«Cerco una donna senza problemi economici»: sono uscita con un uomo che a 45 anni vive ancora con la mamma… e questo ha cambiato per sempre la mia vita.

«Cerco donna senza problemi economici»: sono uscita con un uomo che a 45 anni vive ancora con sua madre… e la mia vita non è stata più la stessa.

Vi siete mai soffermate su quante cose si possono capire di una persona solo leggendo una singola riga nella sua descrizione su un sito di incontri? Non parlo della foto di fianco a una Cinquecento che non gli appartiene, né dellinfinita lista di requisiti più lunga della Costituzione, ma di quella frase buttata lì a caso, che in realtà dice tutto.

«Cerco donna senza problemi economici».

Queste parole mi sono saltate agli occhi mentre scorrevano pigramente i profili in una classica serata di sabato. In foto, lui era uno qualunque: niente pancetta, sguardo mite, camicia linda. Chiamiamolo Giancarlo, 45 anni.

Di solito passo oltre certe affermazioni senza un battito di ciglia. Tradotto in lingua femminile, vuol dire: Io tirchierò pure laria che respiro e spero vivamente che pagherai tutto tu, anche il conto del veterinario del mio pappagallo. Ma quella sera la curiosità ha prevalso. Volevo proprio scoprire cosa si nascondesse dietro quella richiesta di emancipazione finanziaria da parte di un uomo… così, come dire, mediamente anonimo.

La curiosità raramente mi ha portato fortuna, ma almeno mi ha regalato materiale per questa storia. Abbiamo fissato un appuntamento.

**Prima impressione: sterilità e ansia latente**

Giancarlo mi propone di incontrarci al parco. Idea classica da chi vuole evitare di pagare laperitivo al primo incontro. Non ho obiettato amo passeggiare, il tempo era di quei freschi ma col sole delle prime giornate primaverili.

Arriva in orario svizzero. Al minuto. Allinizio lho preso come un segno di affidabilità, poi ho realizzato che era più lansia da interrogazione di quinta elementare che reale puntualità. Stava impalato allingresso del parco, dritto come uno stecco, pantaloni stirati con una piega che avresti potuto tagliarci il pane.

Buonasera, esordisce, lanciando una rapida occhiata al mio cappotto e alla borsa. Mi scrutava in cerca di loghi di lusso, nel terrore che sotto sotto io avessi davvero quei problemi economici.

Passeggiamo per il viale e passano i consueti dieci minuti di conversazione predefinita: meteo, traffico, stress della città. Giancarlo parla in modo quasi accademico, magari un po troppo. Nella voce, una lieve inflessione inquieta: sembra continuamente alla ricerca dellapprovazione o già pronto a giustificarsi.

**Colloquio per la posizione di donna accomodante**

Terminata lintroduzione, Giancarlo parte subito in quarta. Niente tatticismi, sembra leggere da una scheda valutazione del personale.

Di che ti occupi?

Sono responsabile amministrativa in unazienda di logistica.

Oh, interessante. Sicurezza e affidabilità… E la casa? Di proprietà o stai pagando il mutuo?

Ho rischiato di inciampare. Certi argomenti di solito saltano fuori dopo due Negroni, non al primo quarto dora di passeggiata.

Mia, ho mentito, curiosa di vedere dove andasse a parare.

Ottimo, si è rilassato visibilmente. Ormai non si sa più… Molte donne cercano uno con casa e portafoglio a posto per risolvere i loro problemi: debiti qua, mutuo là. Io credo che il rapporto debba essere alla pari.

Di principio suona perfetto. Ma come spesso accade, il diavolo si nasconde nelle pieghe dei dettagli.

E tu? ho chiesto. Vivi da solo?

Ed ecco la risposta che avrebbe dovuto concludere la serata subito. Al contrario, ho voluto gustarmi il seguito di questo thriller psicologico.

No, vivo con mia madre. È comodo e razionale. Perché dovrei buttare soldi in affitto se abbiamo un bellappartamento a tre camere? E poi mia madre da sola… Ha una certa età, la pressione alta.

A quarantacinque anni. Con la mamma.

E la gestione della casa… come la dividete? ho chiesto con cautela.

Ah, mia madre è una donna allantica! e qui gli si illumina la faccia, mai visto tanto calore durante il resto dellappuntamento. La cucina è roba sua, cucina da dio. Io, certo, do una mano: porto giù la spazzatura, vado al supermercato se mi lascia il biglietto. Ci siamo organizzati benissimo.

