, dunque quei soldi non erano stati presi per la famiglia. Ma allora che succedeva? Giulia non riuscì a lavorare, i pensieri correvano solo a quella discussione. Attese con ansia il rientro di Elio a casa:

Per chi hai preso quei soldi? Chi ti ha chiesto di fare un prestito?

Non sono riuscito ad avvertirti, alla fine hanno chiamato… rispose Elio con stizza, rendendosi conto di essersi tradito e, istintivamente, si scagliò contro la moglie: Che mi stai fissando così? Sono soldi per la mamma, per la mamma! Mi ha chiesto aiuto, vive da sola…

E a cosa le serviva una cifra simile? Noi viviamo con molto meno, eppure lavoriamo entrambi!

Per andare in vacanza, va bene?

E dove pensava di andare, alle Maldive o a Capri?

Mia madre mi ha cresciuto da sola, ne ha diritto. Mai avrei pensato che proprio tu potessi reagire così…

Elio si ritirò in soggiorno e si lasciò cadere sul divano, girandosi verso il muro. Faceva sempre così, quando voleva mettere pressione su Giulia. Ma questa volta il suo teatrino da “bambino offeso” non funzionò.

Giulia non disse più una parola. Nella loro storia la suocera aveva sempre avuto un ruolo troppo ingombrante. Ivana Paolozzi adorava comandare e lo faceva dal giorno in cui aveva conosciuto la fidanzata del figlio. Appena vide gli orecchini che Giulia portava, si stupì e subito chiese: “Ma sono veri o bigiotteria?”

Sapendo che Giulia non amava le imitazioni, esclamò: “E ha senso buttare via tutti quei soldi?! Meglio comprare qualcosa di utile per casa…”

Ma è stato un regalo, rispose Giulia, ferita dalla sua reazione.

Ah, va bene così allora, si tranquillizzò la futura suocera.

Solo una settimana dopo, Elio chiese a Giulia di non indossare più quegli orecchini quando sarebbero andati dalla madre. Diceva che Ivana era troppo triste di non poter avere un gioiello simile e che Elio non poteva permetterselo per lei.

Già allora Giulia si era resa conto di alcune stranezze, ma linnamoramento la portava a ignorarle. Venne il matrimonio, Ivana sfilava con un abito elegante e un regalo magnifico. Solo dopo un mese Giulia scoprì per caso che tutto era stato acquistato da Elio: altrimenti la madre si sarebbe rifiutata di presentarsi alla cerimonia.

Poi era iniziata labitudine alle pretese: prima la tv nuova come quella dell’amica, poi il phon costoso, poi il conto del parrucchiere, massaggi e trattamenti… E tutto doveva essere fatto subito, senza attese. Altrimenti Ivana si metteva a piangere e a lamentare continuamente problemi di salute, appena si accorgeva che qualcosa rischiava di sfuggirle. Elio, incapace di reggere le lacrime materne, correva a soddisfare ogni suo capriccio:

Ma dai, è la mamma… Come potrei?

Eppure anche lui aveva adesso una famiglia, e le risorse per mantenerla erano insufficienti. Giulia si chiedeva come fosse possibile che, pur lavorando entrambi, non bastasse mai il denaro per le necessità più banali. A ogni domanda Elio rispondeva con unalzata di spalle:

Forse non hai ancora imparato a gestire un bilancio familiare. Dovresti imparare da mia madre…

Ma Giulia non aveva alcuna intenzione di imparare da Ivana: i loro rapporti, partiti male fin dallinizio, non potevano migliorare. Aveva già visto troppe volte quel tipo di madre ingombrante, e sapeva bene quanto fosse pericoloso lasciarsi prendere in trappola.

E poi, la goccia che fece traboccare il vaso: la madre che pretendeva una costosa vacanza, e la somma che Elio aveva prelevato per farle piacere lasciò Giulia senza parole. Con quei soldi si potevano pagare tre rate di mutuo, arredare casa con mobili di pregio, comprare elettrodomestici e avanzare ancora qualcosa per festeggiare in un bel ristorante. Ma Elio non intendeva cambiare: mamma prima di tutto.

Giulia, però, avrebbe anche potuto farci i conti, se solo gliene avesse parlato. Ma senza dire una parola? E se fosse successo qualcosa? Su chi sarebbe ricaduto quel prestito? Su di lei, ovviamente! E Ivana, come sempre, ne sarebbe uscita indenne.

