NUORA
Anna Bellini aveva appena posato sulla tavola ben apparecchiata un grande piatto con lanatra al forno, sospirando. Da un momento allaltro sarebbero arrivati i figli con le loro mogli.
Il più giovane si era sposato da poco, con una cerimonia semplice. E va bene così, adesso i giovani fanno tutto in modo diverso. Lei avrebbe organizzato una grande festa! Con il marito invece erano solo andati in Comune, giusto per firmare i documenti. Le fedi le avevano comprate solo lanno dopodue cerchietti doro sottili. Per i figli avrebbe voluto fare tutto alla grande, ma loro hanno deciso così.
Ha solo un difettuccio, è sempre così impeccabile! aveva confidato Anna a unamica. Però la nuora aveva già deciso che era ora di parlarne.
Chiara, la moglie del figlio minore, era una brava ragazza, simpatica. Aveva fatto del bene a Marco, il più giovane. Gli aveva trovato un buon lavoro, lo incitava a crescere professionalmente. Fino a trentanni lui viveva senza preoccupazioni, senza troppi obiettivi. Anna in realtà aveva iniziato a preoccuparsi Ma poi, grazie a Chiara, tutto era migliorato.
Solo che, ecco, Chiara è un po troppo curata: va spesso nei centri estetici, si fa la piega ai capelli, le mani curate, il massaggio, la manicure e spende davvero tanto! Una moglie, con la famiglia come priorità, non dovrebbe buttare i soldi così!
Quando arriveranno i figliAntonella farà il piedicure invece di comprare le scarpe nuove al marito? Anna, nel profondo, non approvava questo tipo di donne. Lei metteva sempre le sue esigenze allultimo posto, soprattutto da quando era rimasta vedova e i figli, seppur adulti, avevano ancora bisogno di aiuto economico.
Fu interrotta dal campanelloerano arrivati. Chiara entrò in salotto come una piccola diva: capelli con piega fresca, unghie perfette, il volto quasi senza trucco grazie alla bravura dellestetista.
Chiara, ma come sei bella! esclamò Anna con sincerità, anche se una punta di disappunto le era scappata. Il tailleur nuovo, vero?
Sì, lho preso ieri rispose sorridendo Chiara. Ho ricevuto un bellissimo bonus a lavoro.
Eh, i soldi sarebbe meglio metterli da parte non poté fare a meno di commentare Anna. Tutto quello che entra in più, la tredicesima, i premi: meglio tenerli per i momenti difficili! Fidati, serviranno
Chiara non replicò. Le piaceva la suocera, donna semplice e dedita alla famiglia. Però, in cuor suo, pensava che il giorno nero arriva davvero solo se lo aspetti con ansia.
La serata fu piacevole, anche se Anna provò più volte a infilare, tra le chiacchiere, qualche consiglio sulle spese superflue. Chiara aveva capito benissimo il riferimento.
Anna, ma lei ci va mai dallestetista a fare la manicure? domandò, per stuzzicare.
Io? Anna esitò. Mai Faccio qualcosa a casa, per avere le mani a posto, ma basta così.
Nessuno diede importanza allo scambio, ma Chiara, da donna, ci rimase male. Possibile che, dopo aver cresciuto due figli che ora guadagnano bene, Anna non si conceda nulla?
Marco, ma tua mamma si coccola mai? gli chiese Chiara, tornando a casa.
Boh cucina benissimo, avete visto la tavola. Guarda la tv, va a trovare le vicine. Perché?
Perché secondo me non si concede niente di bello! Portatela ogni tanto al cinema, a teatro, in un ristorantino
Macché, non le interessa, fidati.
Chiara rimase zitta. Pensava a sua mamma, che anche nei periodi tirati non rinunciava a un taglio di capelli carino, un vestitino, o allabbonamento per il teatro cittadinogiusto per il piacere.
Chiara decise che Anna doveva provare a godersi un po la vita, non starsene solo a casa davanti la tv ad aspettare i nipotini cui avrebbe dato tutta se stessa.
Passarono un paio di giorni e Chiara chiamò Anna, invitandola a passeggiare insieme e prendere un caffè. Poi magari facciamo un salto al centro estetico! Devo farmi sistemare un po, ti offro qualcosa anche a te, se ti va.
