Addio a Caterina… I figli sono tornati dal città al paese per il funerale. – Almeno adesso si sono fatti vedere, – bisbigliavano i vicini.

Non cè più Caterina… I figli sono arrivati dalla città al paese per il funerale.
Meno male che almeno adesso si sono fatti vedere, sussurravano le vicine. Hanno almeno accompagnato la madre nellultimo viaggio.

Finita la commemorazione, i figli con le loro famiglie stavano già raccogliendo le proprie cose, pronti a tornare a Milano. Improvvisamente entrò in casa zia Lidia, sorella di Caterina.

Zia Lidia, è ora che partiamo, iniziò il figlio maggiore. Bisogna chiudere la casa. Dovresti andare anche tu, ormai.

Andare? Dove volete che vada? sgranò gli occhi Lidia stupita. Ma questa è casa mia! Qui rimango.

Tutti la guardarono sorpresi.

Rita e Domenico si erano sposati e si erano trasferiti a casa della madre di Domenico.

Il matrimonio fu semplice. Decisero di risparmiare i soldi messi da parte per altro, invece che per una nuova casa.

Fino ad allora avevano vissuto separati: Domenico con la madre, Rita in un collegio a Torino. A casa non stava per via della madre sua, che conduceva una vita sregolata…

Del padre non aveva mai saputo nulla.

La madre decise di lasciarli un po da soli: si prese una vacanza e andò dalla sorella Caterina in campagna, nel Casentino.

Ci andava spesso. La sorella viveva lì da sola. Il marito se nera andato da anni, e i figli, due, la madre li vedeva raramente. Nemmeno le telefonate erano frequenti.

Potrebbero almeno chiamare, in caso servisse qualcosa… Loro però sono sempre impegnati, e hanno le loro faccende…

Caterina ci rimaneva male. Possibile che una madre non meriti nemmeno una telefonata?

Eppure mai aveva chiesto nulla. O faceva da sola, o chiedeva laiuto di un vicino. Ogni tanto le faceva visita la nipote col marito.

Domenico era bravo in tutto. Prima veniva più spesso con la sorella, ora che si era sposato capirà, pensava Caterina, magari dimenticherà la zia come hanno fatto i suoi figli. Quelli nemmeno le mogli le portano a conoscere la mamma. Le ha viste solo al matrimonio, tutte donne di città. Di nipoti poi nemmeno lombra. È troppo presto, dicono.

Lidia, sei arrivata! Mia sorella! esclamò Caterina felice.

Si trovavano sempre bene insieme. Erano state unite sin dalla nascita, poi Lidia si era trasferita in città e si era sposata lì. Caterina invece era rimasta tra le colline, in paese. Entrambe vedove da un anno e mai più risposate.

Starai tu a badare alla casa, per ora. Io sono libera ancora solo una settimana. Ma Domenico? Perché non è venuto anche lui con la moglie? Non sono andati in viaggio di nozze?

No, risparmiano. Hanno fatto un matrimonio semplice, solo in comune. Famiglia di Rita quasi non cè. La madre è sempre in giro a far festa. La ragazza ormai viveva da sola. È una brava ragazza, poverina.

E perché non li hai portati qui con te?

Sono giovani, meglio lasciarli ambientare insieme. Io non voglio essere dintralcio. Un mese senza di me: che respirino un po! Temevo neanche Domenico si sposasse più trentanni e invece per fortuna lha fatto. Che vivano felici, ora.

Ormai tra loro si conoscono bene. Il viaggio di nozze potrebbero anche farlo qui. Fatti sentire, la casa è grande, di spazio ce nè. Se non si trovano bene, possono sempre tornare.

Così Domenico e Rita arrivarono dopo qualche giorno. La zia fu contentissima. I suoi figli invece non venivano mai.

Quanto sono felice! I miei non vengono mai, nemmeno se li invito. Hanno sempre altro da fare… disse Caterina triste.