Era arrivato il momento di parlare seriamente con il marito: era ora di decidere le priorità, o almeno che Elio imparasse a spiegare alla mamma che certe pretese sono fuori luogo. Ma ogni tentativo fu inutile: Elio la accusava di essere insensibile, materialista:

Ho già saldato tutto, pagherò anche il resto! Basta! Mia madre non vuole semplici pensioni, per lei ci vuole il meglio! Mi ha dato la vita! Le devo tutto! E non posso regalarle una vacanza degna?

E che dire se non ce lo possiamo permettere? Forse qualcuno dovrebbe spiegarglielo…

Meglio che sia io a spiegare a te una cosa: la mamma è sacra.

Giulia comprese che Elio non avrebbe cambiato mai. Sapeva che Ivana era possessiva, gelosa del figlio, bisognosa di attenzioni continue: chiamava Elio ogni giorno, pregandolo di andare da lei perché si sentiva sola… E lui lasciava tutto e correva dall’altra parte della città: era la mamma che lo chiedeva!

Dopo una brutta lite, i Guidotti andarono a lavoro senza essersi nemmeno salutati. A metà mattina Giulia si sentì male.

Le colleghe, spaventate dalla sua espressione, insistettero per portarla dal medico. E lì scoprì di essere incinta. Non poteva non condividere la notizia col futuro papà: pensava che fosse unottima occasione per rivedere il bilancio familiare.

Ma la sua gioia fu subito smorzata: Elio si lamentò dicendo che non era il momento, la supplicava di rimandare e la spingeva ad interrompere la gravidanza. Poi arrivarono le telefonate di Ivana. Lei, a differenza del figlio, non supplicava, ma ordinava:

Non voglio diventare nonna! Cosa credi di fare, tenerli legato a te con un bambino? Non funzionerà, Elio troverà comunque un modo per andare via…

E perché dovrebbe? Cosa le fa pensare una cosa simile?

Dai, sono sua madre, lo conosco meglio di chiunque. Da tempo cerca il modo per allontanarsi da una come te. Fa come dice lui, tanto non vedrai un euro di mantenimento.

Giulia sentì il mondo crollarle addosso. Si risvegliò in ospedale.

Giulietta, meno male che sei sveglia, riconobbe la voce di Anna Evangeli, uninfermiera e vicina di Ivana.

Anna… non sapevo lavorassi qui…

Magari fosse meglio non doverci incontrare mai in certe situazioni, sospirò la donna, Pensavano di dover scegliere tra te e il bambino…

Cosa?!

Tranquilla, tutto a posto. Ma dimmi: cosè successo?

Ascoltando la storia, Anna si fece seria. Poi, con voce ferma, consigliò:

Lascia perdere questa famiglia. Elio non cambierà, e sua madre continuerà a fare il bello e il cattivo tempo con chiunque scelga suo figlio. È convinta che lui le debba tutto. Suo marito lo ha consumato con le sue pretese e, alla fine, lha portato alla rovina. E il figlio è uguale al padre: non si opporrà mai a lei.

Però si è sposato…

Sinceramente, non so come tu abbia resistito così tanto. Quante ragazze sono scappate dopo il primo incontro con Ivana! Decidi tu: e a proposito, cosa pensa Elio di questo figlio?

Dopo la risposta di Giulia, Anna borbottò qualcosa di poco carino su Elio. E come se fosse stato un incantesimo, fu proprio allora che Giulia prese la sua decisione. Ce lavrebbe fatta da sola. Elio, senza saperlo, aveva già fatto la sua scelta.

Appena tornò al lavoro, Giulia chiese il divorzio. Elio non fece nulla per impedirlo. Quanto alla gravidanza, non lo mise al corrente del fatto che era riuscita a portare avanti la gestazione.

…Era passato un anno dalla nuova vita. Giulia passeggiava serena per i giardini vicino casa, tenendo per mano la sua bambina.

Ma guarda chi si vede, si sentì dire da una voce inconfondibile, Perché non mi permetti di vedere mia nipote?

Non è sua nipote, rispose Giulia con calma. Quel bambino… quello che lei e suo figlio mi avevano consigliato di non mettere al mondo non è mai nato. Questa bambina è solo mia. E sì, una nonna ce lha già.

Come osi…

Oso eccome. Ha proprio bisogno di sentirsi nonna? Allora trovi unaltra ragazza per suo figlio.

Giulia si allontanò sorridendo, senza ascoltare le imprecazioni che la rincorrevano. Sapeva di aver lasciato alle spalle un marito ancora legato alla madre e una suocera che non accettava limiti. Aveva scelto la libertà per sé e per sua figlia, imparando che spesso occorre dire basta anche a chi si ama, se il rispetto e la felicità sono in gioco.

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