– Resteremo da te per un po’, perché non abbiamo abbastanza soldi per affittare un appartamento! – Il mio amico mi ha detto.

Sono una donna molto energica. Anche se ho 65 anni, sono sempre riuscita a visitare posti diversi e a conoscere persone davvero particolari. Ricordo la mia giovinezza con nostalgia e malinconia. In quei tempi bastava un pensiero e potevi partire in vacanza ovunque ti venisse in mente! Si poteva andare al mare, o campeggiare con amici e colleghi. Si poteva persino fare una crociera sul Po. E per tutto ciò servivano pochissimi lire.

Ormai però quei giorni appartengono al passato.

Mi è sempre piaciuto tantissimo incontrare gente nuova. Ho conosciuto persone sulle spiagge della Riviera, a teatro, e sono rimasta legata a molte di quelle amicizie per tantissimi anni.

Non capivo chi potesse averci inviato una telegramma così strana. Naturalmente io e mio marito, Marco, non avevamo intenzione di andare da nessuna parte. Ma alle quattro del mattino qualcuno bussò alla nostra porta. Quando aprii rimasi senza parole: sulla soglia cerano Francesca, due ragazzine, una nonna e un uomo. Avevano con sé montagne di valigie. Io e Marco eravamo increduli, ma alla fine lasciammo entrare gli ospiti inattesi. Francesca mi chiese:

Perché non siete partiti per noi? Avevo mandato una telegramma! E poi prendere un taxi costa!
Mi dispiace, ma non sapevo da chi venisse! risposi.
Avevo il tuo indirizzo, quindi eccomi qui.
Pensavo soltanto che ci saremmo scambiati qualche lettera, tutto qui!

Francesca poi spiegò che una delle ragazze aveva appena concluso le superiori e aveva deciso di iscriversi alluniversità. Il resto della famiglia era venuto a sostenerla.

Vivremo da voi! Non abbiamo soldi per laffitto! E la vostra casa è quasi in centro!

Ero sconvolta. Non eravamo nemmeno parenti: perché avrei dovuto ospitarli? Inoltre dovevo preparare i pasti per tutti, tre volte al giorno. Portarono un po di cibo, ma non cucinavano mai, toccava sempre a me servire la tavola.

Non riuscivo più a sopportare la situazione, così dopo tre giorni chiesi a Francesca e ai suoi familiari di andarsene. Non mi importava dove. Scoppiò subito una lite furiosa: Francesca iniziò a rompere i piatti e urlare come una pazza.

Fui davvero sconvolta dal suo comportamento. Alla fine se ne andarono. Riuscirono persino a rubarmi la vestaglia, alcuni asciugamani e, misteriosamente, anche una grossa pentola di minestrone; ancora oggi non so come abbiano fatto a portarla via. La pentola sembrò svanire nel nulla!

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– Resteremo da te per un po’, perché non abbiamo abbastanza soldi per affittare un appartamento! – Il mio amico mi ha detto.