A 58 anni non so più come gestire la mia vicina impicciona: controlla ogni mio movimento, dal numero…

58 anni e, a dire il vero, non so più come comportarmi con la mia vicina. Vive proprio di fronte a noi e pare che la sua principale occupazione sia seguire ogni mio movimento. Sa con precisione a che ora arriva il corriere, se porto a casa le pizze o la spesa, quante buste abbiamo e chi le tira su. Se il fattorino ritarda due minuti, il mattino dopo arriva la sua osservazione come se fosse la notizia del giorno.

Il suo bisogno di controllo non si ferma qui. Tiene docchio persino quando butto la spazzatura, quante buste porto fuori e in quale giorno. Se una settimana ne porto due e la settimana dopo tre, ha pronta la sua critica. Se un giorno non la porto semplicemente perché non si è riempito il cestino, annota anche quello. Una volta mi ha persino chiesto, con una sfacciataggine incredibile, se buttavo via cibo come se fosse affar suo. Lho guardata perplesso, senza capire quando i miei rifiuti siano diventati affare pubblico.

Anche il mio cane è diventato un caso. Non è grande, non è aggressivo si chiama Pulce ma quando qualcuno si avvicina troppo al cancello, abbaia. Ogni abbaiata diventa occasione di lamentela. È venuta più volte a bussare, dicendomi che il cane aveva abbaiato troppo mentre ero al lavoro. Le cose bizzarre è che sa sempre lorario preciso, il numero di abbaiate e il motivo secondo la sua teoria. Al punto che, a volte, sembra conoscere i ritmi della mia casa persino meglio di me.

Neanche mia moglie, Silvia, viene risparmiata. Se rientro tardi dal lavoro, il giorno dopo non manca il commento del tipo: Ieri siete andati a dormire tardi, oppure Tua moglie è tornata quasi a mezzanotte. Se torno a casa prima, domanda se per caso non sono malato o se ho perso il lavoro. Controlla tutto, commenta tutto. E il peggio: non sempre si rivolge direttamente a noi, ma sparge tutto fra gli altri condomini, cosicché, alla fine, le cose ci ritornano completamente storpiate.

Anche mia figlia sedicenne, Alessandra, è sotto stretta osservazione. Se esce con gli amici, la vicina sta lì a contare quanti entrano e quanti escono. Se qualcuno viene a trovarci, lei annota chi è, a che ora arriva e quando se ne va. Una volta ha detto a unaltra vicina che quella ragazza esce troppo, come se fosse una questione sua. Ho dovuto affrontarla direttamente, perché lho trovato davvero irrispettoso.

La cosa più difficile da accettare è che non si tratta di una persona che si è trasferita da poco. Lei vive qui da sempre, proprio come la mia famiglia. Questa casa è di mia madre, Dio labbia in gloria, che me lha lasciata in eredità perché sono figlio unico. Non ho nessuna intenzione di andare via. Amo la mia casa, le mie radici, il mio piccolo spazio. Il problema non è il luogo: il problema è essere costretto a convivere con qualcuno che non riconosce il confine tra il proprio spazio e quello degli altri.

Arrivati ad oggi, davvero non so più come affrontare la situazione. Ho provato a ignorarla, a essere gentile, poi a essere più deciso nulla funziona. Lei è sempre lì: osserva, commenta, giudica. E allora mi chiedo: come si convive con un vicino così, senza perdere la propria serenità, senza scatenare una guerra di quartiere, ma senza nemmeno permettergli di mettere il naso nella tua vita come se ne avesse diritto?

Se qualcuno ha un consiglio, lo ascolterei volentieri. Io, per adesso, sto imparando una cosa: difendere la propria tranquillità a volte è più difficile che farsi nuovi amici, ma non si può mai cedere il proprio spazio, forgiato da anni e dai ricordi, solo per linvadenza di una persona incapace di capire quando fermarsi.

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