La pioggia serale batteva dolcemente contro i vetri.
Giulia era seduta alla scrivania, con un libro aperto davanti.
Non riusciva a leggere nemmeno una riga.
Si sentiva sola.
La giornata era stata pesante, piena di pensieri che non trovavano pace.
Non aveva nessuno con cui condividerli.
Guardava la pioggia scivolare sul vetro, come lacrime silenziose.
Poi la porta si aprì piano.
Era Francesca, sua sorella maggiore.
Entrò senza far rumore, come sapeva fare lei.
Le mise una mano sulla spalla.
— Va tutto bene, sono qui — disse sottovoce.
Giulia sospirò.
Un sospiro lungo, trattenuto da ore.
Poi sorrise, appena.
Francesca si sedette accanto a lei.
Non disse altro per un momento.
Guardarono insieme la pioggia disegnare scie luminose sul vetro.
Il silenzio, tra loro, non era mai imbarazzante.
Era un silenzio che curava.
— Com’è andata oggi? — chiese infine Francesca.
— Male — rispose Giulia. — Tutto storto.
— Il progetto?
— Anche quello.
Francesca annuì piano.
— Forse sei stata un po’ frettolosa — disse con dolcezza. — La prossima volta prova a fare diversamente.
Giulia sentì una piccola fitta.
La critica, anche se gentile, fa sempre un po’ male.
Abbassò lo sguardo sul libro chiuso.
— Pensavo di aver fatto del mio meglio — mormorò.
— Lo so — disse Francesca. — E infatti non ti sto giudicando.
— Allora cosa stai facendo?
— Ti sto aiutando a vedere oltre.
Giulia alzò gli occhi verso di lei.
Francesca aveva quello sguardo di sempre.
Quello sguardo che non condanna, ma accompagna.
— Hai ragione — disse Giulia piano. — Forse ho corso troppo.
— Succede a tutti — rispose Francesca. — L’importante è non fermarsi lì.
Giulia capì, in quel momento, che Francesca non criticava mai senza motivo.
Voleva solo il meglio per lei.
Da sempre, fin da quando erano bambine.
— Grazie — disse Giulia, abbracciandola forte.
— Ti voglio bene, sorellina mia.
Francesca ricambiò l’abbraccio senza fretta.
Fuori, la pioggia continuava a cadere.
Ma dentro quella stanza, qualcosa si era scaldato.
Giulia capì che avere una sorella è un vero dono.
Anche nei momenti più bui, non si sentiva mai sola.
Fuori pioveva ancora. Dentro, finalmente, c’era pace.