A Rita piaceva in campagna, le ricordava linfanzia passata dalla nonna. Poi, quando la nonna era mancata, lei aveva avuto quindici anni. Da allora divenne indipendente: doveva lavorare e studiare da sola

Caterina lavorava ancora. Lidia si rilassava e cucinava per tutti. Domenico riparò la recinzione accanto al forno a legna e sistemò il tetto del pollaio. Rita invece passava le giornate nellorto.

Lascialo stare lorto, Rita, tra poco vado in ferie. Ci penserò io. Riposatevi.

A me piace, signora! Da piccola coltivavo tutto. Mi piace lavorare la terra. E poi in vacanza voi dovete riposare.

La vacanza passò velocissima. Gli ospiti tornarono in città, Caterina rimase sola. Tutto era in ordine, ma la sera sentiva la solitudine. Chiamò il figlio maggiore.

Che succede, mamma?

Niente, volevo sapere come va. Magari potevate venire una volta

No, ora proprio non è possibile. Chiama tuo fratello, forse lui non va più al mare.

Provò con il minore. Niente da fare, andavano al mare e della madre non volevano sentir parlare. Beh, almeno Domenico aveva promesso che sarebbe venuto

Gli anni passavano. Domenico e Rita si comprarono un appartamento a Firenze. Non si dimenticarono mai della zia: venivano spesso, aiutavano nei lavori, portavano i bambini. A volte i loro figli passavano tutta lestate con le nonne. Le due nonne, Caterina e Lidia, ormai erano in pensione.

Caterina non ebbe mai nipoti dai suoi figli. Il più giovane si era sposato con una donna che aveva già un figlio, laltro era sempre indaffarato: carriera, doveri e poi ormai troppo tardi. Così si fanno i figli oggi: la madre non la vedi mai, i figli non li fanno. Ogni tre, quattro anni una visita, e già così dovresti essere felice!

Per fortuna cerano Domenico, Rita e Lidia.

Così si andava avanti, finché Caterina si ammalò. Aveva bisogno di cure, che costavano. Telefonò al figlio minore e spiegò tutto.

Mamma, non hai mai fatto le terme in vita tua, perché iniziare ora? A casa si guarisce meglio. Rimettiti.

La vacanza alle terme gliela pagarono Domenico e Rita.

Mandarono entrambe le sorelle a Montecatini. Così si divertivano pure.

Caterina se ne andò quattro anni dopo. I figli vennero al paese solo per il funerale.

Meno male che almeno adesso sono venuti, mormoravano le vicine. Almeno hanno salutato la madre.

Quando stavano per partire, in casa cera ancora zia Lidia con la famiglia di Domenico.

Zia Lidia Noi dovremmo andare, iniziò il maggiore. Bisognerebbe chiudere la casa. Anche lei deve andare.

Andare? Dove volete che andiamo? rispose Lidia perplessa. Noi qui siamo a casa.

Tutti fissarono Lidia increduli.

Questa è la casa della mamma! disse il più giovane. Quindi ora è nostra, la venderemo. Se volete potete prendere un ricordo un vaso, una tazza. Tanto butteremo via quasi tutto.

Prendete voi qualcosa della vostra madre rispose Lidia con calma la casa me lha lasciata Caterina quando si è ammalata. Subito dopo le terme.

Le terme? Lha lasciata a te? Ma noi siamo i figli!

Siete figli adesso? Ma dove eravate quando Caterina stava male? Mai venuti, mai chiamato. Figli

I figli andarono via. Nemmeno provarono a spiegare. E ormai non tornarono più. Non cè più nessuno per loro in questo paese.

Lidia si trasferì nella casa di Caterina. Lappartamento lo affitta, così aiuta la famiglia del figlio. Loro la vanno a trovare, laiutano. Una bella famiglia unita, solo senza Caterina.

Ma lei resta sempre con noi. Nei nostri ricordi…

Ho imparato che il sangue non basta a tenere unite le persone. Conta chi cè davvero, chi resta vicino nei momenti bui e condivide la vita, non solo il cognome.

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