Ma che dici, Anna si schermì, Se ne hai bisogno, ti aspetto in sala daspetto o fuori.
Ma no! Perché aspettare per niente? Mezzora si può ben dedicare anche a qualcosa di nuovo… Magari una bella manicure, o un massaggio alle mani?
Un po titubante, Anna accettò. Chiara aveva già chiamato il centro in anticipo: la conoscevano bene.
Ragazze, vi raccomando: a mia suocera fate trattamento top! E se potete, proponete con delicatezza anche qualcosa altro: pedicure, maschera Io ho già pagato tutto, ditele così. Tentate, magari poi viene sempre da voi!
Arrivate al salone, Chiara quasi spinge dentro la suocera.
Mezzora e basta, vero Chiara? E poi quanto costa?
Quando la simpatica estetista laccompagnò dentro, Chiara rimase fuori col telefonino: niente trattamenti, quel giorno, serve più a sua suocera che a lei.
Dopo due ore uscì Anna, rilassata e più luminosa che mai. Le ragazze erano state bravissime.
Oh Chiara, neanche sai quante cose che mi hanno fatto E il caffè, le tisane, tutte gentilissime! Però quanto ti è costato tutto questo? Sarà una follia
Onestamente, oggi cera una promozione! intervenne subito la receptionist. Porti unamica e lei non paga nulla. Quindi per oggi zero euro! Goditi tutto!
Chiara e una soddisfatta Anna andarono in una caffetteria lì vicino. Anna gustò un sorso di cappuccino e si adagiò sulla sedia con un sorriso nuovo.
Perché non facciamo più spesso delle uscite da ragazze? propose Chiara. Qui ci sono delle belle offerte per chi viene spesso, ti piacerà!
Mi è proprio piaciuto, ammise Anna. Non immaginavo nemmeno quanto potesse essere bello.
Avresti dovuto provarci prima!
Eh una volta cerano i figli piccoli, mio marito pace allanima sua Era molto risparmiatore, non approvava mai spese così. Poi non ci ho più pensato.
Ora invece cè motivo! Vieni per farmi compagnia, sennò mi annoio.
Allora, ogni tanto per farti contenta, vengo anchio.
Così, da quel giorno, Anna e Chiara hanno preso labitudine di condividere pomeriggi tra salone e shopping. Chiara, diplomatica, aggiornava con delicatezza il guardaroba della suocera, dicendole ogni volta che aveva speso la metà o un terzo del vero prezzo.
Convinceva pure Marco a portare la mamma in trattoria, poi tutti insieme al cinema. E per Capodanno Chiara regalò ad Anna labbonamento al teatro.
Ma sei ringiovanita! dicevano le vicine ad Anna, la suocera di Chiara.
Eh, è la gioventù che mi tira dietro sorrideva lei, arrossendo.
E in realtà Anna lo sentiva davvero: ora, in pensione, con due figli ormai adulti, era come se la sua giovinezza fosse appena iniziata. Una domenica, mentre tagliava una fetta di torta alle fragole per Chiara, Anna si guardò le mani: curate, con lo smalto chiaro e perfetto. Le sembrò di non riconoscersi, ma in fondo, quella nuova Anna le piaceva. I nipotini ridevano sul tappeto, Marco e Chiara scherzavano vicino al tavolo, e tutto le parve così leggero e pieno di futuro.
Si alzò allimprovviso, prese il telefono e chiamò la sua migliore amica Lucia.
Senti, domani pomeriggio niente tombola: ti porto io a fare la manicure, ma quella vera, da regina. Non si discute!
Lucia rise incredula, accettando subito.
E mentre Chiara le strizzava locchio, Anna pensò che forse la felicità era proprio questo: permettersi di cambiare un po, di sorprendere sé stessi, e di vivere senza più paura di spendere cose buone per sé. Perché ogni stagione della vita può essere nuova, se solo si trova qualcuno che ci inviti a uscire dal guscio. E Anna, finalmente, aveva appena riscoperto la gioia delle piccole rivoluzioni.



