Niente nozze
Ludovica entra nella stanza e si blocca sulla soglia. Davanti a lei, vestita di bianco, cè Martina ed è splendida. Labito valorizza la sua figura e nei suoi occhi si riflette una felicità delicata, quasi impalpabile. Ludovica non riesce a trattenere lentusiasmo:
Mamma mia, sei davvero radiosa! esclama senza distogliere lo sguardo dallamica. Sono così felice per te! Finalmente hai voltato pagina e aperto il tuo cuore a nuovi sentimenti, dimenticando Alessandro! Sei stata bravissima!
Un lieve fremito attraversa il viso di Martina, il sorriso si spegne subito. Si affretta a staccare i bottoncini laterali dellabito senza guardare Ludovica.
Meglio se lo tolgo , mormora, sbottonando abilmente labito sul fianco. Mancano solo due settimane al matrimonio. Se succede qualcosa, non troveremmo mai uno simile.
Ludovica si morde il labbro. Ha capito di aver toccato un tasto dolente. Perché parlare di Alessandro proprio adesso? Ora che nella vita di Martina cè un uomo che merita, il passato non deve più contare! Dopo tutto quello che ha fatto Alessandro, non vale una lacrima di Martina!
Un tempo Martina credeva che fosse luomo giusto, lunico. Era convinta che la loro storia sarebbe durata. Poi, però, qualcosa ha cominciato a crollare. Prima Alessandro è diventato sfuggente, ha iniziato a trovare scuse per non vedersi, poi si è messo a criticare le sue scelte, le sue amiche, persino i suoi sogni. Le ha fatto abbandonare un progetto promettente in azienda, ha insinuato che lesperienza allestero non facesse per lei e alla fine, ha insistito perché cambiasse addirittura lavoro.
I genitori di Martina non capivano cosa stesse succedendo. Vedevamo la loro figlia svanire, perdere sé stessa, ma erano impotenti. Provavano a parlarle e scoppiavano litigate: Alessandro laveva convinta che i familiari non lo accettassero e volessero distruggere il loro grande amore. Così, sempre più spesso, Martina si era allontanata dai parenti.
Poi lui è sparito. Così, allimprovviso, senza spiegazioni, senza neppure una lettera di addio. Lasciandole solo una profonda ferita e una bimba che Martina ha deciso, con forza, di tenere.
Mentre ora osserva Martina che si toglie di corsa il vestito da sposa, Ludovica sente il rimorso farsi vivo. Voleva solo gioire della sua felicità, vederla finalmente serena, non risvegliare ricordi dolorosi.
Oggi la piccola Alessia sì, Martina ha dato il nome del padre alla figlia ha quattro anni. È vivace, incredibilmente curiosa: chiede sempre perché il cielo sia azzurro, dove vanno le nuvole, osserva con gran sorpresa le formiche quando va al parco. Le maestre della scuola materna sottolineano spesso la sua intelligenza vivace: impara le filastrocche con facilità, ascolta incantata le storie più lunghe, coglie tutto al volo.
La bimba trascorre quasi tutto il tempo dai nonni materni i genitori di Martina. Si sono presi cura di lei con entusiasmo, portandola alla materna bilingue, facendole frequentare la piscina, lisola di danza per bambini. Martina va a trovare la figlia alcune volte a settimana, ma più di unora non si trattiene mai.
La ragione è dolorosa. Alessia ha preso tutto dal papà: i capelli bruni, i ricci ribelli, gli occhi scuri con quello stesso taglio ironico, perfino quel sorriso beffardo identico al suo. Ogni volta che la guarda, Martina si ritrova catapultata nel passato, in quegli anni in cui credeva che avrebbero costruito una bella famiglia. Ama la figlia più della sua stessa vita, orgogliosa per ogni traguardo raggiunto, felice per ogni sorriso. Ma insieme allamore torna, inesorabile, quel dolore sordo. Se le capita di abbracciarla o incrociare il suo sguardo, le lacrime salgono rapide agli occhi. Si allontana, finge di cercare qualcosa in borsa, di sistemarsi i vestiti, e piange di nascosto, quando Alessia non vede.
