Premurosa nonna
Elisa Mattea, una donna energica e determinata di poco più di sessantanni, oggi dice alla sua nipote:
Marina! Ho aspettato a lungo, ma ora la mia pazienza è esaurita. Quando finalmente mi permetterai di morire in pace?!
La giovane e magra Marina, storica dellarte, rimane sorpresa da una domanda così singolare.
Quando ti sposi, eh? Così posso lasciare questa vita col cuore sereno? Hai quasi 27 anni, prosegue la nonna, Dimmi perché ho trascorso tutta lestate in quella triste villetta di campagna con la vecchia Sciarri e per tre mesi ho ascoltato venti volte al giorno i suoi lamenti sulle emorroidi? Per sistemarti la vita privata. E invece, non hai nemmeno fatto una nuova conoscenza!
Ma nonna, dove e quando dovrei conoscere qualcuno? Lavoro, spagnolo, la tesi. Nel mio museo di uomini single cè solo Arcadio Pallini, lo hai visto anche tu.
Sì, Arcadio Pallini in mancanza daltro sarebbe neppure un gambero, ma una mezza gamberetta, ammette cupamente la nonna.
Il giorno dopo Elisa Mattea telefona alla vecchia Sciarri e scopre che sua nipote ha conosciuto il futuro marito in una discoteca.
Peccato che Marina non frequenti le discoteche, quindi toccherà a Elisa stessa valutare il parco uomini adatto per la nipote, oppure cercare altri luoghi dove potersi imbattere in qualche candidato.
Elisa Mattea scopre che alle donne lingresso in discoteca è gratuito dalle 21 alle 24 e, senza perdere tempo, la sera dopo ci va, dicendo a Marina che sta uscendo per una passeggiata prima di dormire.
Dopo aver steso il buttafuori con un discorso, che provava a dire qualcosa sulletà, Elisa Mattea si fa accompagnare dallo stesso addetto e si sistema su uno sgabello alto vicino al bancone, scrutando severamente lambiente. Il clima nel locale cambia subito, diventando teso come una riunione scolastica quando il preside sorprende una banda di ragazzi a bere birra sul campo sportivo.
Come si trova da noi, signora? Le piace? chiede timidamente il barman, porgendole un bicchiere alto. Un cocktail analcolico. Offerto dal locale.
No. Assolutamente senza prospettive, risponde secca Elisa Mattea. Qui, per una ragazza perbene, non cè nulla da fare. Poi, non ci sarebbe male mettere un goccio di cognac nel cocktail. Quello lì, il ragazzo coi capelli rossi ha problemi alle anche o si balla così adesso?
Fino a Capodanno Elisa Mattea va al concerto rock, allo spettacolo di fuochi, allesibizione di cantautori depressi, a gare di mountain bike estremo, a un torneo di scopone e, presa dallo sconforto, a un seminario di giovani poeti. I poeti la stremano. Tirare lesca non avrebbe senso – e se qualcuno abboccasse, sarebbe meglio evitare.
Sì, Marina, ti capisco. Ai miei tempi dovevo scegliere tra il tuo nonno e una decina di altri, non peggiori di lui. Persino quella vecchia Sciarri aveva diverse scelte, anche se ha sempre guardato appassionata tuo nonno. Ma oggi, cara, i giovani si sono rimpiccioliti in modo incredibile: non cè nessuno che valga la pena fissare.
A marzo Elisa Mattea, in visita alla vecchia Sciarri, decide di fermarsi da Marina al suo lavoro. Avvicinandosi al museo, scivola e cade, per fortuna non sulle scale. Un militare si avvicina prontamente e la aiuta a rialzarsi. Elisa Mattea, appoggiandosi al braccio del gentile ufficiale, si controlla per assicurarsi di non essersi rotta o slogata nulla, poi osserva il militare e dice:
Signor maggiore, lei è un carrista. Mio marito, pace allanima sua, comandava un reggimento di carri armati. Mi dica, signor maggiore, ha unora libera?
Il maggiore, pensando che avrebbe dovuto riportare la vecchia comandante a casa e rimproverandosi per i suoi sentimenti, annuisce rassegnato.
Benissimo. Mi dica, è mai stato in questo museo storico? No? Un vero peccato. Le consiglio vivamente di entrare ora! E chieda che la visita sia guidata da Marina Sciarri. È una guida eccellente, non se ne pentirà.
Il maggiore non capisce nemmeno lui perché entra nel museo. La nonna lo ha quasi ipnotizzato
***
Ultimamente Elisa Mattea sussurra al piccolo bisnipote Matteo addormentato:
Tu, amore mio, piccolo orsetto, presto andrai a scuola; il papà finirà laccademia militare e la mamma finalmente concluderà il dottorato. E ora posso lasciar andare il mio cuore tranquillo. Ma crescerai solo, mio passero? No, ti serve una sorellina! E quando nascerà la tua sorellina, poi lei andrà a scuola, poi eh, poi vedremoCon un sorriso dolce e una carezza sulla fronte del piccolo Matteo, Elisa Mattea si alza silenziosamente dalla sua poltrona e, con occhi vivaci e il cuore contento, si avvicina alla finestra. Fuori, il chiaro di luna illumina la vita che prosegue, con risate che arrivano dalla stanza accanto dove Marina e il maggiore discutono animatamente di viaggi e arte, e il papà di Matteo racconta storie di coraggio ai più giovani.
La nonna osserva la scena, ammirando ciò che ha innescato legami che si intrecciano, vite che fioriscono. Lancia un ultimo sguardo verso Matteo, consapevole che il futuro è pieno di speranza e sorpresa e, in quellattimo, sente di aver lasciato un segno nel mondo, anche migliore di quanto avesse sognato.
Poi, chiude piano la porta della stanza, felice di sapere che la sua premurosa inquietudine ha costruito una famiglia dove persino il pensiero di una sorellina, come un desiderio dolce e distante, risuona tra sogni, abbracci e promesse. Con la serenità nel cuore, Elisa Mattea si addormenta anche lei, nelle braccia della notte, certa che ogni nuovo giorno porterà un po di quella tenacia luminosa che solo una nonna sa diffondere.