Se mi lascia il biglietto, ho annotato mentalmente.

**Leconomia di mammà**

Giungiamo a un chiosco del caffè. Mi fermo, lui tentenna.

Ti va un caffè? domanda, più come se stessi proponendogli una truffa con i bond argentini che una semplice tazza.

Ho accettato un cappuccino.

Sarà caro qui eh… si mette a studiare i prezzi con angoscia. A casa mia cè la macchina per lespresso, porto sempre il thermos, oggi però mi è sfuggito. Vabbè, prendiamolo… piccolo, vero?

Mi compra un cappuccino piccolo. Lui, niente.

Ho bevuto già a casa, bofonchia.

A quel punto inizia a spiegare cosa intenda per donna senza problemi: cerca non solo una donna indipendente, ma fortemente autonoma purché pronta a inserirsi scheletrica in quello che è già il suo piccolo mondo ben oliato da mammà.

Non capisco questa ossessione delle donne per i soldi, riflette. La mia ex era sempre lì: Cambiamo casa, andiamo in vacanza, cambiamo la macchina!. Ma che senso ha? Lauto funziona, la casa cè. Con mia madre viviamo semplici, però sempre con il gruzzoletto da parte.

Ma tua madre non avrebbe nulla in contrario se ti sposassi? gli chiedo schiet­ta.

Ma figurati! Anzi! Mi dice sempre: Giancarlino, porta a casa una brava ragazza che ormai mi pesa lavare per terra.

E qui si capisce tutto.

A lui non serve una compagna. Serve una sostituta. Mammà non ce la fa più, e servirebbe fresche energie per cucinare, stirare, lavare i pavimenti nellappartamento con peculiarità da Sanremo. Lideale? Una senza problemi economici, così il budget resta intatto.

**Chiamata dal centro di comando**

Al culmine delle sue elucubrazioni sul risparmio della bolletta, suona il telefono. Giancarlo scatta.

Sì, mamma? la voce gli si fa morbida, quasi infantile. Sì, sto passeggiando. Sì, con la signora. No, non fa freddo. La sciarpa cè. Le polpette? Sì, arrivo. Tra unoretta? Va bene. Devo comprare il burro? Quello della Centrale? Ricevuto.

Riattacca e si scusa, imbarazzato.

Mamma si preoccupa. Vuole che sia a casa per cena.

Guardo lorologio: sono le cinque di pomeriggio.

Giancarlo, mi fermo. Hai mai pensato che una donna senza problemi economici potrebbe desiderare una vita propria? Una casa a parte. Viaggiare, andare al ristorante?

Lui mi guarda come se avessi suggerito di vendere la casa e investire tutto in criptovalute.

Perché vivere separati, se cè già la casa? Sarebbe fuori logica. E i ristoranti… Meglio mangiare a casa, è più sano. Una donna deve apprezzare il focolare domestico.

**Ma chi comanda qui, davvero?**

Saluto educatamente e torno a casa, rimuginando sulla serata.

Questi uomini a prima vista sembrano semplici risparmiatori o figli premurosi. Ma la verità è che Giancarlo non è il padrone di casa sua. Ha solo adottato regole già vecchie di cinquantanni e ora le spaccia per convinzioni sue.

Cerco donna senza problemi economici, tradotto: Cerco una donna che non dia grattacapi a mia madre.

Una donna col mutuo vorrà supporto. Una con figli, dedizione. Una con ambizioni, lo trascinerà fuori dal pantano. E lui proprio non ci sta.

**E se fosse una trappola?**

La beffa è che tipi così attirano spesso donne forti e indipendenti. Ci diciamo: Almeno è tranquillo, non beve, non fa il mantenuto.

Ma tutto in famiglia qui si traduce con tutto a mammà. Non sarai mai tu la priorità. Ti lasceranno mettere piede nella camera del Figlio finché non cambi troppo le regole e non chiedi niente che alteri budget e routine.

Lavorerai, spenderai i tuoi euro, e la sera ti sentirai spiegare quanto hai sbagliato a stirargli la camicia.

Il profilo di Giancarlo? Lho eliminato, anzi: bloccato, così non lo becco nemmeno per sbaglio.

E voi, avete mai conosciuto un Giancarlo? Secondo voi, hanno speranza di formare una famiglia? O vale la pena lasciarli nella camera con la mamma e la poltrona con il centrino? Raccontate la vostra!

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