Una sera Martina torna dai suoi per riprendere la figlia. La bambina sta assemblando un puzzle sul tappeto, le sopracciglia aggrottate per la concentrazione. Appena vede la mamma, la raggiunge di corsa.
Mamma, guarda! esclama trascinandola sul tappeto. Sto finendo il castello! Questo è lalbero e lì lì ci sarà un cane!
Martina si inginocchia vicino a lei, sforzandosi di sorridere.
Che bello quanto sei brava, che precisione! le sussurra, accarezzandole i capelli.
Alessia resta un attimo pensierosa, poi alza gli occhi verso la mamma:
Mamma dovè il mio papà? Allasilo tutti hanno il papà, solo io no
Martina si blocca. Dentro tutto si stringe, ma riesce a mantenere un tono sereno:
Non lo so, tesoro. Il papà ora è lontano, ma pensa spesso a te, davvero.
E perché non chiama mai? domanda la piccola, seria, come se stesse cercando di capire un mistero grande. Gli racconterei che so già allacciarmi le scarpe da sola!
È solo molto occupato, risponde Martina, sentendosi un nodo alla gola che non va giù. Ma sono certa che sarebbe molto orgoglioso di te.
Alessia sembra riflettere un secondo, poi annuisce decisa e riprende il puzzle.
Ok! Allora finisco il castello e il papà vedrà quanto sono brava!
Martina resta accanto a lei, in silenzio, accarezzando dolcemente i suoi capelli e respirando a fondo lodore di shampoo per bambini. Tenta di imprimere nella memoria quellattimo: la figlia vicina, felice, fiduciosa, nonostante tutte le domande a cui lei non può rispondere.
Eppure, Martina non smette di pensare ad Alessandro. In fondo, cerca ancora di giustificarlo. Forse gli è successo qualcosa di grave. Forse è nei guai e non può farsi vivo. Questi pensieri sono la sua ancora: la aiutano a non cadere nella disperazione.
La famiglia e gli amici hanno provato più volte a parlarle. La madre, con dolcezza, le suggeriva di guardare avanti, di concentrarsi su Alessia e su sé stessa. Gli amici meno diplomatici: Ti ha lasciata. Basta, devi accettarlo e andare avanti!. Martina si ribella, ricorda le promesse, i momenti felici. E così, dopo le discussioni, si chiude in sé stessa e gli altri, scoraggiati, la lasciano stare.
Ma non resta ferma ad aspettare. Ogni tanto controlla i social, chiama nei posti dove magari lui potrebbe ancora andare, pubblica messaggi per cercare aiuto. Nulla, però. Forse non può o non vuole ammettere che Alessandro lha abbandonata e non vuole tornare.
Poi, dopo cinque anni, è arrivato un uomo capace di far breccia nel suo cuore: si sono incontrati per caso, al compleanno di unamica in comune. Davide non è passato inosservato a Martina. Un uomo affidabile questo laggettivo che più le viene in mente vero, semplice, attento. Da subito Martina ha sentito che con lui non doveva indossare maschere: se era stanca, la riportava subito a casa, se aveva voglia di silenzio, non la costringeva a parlare. Era quello che credeva di aver sempre cercato: serio, equilibrato, e soprattutto sinceramente innamorato.
Davide dimostrava i suoi sentimenti anche nei dettagli: ricordava il suo tipo di caffè, faceva domande su colleghi e amici e si preoccupava di tutto senza mai essere invadente. Letteralmente la coccolava, e Martina, silenziosamente, si lasciava viziare.
La cosa che più la colpiva era il rapporto che aveva instaurato con Alessia. La prima volta la bambina lo guardava sospettosa, ancorata alla mano della mamma. Ma Davide, con una naturalezza disarmante, si accovacciò per essere al suo livello e le chiese quali cartoni animati preferisse. Dopo mezzora già costruivano insieme con i mattoncini, e la piccola gli mostrava con entusiasmo i suoi giochi.
