Come Tania è diventata mamma grazie alla sua bontà d’animo…

Come Giulia è diventata mamma grazie alla sua bontà danimo

Giulia rientrava nel suo condominio di Firenze, quando notò una scatola davanti alla porta di casa. Guardò incuriosita e vidi dentro, raggomitolati assieme, un cagnolino e un gatto. I due, occhi grandi e impauriti, tremolavano e scrutavano Giulia in silenzio.

Ma cosa succede? Chi siete voi due? domandò Giulia a bassa voce, quasi sperando che i due abbandonati le rispondessero.

Proprio allora si aprì la porta dellappartamento accanto, e la signora Rita, sua vicina anziana, tirò fuori la testa.

Oh, Giulia cara, buonasera. Hai saputo la notizia? Povera Valentina del secondo piano ci ha lasciati, e la nipote non è riuscita a sistemare i suoi animali

Li ha proposti a tutti, ma nessuno li vuole. Io ho già il mio micio, che non sopporta altri animali in casa, altri hanno allergie Magari tu e Nicola potreste prenderli? Siete giovani, avete uno stipendio buono, non avete bambini…

Giulia esistava. In realtà non pensavamo di prendere animali domestici, figurati due

Ma non vanno separati, si vogliono bene, dormivano sempre insieme Michela portava il cane a passeggio, e il gatto usciva da solo; non risultavano mai problematici.

Che ne dici, ci pensi? chiese la signora Rita con un tono quasi supplichevole.

E se non li prendessimo? domandò Giulia, quasi timorosa della risposta Che ne sarà di loro?

Mi hanno detto che li portano a sopprimere. Hanno già preparato la scatola. E la casa quasi venduta: ai nuovi proprietari non servono animali spiegò la vicina.

Proprio in quel momento, entrò nellandrone un uomo del palazzo che salutò Giulia con un cenno. Guardò la scatola e aggiunse:

Perché non li prendi tu, Giulia? Sono tranquilli e oramai anziani. Chiedono poco, solo un po daffetto. Nessuno li vuole davvero Era una persona buona, la loro padrona.

Giulia non riuscì più a resistere. Va bene, li prendo io. Non sopporto lidea che finiscano soppressi. Ma come si chiamano? Abitiamo qui solo da due anni, non conoscevamo Valentina molto bene…

Luomo sorrise, sollevando la scatola allinterno della casa. Il cane si chiama Pipo, il gatto Arturo. Grazie infinite disse mentre lasciava sul mobiletto di ingresso una banconota da venti euro insieme al guinzaglio. Per le prime spese Ancora grazie!

Giulia chiuse la porta, si tolse la giacca e si inginocchiò davanti ai suoi nuovi amici.

Allora ragazzi? Nicola farà un salto quando vi vedrà! Speriamo che non ci cacci tutti di casa In realtà è buonissimo, e magari si affezionerà anche lui.

Non abbiate paura, qui non vi succederà nulla di male. Pensare che volevano sopprimervi assurdo!

Forse, il gatto aveva intuito qualcosa: si fece coraggio, uscì dalla scatola e iniziò ad esplorare la casa. Il cane invece rimase seduto ancora un po, osservando in silenzio la donna e il suo compagno peloso.

Giulia corse in cucina e aprì il frigorifero. Ovviamente non aveva niente di adatto a loro, allora preparò una pentola di riso con pezzetti di carne: perfetto per due animali ormai spaesati.

Con sollievo, vide che Arturo, terminato il giro della casa, si avvicinava curioso al cibo messo nella ciotola. Giulia invitò anche Pipo; lui esitò a lungo, ma appena vide il gatto che mangiava di gusto, si avvicinò e la guardò con occhi profondamente tristi.

Poco dopo rientrò Nicola, il marito di Giulia. Rimase davvero sorpreso, ma insieme decisero di cercare comunque, magari tra amici e conoscenti con case più grandi o giardini, chi potesse adottare i due animali.

Giulia e Nicola erano sposati da quattro anni e si erano trasferiti solo due anni prima in quellappartamento. La loro vita era serena, si volevano bene, ma lassenza di un figlio pesava.

Tu che ami sempre la casa così ordinata non avresti mai pensato di prendere un animale, figuriamoci due! disse Nicola, ridendo.

Pensavo che prima o poi saremmo stati genitori E invece, ecco chi ci è toccato in sorte. Non sopporto lidea che li sopprimano! Scusa Giulia stava per piangere.

