Grande divorzio
Esattamente quattro anni sono durata nel mio matrimonio con Marco. Ci abbiamo provato in tutti i modi a far sembrare il nostro amore eterno, ma non siamo mai riusciti a piantare radici solide nellorto della felicità coniugale. Sullo sfondo si profilava il divorzio.
Ma davvero vi lascerete così, semplicemente? mi ha chiesto la mia amica Chiara quando lho invitata a mangiare panini tondi ripieni con me per affogare lo stress.
Sì. Cosaltro possiamo fare? Ormai ci siamo chiariti. Sarà meglio per entrambi
Non è la questione del divorzio in sé! Parlo dellevento! Bisogna pur festeggiare, mettere un bel punto e andare a capo.
Sono solo nervosa in questo periodo, non è il caso di calcare la mano, ho risposto offesa, addentando una pizza ai frutti di mare dopo aver scartato quella con lananas.
No, amore, mica parlo di te! Parlo del tuo divorzio, ovviamente! Ricordi che matrimonio da sogno avete fatto? Io sto ancora pagando il debito per un pezzo della vostra torta! Quindi perché non fare un divorzio in grande stile? Un ristorante, il corteo, animazione, magari lincendio simbolico del ponte tra voi due? Io mi divertirei un mondo
Ma si può fare una cosa del genere?
Si deve! ha ribadito Chiara.
A parte che non ho più tanti soldi. Bisognerà dividere le cose, stracciare le lenzuola a metà
Ho unamica che organizza tutto in cambio di una cesta di arance! Il resto lo recuperi in regali. Ma intanto pensiamo alladdio al nubilato. Deve essere qualcosa di casalingo, modesto ma divertente. Un ultimo saluto alla vita da sposata.
Quindi come sempre facciamo: ci diamo appuntamento con le altre ma alla fine non ci va nessuna perché tutte hanno marito e figli?
Perfetto! La situazione ideale!
Il giorno dopo siamo andate nellufficio dellorganizzatrice, che si chiama Giulia. Stranamente Giulia lavorava alla cassa di una creperia nel centro commerciale, e nel frattempo prendeva ordinazioni.
Ci aiuti? le ha spiegato Chiara la questione.
Ma certo! Vedo già tutto: tu, la sposa, bellissima in abito nero da lutto, che giuri solennemente mai più. Lo sposo nei suoi ridicoli pantaloni comodi finalemente liberi di essere indossati tutto il giorno, che risponde il fatidico no. Poi tutti insieme andiamo al Monte dei Pegni e lasciamo le fedi. Gli invitati urlano Dolce! Amaro! Insomma, un sacco di idee, ha detto Giulia, poi si è girata verso la cucina e ha gridato con una voce da rompere i timpani: Ordinazione sessantaquattro, pronta!
Marco, sorprendentemente, ha preso bene lidea. I nostri genitori, invece, erano contrari.
Queste sono le vostre mode strane! Ai nostri tempi si divorziava in silenzio e ci si odiava per la vita, brontolavano da entrambe le famiglie. Soldi per il divorzio non se ne danno!
Dopo una settimana era tutto pronto. Secondo il copione di Giulia, la cerimonia iniziava con lo sgombero. Lo sposo doveva lasciare la casa affrontando una serie di prove: quiz, canti, e chi voleva aiutarlo gli dava suggerimenti o pagava una penitenza per farlo andare più in fretta e non attardarsi. Avendo dodici piani il palazzo, a Marco è stato permesso prendere lascensore, insieme ai suoi ultimi scatoloni e al testimone.
Grazie al cugino maggiore di Giulia, un fotografo della polizia è venuto a documentare tutto nei minimi dettagli. Dopo questo divorzio, nove persone sono finite nei suoi registri per la quantità di foto scattate!
Ora in Comune! ha proclamato Giulia quando tutti erano riuniti giù.
Seguendo la nuova tradizione, io e Marco ci siamo seduti insieme in macchina: l’ultima corsa insieme, poi ognuno per la sua strada. Agli altri invitati sono stati dati abbonamenti dellATM, spiccioli per il biglietto e la macchina del fotografo, dove durante il tragitto si facevano quiz ironici e finger printing. Appena siamo arrivati allufficio matrimoni, tutti cantavano Sono libera, sono libero! sulle note di Vasco Rossi.
