C’era una volta una signora anziana con un cagnolino.

Cè una signora anziana qui a Torino che ha un cagnolino. Suo figlio le ha regalato un cagnolino preziosissimo, minuscolo, una vera miniatura. Dopo che la mamma aveva avuto un infarto, il figlio aveva pensato di regalarle quel cucciolo per tirarla su di morale, distrarla dai pensieri cupi. E sapete che ha funzionato?

La signora anzi, diciamolo, ormai è proprio una nonna ha iniziato a stare meglio. Si è rimessa in sesto! Passeggiava col suo Piccino, portandolo su un guinzaglietto sottile e a volte trasportandolo in una borsetta elegante. Piccino, perché era minuscolo come un puntino. Un cagnolino affettuoso, obbediente, vivace.

Un giorno, la nonna è uscita a passeggiare inseme a Piccino e, proprio accanto a lei, si è fermata unauto. Un ragazzo e una ragazza dalla macchina si sono incuriositi tantissimo, hanno chiesto di poter accarezzare il cucciolo. Alla nonna non andava di lasciar toccare il suo tesoro, ma si è sentita in imbarazzo a rifiutare. Così ha avvicinato Piccino al finestrino, e la ragazza lo ha afferrato; il ragazzo ha accelerato e sono spariti in un attimo.

La nonna si è messa a correre disperata dietro la macchina, urlava e piangeva. È scivolata, si è fatta male, ed è svenuta. I vicini hanno chiamato il 118, e dalla sua casa lhanno portata durgenza allospedale. Il figlio è corso da lei: la mamma era debole, con le labbra bluastre, sussurrava soltanto il nome del cagnolino. Le scendevano le lacrime e sussurrava: Piccino

Ma il figlio, sentite, è riuscito a trovare quei giovani ladri. I vicini avevano memorizzato il numero della targa e avevano capito da chi erano andati. Il figlio si è rivolto ai suoi amici tra cui cera chi lavorava nelle forze dellordine e in poco tempo hanno scoperto dove abitava il proprietario dellauto. Una villa lussuosa, niente miseria, e la macchina era unauto costosissima, facile da riconoscere.

Il figlio è andato a quella casa. Ha fatto aprire la porta poco importa come e ha visto Piccino: era stremato, quasi irriconoscibile. Dal giorno del rapimento non aveva né mangiato né bevuto, piangeva forte, e poi nemmeno più piangere riusciva; gemeva piano e singhiozzava.

Alla fine, il figlio ha ripreso Piccino: non importa come, lo ha riportato a casa. Daltronde, quei ladri si erano già stancati del cane; volevano solo giocarci e divertirsi, ma si ritrovavano con una creaturina malata, che non serviva a nulla, che dava solo fastidio e sporcava.

La nonna è guarita, per fortuna. Anche Piccino si è ripreso. Ora fanno le loro passeggiate con prudenza, non si avvicinano a nessuno, e Piccino si rifugia subito nella borsa se qualcuno si avvicina. Per fortuna, tutto si è concluso bene.

Ecco cosa penso: non bisogna rubare la felicità degli altri. Né laffetto. Magari è lunica cosa che tiene in vita una persona: una compagnia, una vecchia bicicletta, un orticello di trenta metri quadri, o il primo premio a una gara che a voi sembra insignificante

È proprio questo il microscopico che sostiene le persone. Non bisogna portare via per capriccio un cagnolino dagli altri. E non porterà mai gioia quello che si ruba: la felicità sottratta non fa mai bene, perdonate il gioco di parole.

Si può distruggere la vita di qualcuno anche solo per una cosa piccolissima, che era tutto il suo mondo. Ma anche lanima, dicono, è minuscola. Pesa pochi grammi. E ci sta dentro tutta la nostra vita.

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