Col tempo Davide è diventato di casa dai genitori di Martina e Alessia. Portava la bimba al parco, le insegnava ad andare in bici, le leggeva le fiabe prima di dormire. Un giorno, mentre Martina li osservava mentre disegnavano tutti insieme, Davide le disse: Vorrei essere davvero un padre per lei. Se vuoi, sono pronto ad adottarla.
Ludovica non poteva che gioire per lamica: finalmente vedeva Martina risplendere, la sua ansia spariva, il sorriso diventava autentico. Ma oggi Ludovica ha commesso una leggerezza, accennando ad Alessandro. Ora spera solo che Martina non ci pensi su troppo e non cada in depressione.
Ma Martina sembra tranquilla.
Sono cresciuta, dice con un sorriso leggero, posando con cura il vestito sul letto. Ora so che i miei sentimenti per Alessandro devono restare nel passato. A volte mi pento persino di aver chiamato mia figlia come lui. Che sciocca come avete fatto a sopportarmi?
Ludovica le stringe dolcemente la mano.
Hai intenzione di riportare Alessia a vivere con te?
Sì, risponde Martina diventando seria. Davide ci tiene molto. Ha anche proposto di cambiarle nome, per aiutarmi a voltare davvero pagina. Dovremo comunque rifare il certificato di nascita dopo ladozione.
Mentre osserva le gocce di pioggia che scorrono sul vetro, si lascia andare a una riflessione:
Prima avevo paura che Alessia mi ricordasse sempre il passato. Ora capisco che ho sbagliato. Lei è mia figlia, merita una vera famiglia, con due genitori che lamano! I nonni sono fantastici, ma non bastano. Davide vuole davvero essere suo padre! Dovresti vedere come si è affezionato a lei
Perfetta come idea! si illumina Ludovica. Potresti chiederle quale nome le piacerebbe più. Così si abitua meglio al cambiamento.
Non lo so Ci penseremo.
In realtà, Martina mente a sé stessa. Ama ancora Alessandro, quellamore non è scomparso. Ma quellamore non le ha dato nulla di buono. I genitori le negano spesso la figlia, perché ogni volta che la incontra Martina finisce in lacrime, spaventando Alessia. Gli amici non vogliono ascoltare più i suoi problemi e dietro le spalle dubitano della sua stabilità. È ora di lasciar andare il passato e pensare solo al presente.
Come, ad esempio, al matrimonio.
Ma è terribilmente difficile!
Davide è un uomo splendido, ma non è Alessandro. Martina non prova per lui un amore profondo, si limita ad approfittare del suo affetto.
Se Alessandro tornasse darebbe tutto per stare con lui
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Le nozze non si faranno! esclama Martina, gli occhi pieni di fuoco, quasi ballando. È finita! Ognuno per la propria strada!
Davide la guarda confuso, cercando di capire se sia uno scherzo crudele. Mancava solo una settimana alle nozze avevano scelto il menù, i fiori, mandato gli inviti. Tutto sembrava così concreto, così vicino e adesso lei se ne esce così?
Come sarebbe a dire niente nozze? chiede senza parole. Martina, che succede? Parla chiaro.
Ma Martina scaccia le domande agitando le mani nellaria. Gira per la stanza, afferra le sue cose e le getta in una valigia aperta. I suoi occhi brillano, sulle labbra si disegna un sorriso inedito, sincero, vero.
È tornato Alessandro! sussurra, senza nemmeno guardare Davide. La felicità nella sua voce è così autentica da farlo gelare È arrivato ieri, ci siamo chiariti Non ci credevo neanche io!
Si ferma di colpo, si gira verso Davide, negli occhi brilla solo entusiasmo e impazienza, nessun rimpianto.
Ti ringrazio per tutto quello che hai fatto prosegue con un tono più dolce. Con te stavo bene, ero serena Sei una persona splendida, Davide. Ma non ti ho mai amato davvero. Ora che ho unopportunità per essere felice davvero, non posso lasciarmela sfuggire.