Quando i timbri sono stati apposti, la cellula della società è stata sciolta e la folla è uscita cantando. Giulia ha preso una grande gabbia e ci ha proposto di catturare un paio di piccioni. Tutti hanno cantato, riso, festeggiato i giovani-divorziati. Gli uomini si sono congratulati con Marco e, invidiosi, gli hanno augurato una lunga vita da single. Le loro mogli, offese, hanno iniziato discussioni lì per lì, per poi lanciarsi nella corsa per il bouquet fatto di bollette della luce e del gas.
Che festone! ha commentato un invitato di unaltra cerimonia di matrimonio Questi sì che sanno godersi la fine!
Sono qui per divorziare, gli hanno spiegato.
Dopo aver visto la nostra gioia, molte altre coppie hanno rimandato le cerimonie previste per quel giorno.
Quando abbiamo segato il lucchetto dal ponte e lasciato le fedi al banco dei pegni per pagare parte del ricevimento, la processione si è spostata in ristorante. Ad aspettarci cera lorchestra presa in prestito per loccasione, pranzo di lavoro, e crepes con il miele. Sponsor dellevento era la Creperia n.8, proprio quella dove Giulia lavora alla cassa. La torta, ovviamente, aveva come base una pila di crepes.
Sembra quasi un funerale ho sospirato, guardandomi intorno.
In effetti oggi salutiamo la vecchia felicità coniugale, ha osservato Giulia, mescolando il ruolo di cassiera e animatrice, proponendo il ballo daddio ai già non più giovani.
È partita una melodia di Chopin.
Sai che alla fine è venuta proprio bene? ho detto a Marco mentre ballavamo al centro della sala.
Concordo, ha risposto lui. Non ho mai visto i nostri genitori andare così daccordo.
Abbiamo girato la sala e ho visto mio padre e quello di Marco abbracciati, che cantavano sottovoce piangendo, nemici storici finalmente concilati.
Il tavolo era pieno di regali: set di lenzuola singole, biglietti per concerti, manubri, stoviglie per una persona, voucher per yoga, abbonamenti in palestra e perfino inviti a spettacoli di cabaret Alla fine ci hanno consegnato le chiavi di due camere dalbergo in zone diverse di Milano, buoni sconto per la Creperia e un invito a due giri in macchina della polizia.
Alla fine ci sono stati i fuochi dartificio e la torta venduta a prezzo stracciato. Gli invitati soddisfatti sono tornati dai propri mariti, mogli e figli. Io e Marco ci siamo avviati ognuno per la propria via.
Dopo tre settimane era pronto lalbum fotografico. Marco è passato da me proprio mentre veniva a riprendersi le sue tronchesine per le unghie.
Sono belle foto, ho commentato, sfogliando insieme a lui le immagini in bianco e nero piene di volti felici e prove fotografiche surreali.
Sì, niente male, ha concordato. Cambierai cognome?
Ormai ci sono abituata. E poi Cavallaro non è che suoni tanto meglio.
Vero, ha sorriso Marco. Allora vado?
Sì Anzi, aspetta!
Marco mi ha fissata incuriosito.
Ti va di andare a cena in creperia? Oggi scadono i nostri buoni, sarebbe un peccato
Un vero peccato, ha convenuto Marco. Poi lo sai che il crêpe è simbolo di rinascita? Magari è un nuovo inizio. Quindi, è un appuntamento?
Dici ho esitato un istante, dici che non è un errore dopo un divorzio tanto rumoroso? Dicono che abbiano parlato anche in TV di noi
Non so, ma chi può giudicarci? Adesso siamo liberi e possiamo uscire con chi vogliamo, quando ci pare. A proposito, tra una settimana divorzieranno anche il testimone e la sua compagna. Ci hanno invitato. Vuoi venire insieme?
Ci penso, ho sorriso. Da loro ho appena ricevuto un set di lenzuola singole almeno avrò cosa regalare.




