Il marito ha mandato la moglie in campagna per farla dimagrire, perché aveva perso la testa, così da potersi dedicare liberamente ai piaceri con la sua segretaria.
« Stefano, non capisco cosa intendi », disse Beatrice.
« Niente di che », rispose lui. « Ho solo bisogno di un po di solitudine, di riposarmi. Vai in campagna, rilassati, perdi qualche chilo. Altrimenti sei diventata proprio spenta. »
Lanciò unocchiata sprezzante alla figura della moglie. Beatrice sapeva di aver preso peso per colpa delle medicine, ma non replicò.
« Dovè questa campagna? » chiese.
« In un posto bellissimo », sorrise Stefano. « Ti piacerà. »
Beatrice decise di non discutere. Anche lei aveva bisogno di riposo. « Forse siamo solo stanchi luno dellaltra », pensò. « Lasciamolo stare un po. E non tornerò finché non me lo chiederà lui. »
Iniziò a preparare le valigie.
« Non sei arrabbiata con me, vero? » precisò Stefano. « È solo per un po, per farti riposare. »
« No, va tutto bene », rispose Beatrice con un sorriso.
« Allora vado », disse Stefano, dandole un bacio sulla guancia prima di uscire.
Beatrice sospirò profondamente. I loro baci non avevano più il calore di un tempo.
Il viaggio durò molto più del previsto. Beatrice sbagliò strada due volte il navigatore si impuntava e non cera campo. Alla fine apparve un cartello con il nome del borgo. Il posto era isolato, le case, benché vecchie, erano ben tenute, con bei dettagli in legno intagliato.
« Qui non cè niente di moderno », pensò Beatrice.
E non sbagliava. La casa sembrava una baracca. Senza macchina né telefono, sarebbe sembrato di vivere nel passato. Estrasse il cellulare. « Lo chiamo subito », si disse, ma ancora non cera segnale.
Il sole tramontava e Beatrice era stanca. Se non avesse trovato la casa, avrebbe dormito in macchina.
Non aveva voglia di tornare in città, né di dare a Stefano il gusto di dire che non sapeva cavarsela.
Scese dallauto. La sua giacca rossa spiccava ridicolmente nel paesaggio del borgo. Sorrise tra sé.
« Bene, Beatrice, non ci perdiamo », disse a voce alta.
La mattina dopo, il canto di un gallo la svegliò mentre dormiva in auto.
« Ma che baccano? » borbottò Beatrice abbassando il finestrino.
Il gallo la fissò con un occhio solo, poi ricominciò a schiamazzare.
« Perché urli così? » esclamò lei, ma vide una scopa sventolare davanti al vetro e il gallo tacque.
Sulla strada apparve un anziano.
« Buongiorno! » la salutò.
Beatrice lo osservò, stupita. Quella gente sembrava uscita da una favola.
« Non badare al gallo », disse il vecchio. « È buono, ma strilla come se lo stessero scuoiando. »
Beatrice scoppiò a ridere, il sonno svanì allistante. Anche lanziano sorrise.
« Resti qui a lungo o è solo una tappa? »
« Per riposarmi, finché durerà », rispose Beatrice.
« Entra pure, piccola. Vieni a fare colazione. Conoscerai anche la nonna. Fa delle torte e non cè nessuno a mangiarle. I nipoti vengono una volta lanno, i figli pure »
Beatrice non esitò. Doveva conoscere la gente del posto.
La moglie del vecchio si rivelò una vera nonna da favola grembiule, foulard, sorriso sdentato e rughe gentili. La casa era pulita e accogliente.
« È meraviglioso qui! » esclamò Beatrice. « Perché i figli non vengono più spesso? »
Maria fece un gesto di rassegnazione.
« Siamo noi a dirgli di non venire. Le strade sono un disastro. Dopo la pioggia ci vuole una settimana per uscire. Cera un ponte anni fa, ma era vecchio. È crollato quindici anni fa. Viviamo come reclusi. Giuseppe va al negozio una volta a settimana. La barca non regge più. Lui è forte, ma letà si fa sentire »
« Queste torte sono divine! » esclamò Beatrice. « Nessuno si occupa di voi? Qualcuno dovrebbe farlo. »
« A che serve? Siamo solo in trenta. Un tempo eravamo centinaia. Ora tutti se ne sono andati. »
Beatrice rifletté.
« Strano. E il comune dovè? »
« Dallaltra parte del ponte. Con la deviazione, sessanta chilometri. Credi che non ci siamo lamentati? La risposta è sempre la stessa: non ci sono soldi. »
Beatrice capì di aver trovato un progetto per la sua vacanza.
« Ditemi, dove posso trovare il sindaco? O mi accompagnate? Non sembra che piova. »
Gli anziani si guardarono.
« Sei seria? Sei venuta per riposarti. »
« Lo sono. Il riposo può prendere tante forme. E se dovesse piovere? Devo pensare anche a me. »
Sorrisero calorosamente.
Allufficio comunale le dissero:
« Ma quando la smetterete! Ci fate passare per i cattivi. Guardate le strade in paese! Chi diavolo pagherà per un ponte che serve a trenta persone? Cercate uno sponsor. Tipo Rossi. Lo conosci? »
Beatrice annuì. Certo che lo conosceva Rossi era il proprietario dellazienda dove lavorava Stefano. Era nato lì; i suoi genitori si erano trasferiti quando aveva dieci anni.
Dopo una notte di riflessione, Beatrice prese una decisione. Aveva il numero di Rossi suo marito lo aveva chiamato più volte dal suo telefono. Decise di contattarlo senza rivelare che Stefano era suo marito.
Al primo tentativo non rispose, al secondo Rossi ascoltò, tacque un attimo, poi scoppiò a ridere.
« Sa, quasi mi ero dimenticato di essere nato lì. Come va? »
Beatrice si illuminò.
« Benissimo, tranquillo, la gente è splendida. Ti mando foto e video. Luca, ho provato di tutto nessuno aiuta gli anziani. Tu potresti fare qualcosa. »
« Ci penserò. Mandami le foto, voglio ricordare comera. »
Per due giorni Beatrice filmò e fotografò per Rossi. I messaggi furono letti, ma nessuna risposta. Stava per arrendersi, quando Luca chiamò:
« Beatrice, può venire domani in ufficio in via Garibaldi alle tre? Prepari un piano dei lavori. »
« Certo, grazie, Luca! »
« Sa, è come tornare indietro nel tempo. La vita corre non cè mai tempo per fermarsi a sognare. »
« Lo capisco. Ma dovresti venire di persona. Domani ci sarò. »
Appena riattaccò, realizzò: era lo stesso ufficio di Stefano. Sorrise, immaginando la sorpresa.
Arrivò in anticipo, con unora danticipo. Parcheggiata lauto, si diresse verso lufficio di Stefano. La segretaria non cera. Entrò e sentì voci dalla sala relax. Lì trovò Stefano e la sua segretaria.
Alla vista di Beatrice, rimasero di sasso. Lei restò immobile sulla porta, mentre Stefano si alzò di colpo, cercando di sistemarsi i pantaloni.
« Beatrice, cosa fai qui? »
Beatrice scappò dallufficio e, nel corridoio, incrociò Luca. Gli diede i documenti e,