Davide sente raffreddarsi tutto dentro di sé. Ancora Alessandro. Quelluomo di cui Martina parlava sempre con adorazione, facendolo sentire di troppo. Aveva capito che lei ancora pensava a lui, ma sperava che il tempo e una nuova vita lavrebbero cambiata.
Hai parlato con lui? chiede con voce strozzata, come se mancasse laria. Che scusa si è inventato questa volta?
Non si è giustificato affatto, riprende Martina brusca. Ha solo detto che ha capito lerrore. Che mi ha pensata ogni giorno!
Torna a voltarsi, continua a svuotare i cassetti. Davide resta immobile, sentendo il mondo spegnersi attorno a lui.
Abbiamo parlato al telefono continua lei, frugando tra i suoi oggetti. I suoi hanno insistito perché studiasse allestero, non ha potuto avvertirmi. Immagini? In tutto quel tempo pensava solo a me, solo che non poteva contattarmi. Ma ora è diverso: resteremo insieme, vivremo felici!
Martina ricorda le emozioni di quella telefonata con Alessandro, la prima dopo anni. La sua voce tremava:
Martina, lo so che tutto questo è assurdo. Ma i miei mi hanno praticamente obbligato, o Londra o tagliano tutto. Ho resistito, ma mi hanno bloccato le carte, chiuso laccesso ai soldi. Non avevo neppure un telefono!
E perché non mi hai chiamata almeno una volta? chiese Martina, la voce rotta.
Non potevo. E cosa ti avrei detto? Che sono un debole?
In quel momento, ascoltandolo, Martina sentiva sciogliersi via ogni rancore, ogni amarezza. Aveva aspettato questa chiamata ogni istante della sua vita.
Ora sarà tutto diverso, diceva Alessandro. Ho lasciato luniversità, sono tornato. Non ti lascerò mai più.
Quelle parole continuano a risuonarle in testa mentre ora fa la valigia davanti a Davide.
Fa un ultimo giro veloce con lo sguardo prima di notare il colorito pallido di Davide. Il suo volto è bianco, lo sguardo fisso nel vuoto.
Non preoccuparti, aggiunge Martina più gentile, ma ancora decisa. Ho già avvisato tutti che il matrimonio è saltato. Ho spiegato la situazione, li ho pregati di non disturbarti. Ovviamente riceverai attenzioni solidali, ma sei forte, ce la farai.
Aggiusta la valigia, ne tira su la maniglia come se fosse la cosa più importante. Poi punta nuovamente Davide con gli occhi: in loro non cè dubbio.
E ti prego, non chiamarmi, non mandarmi messaggi inutili, niente vocali dice fredda, quasi imperativa. Ho deciso, e non torno indietro per nessuna ragione!
Afferra la valigia pesante, si raddrizza e si avvia decisa verso la porta, temendo che anche solo un attimo desitazione possa farle cambiare idea.
Davide resta solo in stanza, schiacciato dal dolore e dalla confusione. Respira a fondo, cerca di trattenersi. Vorrebbe urlare, chiedere spiegazioni, ma si reprime non vuole sembrare debole. Stringe i pugni e, dopo un momento, prova a parlare con calma apparente:
Non stai correndo un po troppo? le domanda, fissandola.
Martina si arresta con la mano sulla maniglia, ma non si volta. Le sue spalle sono rigide.
E se lui non volesse davvero tornare con te? Se non volesse riconoscere la bambina? Ti ha già chiesto di sposarlo?
Martina si gira di scatto. Il suo volto è acceso, quasi furioso. Fa qualche passo decisa verso di lui.
Mi ha chiesto di incontrarlo per parlarmi seriamente! grida. Questo basta! E smettila di insinuare cose su di lui, Alessandro non è così!
La voce le trema per un attimo, poi si ricompone e tira di nuovo la valigia verso la porta.
Potresti anche aiutarmi, sussurra tra i denti, sollevando a stento la valigia.
