Quando entrai nel salone di Villa Contarini, il piattino del tè mi tremò tra le dita.
Dovetti appoggiarlo sul tavolino di marmo.
Un uomo anziano sedeva vicino alla finestra.
Giacca di lino grigio, occhiali calati sul naso.
Erano passati undici anni.
I capelli erano diventati bianchi, il viso più scavato.
Ma quello sguardo calmo non potevo dimenticarlo.
Mi chiamo Chiara Bellandi, ho trentun anni.
Sono al quinto mese della mia prima gravidanza.
Il mio fidanzato, Matteo Contarini, gestisce un’azienda vinicola nel Chianti.
Siamo vicino a Greve, tra le colline.
Matteo mi toccò il gomito.
«Tutto ok?» chiese piano.
Non riuscivo a staccare gli occhi da quell’uomo.
«Chi è quel signore?» domandai.
Matteo seguì il mio sguardo.
«Lo zio Alberto, fratello di mia madre.»
«Faceva il medico?» chiesi ancora.
«Chirurgo generale. In pensione da qualche anno.»
Il cuore mi batteva forte.
A diciassette anni avevo avuto un incidente grave.
Un chirurgo mi aveva operata, salvandomi la vita.
Dopo l’intervento, una persona anonima aveva pagato tutte le spese.
Mi avevano detto che quel benefattore era morto poco dopo.
Non avevo mai saputo il suo nome.
Quell’uomo nel salone aveva lo stesso viso del chirurgo.
«Matteo, devo parlargli» dissi sottovoce.
Lui mi guardò confuso.
«Perché, lo conosci?»
«Credo di sì» risposi.
Mi avvicinai piano al signore in lino grigio.
«Mi scusi» dissi, «lei è medico?»
L’uomo alzò gli occhi, sorpreso.
«Lo ero, sì. Perché?»
«Mi ha operata undici anni fa» dissi.
«A Siena, dopo un incidente d’auto.»
Lui mi fissò a lungo.
«Chiara?» chiese piano.
«Chiara Bellandi?»
Mi mancò il respiro.
«Si ricorda di me?»
«Certo che mi ricordo» disse.
«Pensavo fossi morto» dissi con voce rotta.
«Mi avevano detto che il benefattore era deceduto.»
Lui sorrise, triste.
«Non ero io il benefattore, Chiara.»
«Ero solo il chirurgo.»
«Chi ha pagato allora?» chiesi.
«Mio fratello» disse piano.
«È morto l’anno dopo il tuo intervento.»
Matteo ci guardava senza capire niente.
«Zio Alberto, cosa succede?»
Alberto mi prese la mano, con dolcezza.
«Succede che il destino ha un senso strano.»
Fuori, il sole scendeva sulle colline del Chianti.