Anche a me piacciono gli animali, Giulia! Dai, non preoccuparti, domani magari chiedo in ufficio se qualcuno desidera adottarli la consolò Nicola.

Da quel giorno la vita in casa cambiò. Il gatto e il cane si adattarono in fretta, probabilmente anche perché la loro vecchia casa era giusto sopra quella di Giulia e Nicola: stesso cortile, stessa disposizione.

Forza, miei dolci! li rincuorava Giulia Sembra quasi che abbiate sempre vissuto con noi

Portava Pipo a passeggio tre volte al giorno, Arturo invece usciva e rientrava dalla finestra della cucina, così comera abituato.

La signora Rita era felice che Giulia avesse accolto i due amici, portava ogni tanto ossa avanzate dal brodo per Pipo e un po di riso al gatto Arturo.

La sera si rideva di gusto, vedendo il gatto scatenarsi con i nuovi giochi e Pipo accoccolato sulla sua nuova copertina.

Dormivano sempre insieme, e la giovane coppia capì che sarebbe stato davvero crudele separare quei due amici.

Dopo qualche mese, Giulia e Nicola avevano ormai deciso che non avrebbero più cercato una nuova sistemazione per gli animali: si erano troppo affezionati.

Nei weekend passava a trovare Giulia anche la madre, che abitava poco distante. Pure lei si affezionò ai nuovi arrivati, benché allinizio fosse rimasta allibita.

Prenderei volentieri il gatto, ma vivo al terzo piano, e lui ama scendere in cortile… diceva la madre.

Ma Giulia fu irremovibile: No, mamma, dovrai venire tu da noi, quando andremo in vacanza o avremo bisogno. Ci affiderai le piante e sorveglierai i nostri amici a quattro zampe.

Arrivò lestate e la coppia partì per qualche giorno al mare. Giulia chiamava spesso la madre, un po troppo in ansia per loro e per gli animali.

Tutto bene, stai tranquilla! Mangiano e dormono insieme, usciamo a fare una passeggiata ogni giorno Goditi il mare! la rassicurava la mamma.

Al ritorno Giulia fu sorpresa dallentusiasmo incontenibile con cui Pipo e Arturo la accolsero. Il cane saltava e scodinzolava come un pazzo, mentre il gatto, dopo aver sopportato il caos del cane, si strofinò forte contro le gambe di Nicola, facendo le fusa.

Hai visto? Ci amano davvero disse Nicola, ridendo contento. Giulia accarezzò Pipo e si precipitò a dare la pappa a tutti.

Da allora si svegliava sempre prima, così da riuscire a portare fuori Pipo e preparare la colazione per i suoi amici pelosi.

Qualche mese dopo, con grande emozione, Giulia annunciò a Nicola di aspettare finalmente un bambino. Fu una festa: i due felicissimi, e la mamma di Giulia ancora di più.

Non è un caso che siano arrivati da te Pipo e Arturo, diceva la madre Forse il cielo ti ha voluto mettere alla prova, vedere quanto è grande il tuo cuore. E guarda, ora sei pronta a diventare mamma.

Può darsi, mamma Io alle superstizioni non credo tanto, ma è vero: badare a loro è stato davvero un buon allenamento per la maternità.

Pulizia, attenzioni, cure, coccole… Sono proprio come figli!

Se vuoi, posso prenderli in casa qualche tempo, così ti sarà più facile, quando nascerà il piccolo propose la mamma.

No, davvero, mamma. Ce la caveremo. E poi ci terrai compagnia, passeggiando con il nipotino nella carrozzina o coccolando i mici rispose Giulia, abbracciandola.

La gravidanza filò liscia. Giulia diede alla luce un bel maschietto. Nicola era al settimo cielo, come tutta la famiglia.

Pipo, ormai anziano e calmo, non abbaiava mai. Arturo era indipendente e discreto: durante il bel tempo se ne stava in cortile o si arrampicava sulle piante del giardinetto. Tutti vivevano in armonia: ora la famiglia era completa.

Al mercato, tra i portici, si raccontava da tempo la storia di come Giulia fosse diventata madre grazie al suo cuore grande, e la signora Rita ne faceva una specie di leggenda della via.

Lei sosteneva che fosse la prova che la generosità non va mai perduta: luniverso ci ricompensa sempre per la bontà danimo.

E alla fine, questa storia insegna che a volte accogliendo chi ha bisogno, anche gli animali, si crea spazio per la felicità. La bontà di cuore torna sempre indietro, regalando ciò che più desideriamo nei momenti più inaspettati.

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