Davide muove istintivamente un passo avanti, come per aiutarla, ma si trattiene. Perché dovrebbe aiutare qualcuno che distrugge i suoi sentimenti? Vede che ormai, idealmente, Martina è già altrove, accanto ad Alessandro. Negli occhi le brilla una certezza quasi folle: sta per iniziare una nuova vita ricca di felicità e amore. Sogna già Alessandro che la accoglie dicendole che tutto andrà bene e potranno finalmente stare insieme.
Ma la realtà sarà ben diversa. Alessandro, con quella conversazione importante, non intendeva né dichiararsi né chiederle di sposarlo: vuole solo spiegare le sue ragioni e iniziare un nuovo capitolo, ma senza Martina. Tanto più che ora è impegnato con unaltra.
Martina, persa nei suoi sogni, non coglie lovvio. Aspettava questo momento da troppo tempo per accettare unaltra delusione.
Con fatica, tira la valigia fuori dalla porta, si ferma per un attimo come per dire qualcosa, poi cambia idea, spalanca la porta e scompare nel corridoio.
Davide resta immobile nella stanza, guardando la porta chiusa. Nellaria cè ancora la scia del suo profumo, e nelle orecchie rimbomba Alessandro non è così!
Siede lentamente su uno sgabello, la stanchezza che cade pesante come piombo. Tutto è successo troppo in fretta, in modo definitivo. Ora dovrà imparare a convivere con questo: senza Martina, senza progetti, senza illusioni
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Alessandro apre la porta, stupito dalla visita mattutina. Sulla soglia cè Martina con due valigie; il suo viso è colmo di gioia, negli occhi brucia uninesauribile speranza. Lui rimane senza parole. Gli rimbalza in testa solo un pensiero: Comè potuta arrivare a tanto?
Era convinto che tutto fosse finito. Martina si era messa con Davide, lui aveva potuto tornare serenamente nella sua Firenze, vivere con la moglie, dimenticare vecchie telefonate e lacrime. Aveva persino ringraziato Martina mentalmente per aver voltato pagina: aveva risolto tutto da sé.
E sì, le aveva telefonato ma solo per spiegare, per mettere un punto!
Ma ora lei è sulla porta di casa con le valigie, chiaramente aspettandosi qualcosa di più di una semplice conversazione. Alessandro indietreggia distinto.
Alessandro! esclama Martina non appena lo vede. Ho deciso tutto. Sono qui, finalmente staremo insieme!
Parla sicura, come se non potessero esserci alternative. Fa un passo avanti, ma lui alza una mano, fermandola.
Martina, aspetta inizia con aria gentile. Forse non sai tutto.
La fronte di Martina si corruccia; il sorriso si spegne.
Come sarebbe? Avevamo detto che ci saremmo incontrati a chiarire!
Alessandro sospira a fondo, consapevole che il momento della verità è arrivato.
Martina, sono sposato. Da due anni. E con mia moglie sono felice.
Martina resta pietrificata, gli occhi sbarrati dallo shock. Trascorrono secondi di silenzio, poi il viso si deforma in un misto di panico, rabbia, incredulità.
Cosa dici? sussurra scuotendo la testa. Non è possibile Mi hai chiamata tu, mi hai detto che le cose erano cambiate!
Ti ho chiamata per salutarti da amico, spiega lui sottovoce. Per dirti che ormai le nostre strade sono diverse. Ma forse hai inteso tuttaltro.
Martina indietreggia, le mani tremano. Stringe i pugni per mantenere il controllo, ma è sopraffatta dalle emozioni.
Hai mentito tutto il tempo! urla, la voce rotta dallira e dalla delusione. Come hai potuto? Ho lasciato tutto per te!
Alessandro sente lirritazione farsi largo. Non vuole litigare né giustificarsi, ma Martina non accenna ad andarsene.
Non ti avevo promesso nulla, taglia secco. Hai deciso tu che dovevamo stare insieme. Ho cercato di proteggerti, per quello ti parlavo con delicatezza. Adesso però è tutto chiaro, no?
