«Pronto? Sua moglie ha appena dato alla luce dei gemelli!»
«Ma io ho 52 anni e non ho una moglie!»
«Non saprei venga a vedere, dice che sono suoi»
Quando ho sentito queste parole, ho pensato subito a uno scherzo o a uno scambio di numeri. Avevo 52 anni figli? Di cosa stavamo parlando? Eppure, la curiosità ha avuto la meglio. Ho preso la macchina e mi sono diretto verso lospedale.
Entrato nella stanza, quasi mi è venuto un colpo. Davanti a me cera la mia ex moglie, stesa sul letto. Accanto a lei, ai due lati, dormivano placidamente due piccoli fagottini di felicità.
«Caterina, chi sono questi bambini? Di chi sono?»
«Tuoi», ha detto lei con tutta calma.
Sono rimasto zitto, cercando di dare un senso alle sue parole.
«Ma tu hai 49 anni e poi abbiamo divorziato mesi fa»
«Sette mesi, a dire il vero. Ma allora non sapevo ancora di essere incinta».
«Ma come è possibile una cosa del genere?»
«Pensavo fosse la menopausa. Chi avrebbe mai detto che il nostro addio così passionale si sarebbe trasformato in questo Ma non ti chiedo nulla, dovevo solo dirtelo».
«Due insieme Dopo tutti quegli anni che ci abbiamo provato senza risultato»
«Anchio sono rimasta scioccata. Non me ne ero nemmeno accorta fino al quinto mese. Pensavo impazzissi, sentendo quei movimenti dentro di me»
Francamente, non mi sorprese molto. Caterina era sempre stata una donna ben piazzata e dalle curve generose, quindi nessuno tra gli amici si era mai accorto di qualche cambiamento.
Quando lavevo conosciuta era già una bellissima donna formosa a me piacevano soltanto così. Abbiamo sempre vissuto bene insieme, ma il sogno dei figli ci accompagnava. Caterina faceva cure, si stressava, piangeva, ma non arrivava mai niente.
Alla fine avevamo deciso di vivere la vita per noi stessi. Lavoravamo molto, ma ci godevamo anche la vita: mare, montagne, tutte le capitali dEuropa. Negli ultimi cinque anni qualcosa tra noi, però, era cambiato. Avevamo accettato, ormai, che non ci sarebbero stati bambini. E con letà arriva anche quella sensazione amara di solitudine, quando pensi che nemmeno qualcuno andrà a sistemarti un fiore sulla tomba.
Abbiamo cominciato a litigare spesso. Caterina aveva preso ancora peso. Un giorno mi ha detto:
«Ci stiamo facendo solo del male. Forse dovremmo separarci. Magari, chissà, riuscirai ancora a diventare padre»
A dire la verità, non volevo davvero. Ma Caterina aveva già deciso. È stato doloroso, ho lasciato perdere.
Poi mi ha confessato di aver avuto paura a dirmelo: non sapeva se sarebbe riuscita a portare avanti la gravidanza, se i bambini sarebbero stati sani. Ed ecco la sorpresa.
Quello stesso giorno sono entrato in una gioielleria, ho comprato un anello e un enorme mazzo di fiori. Tornato in ospedale, le ho chiesto di risposarmi. Sono passati due anni. Siamo di nuovo insieme. I bambini stanno bene e crescono vispi, e noi beh, siamo felici, giovani genitori almeno dentro al cuore.
Voi avreste il coraggio di diventare genitori a questa età? E pensate davvero che la felicità abbia una data di scadenza? Oggi, ho imparato che i miracoli arrivano quando meno te li aspetti e che la felicità non ha età.