Martina afferra con rabbia una delle valigie e la scaglia a terra. Le sue cose volano nellandrone, ma non le importa. Inizia a gridare, a pretendere risposte, la voce sempre più alta.
Alla fine Alessandro è costretto a condurla fuori, con gentilezza ma decisione, chiudendo la porta dietro di sé. Martina bussa, urla, chiama il suo nome. I vicini sbirciano, qualcuno sbuffa, qualcuno minaccia di chiamare la polizia.
Dopo unora, con la voce rotta, Martina finalmente si arrende. Prima di andarsene, lancia uno sguardo alla porta di Alessandro e grida tra le lacrime:
Tornerò! Vedrai che te ne pentirai!
Alessandro chiude gli occhi, sopraffatto dalla fatica. Sa che non è finita. Martina è caparbia e, se si mette in testa qualcosa, non si arrende.
Si siede in soggiorno, riprende in mano il telefono e apre subito un portale immobiliare:
Devo vendere casa e trovarne unaltra. Possibilmente allaltro capo della città
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Martina cammina per Milano senza vedere nulla. Gli occhi inondati di lacrime, i pensieri sparsi, il cuore vuoto e pesante. Non riesce ancora a credere davvero a quanto successo. Si era immaginata che Alessandro lavrebbe accolta a braccia aperte, proclamando che laveva sempre aspettata, che sarebbero stati finalmente insieme. Invece la realtà è stata dura e spietata.
Gira tanto, quasi persa, finché, senza rendersene conto, si trova davanti al portone di Davide. Si asciuga le lacrime, si sistema i capelli, cerca di ricomporsi e, dopo un respiro profondo, sale le scale e suona.
Davide apre la porta dopo qualche istante. Il suo viso è freddo, distante. Guarda Martina senza invitarla a entrare.
Davide, ti prego, comincia lei con la voce tremante. So di aver fatto un errore enorme, capisco quanto sono stata ingiusta e crudele. Ma io vorrei sistemare tutto.
Si ferma, cerca le parole. Le lacrime fanno capolino di nuovo.
Non nominerò mai più Alessandro, prosegue fissandolo negli occhi. Te lo giuro. È stato tutto un errore. Con te potrei essere davvero felice. Ti prego, dammi una possibilità.
La sua voce è sincera, quasi disperata. In quel momento è convinta che, se Davide la perdona, tutto tornerà a posto.
Davide scuote piano la testa. No, una seconda volta non si lascerà ingannare.
Martina, dice piano, tu avevi già deciso. Poche ore fa eri a casa mia, con la valigia e la certezza di andare da lui. Una scelta chiara.
Mi sbagliavo allora! lo interrompe lei. Non capivo cosa stessi facendo! Ero sopraffatta dalle emozioni! Io
Davide sospira, passa una mano tra i capelli. È difficile, ma resta fermo: non vuole cedere ancora allistinto del perdono.
Non sei solo andata via da me. Sei andata da lui. Hai scelto, e io lo rispetto. Ora che le cose non sono andate come speravi, vuoi tornare indietro?
Sì! esclama Martina. Perché amo te. Solo te.
Lui tace qualche secondo, poi sorride amaramente. E, con inusitata fermezza, le dice:
Non credo più alla sincerità delle tue parole. Addio.
Martina sente crollare tutto dentro. Davide la guarda con calma, senza rabbia, ma nei suoi occhi non cè più alcun dubbio: davvero non le crede più.
Ti prego sussurra, ma la voce si spezza.
Mi dispiace, risponde lui. Ma è meglio così per entrambi.
Chiude la porta. Martina resta immobile nel vano scale ancora per qualche istante, poi lentamente si siede sui gradini, si copre il viso con le mani e piange. Questa volta le lacrime non sono di rabbia: sono la dolorosa consapevolezza di aver perso tutto Alessandro, Davide e di non sapere più cosa fare della sua vita.


