Pensionata racconta: “L’ultima volta che ho visto mio figlio è stato più di sei anni fa” – La vicina…

Da quanto tempo non parli più con tuo figlio? le ho chiesto alla mia vicina, mentre il mondo sembrava sprofondare sotto i miei piedi.

Sullo sfondo di una Milano irreale, dove i tram danzano come pesci dorati fra le nuvole alla sera, la signora Rosalinda sospirava con il volto nascosto tra le mani. Sono ormai sei primavere che non lo vedo ha sussurrato, con una voce che sembrava uscita dal fondo di un pozzo. Allinizio, quando lui se nè andato con la moglie sua, ogni tanto mi chiamava. Poi, pian piano, come neve sciolta tra le dita, non cè più stato nessun filo che ci legava. Una volta gli ho comprato una torta di ricotta per il suo compleanno, con le candeline che si muovevano da sole come lucciole. Sono andata a trovarlo…

I suoi occhi brillavano vicino ai lampioni che si accendevano piano. E poi cosa è accaduto? ho domandato, mentre le ombre delle rondini giocavano sulle nostre pareti.

Era lei, la mia nuora Serena, che ha aperto la porta come una regina infastidita nella sua corte senza colore. Mi ha detto che la mia presenza non era gradita in quella casa. Matteo, mio figlio, se ne stava fermo nellombra del corridoio, e mi guardava come una statua senza voce. Non ha detto niente. Ha girato lo sguardo verso il quadro storto allingresso, come se fossi diventata invisibile. Quella è stata lultima volta che lho visto.

Davvero non ti ha più chiamata? quasi non riuscivo a crederci, mentre il sogno sembrava scorrere lento come il Naviglio in autunno.

Lho chiamato una volta, quando ho deciso di vendere lappartamento grande, quello con i pavimenti di marmo freddo. Volevo prenderne uno più piccolo, qui vicino ai giardini di Porta Venezia. Gli ho dato anche degli euro quando è venuto a firmare le carte, ma poi… è svanito come nebbia. Da allora, niente. Nemmeno una cartolina a Natale.

Ma sei davvero sola ora, o hai imparato ad esserlo? ho chiesto, timorosa di rompere lincantesimo di quella notte storta.

Rosalinda ha sorriso, un sorriso piccolo e fragile come un biscotto: Sto bene, sai… Il mio compagno mi ha lasciato per unaltra quando ero giovane, e sono rimasta con Matteo tra le braccia, sola ma piena damore. Lho cresciuto con cura, pane caldo e storie prima di dormire. Poi un giorno mi ha detto che voleva vivere da solo e io mi sono anche sentita felice: pensavo che volesse imparare a volare sulle sue gambe. Ma invece era per una ragazza, Serena, la stessa che ha poi voluto lappartamento tutto loro, dove nessuno potesse disturbare i loro sogni segreti. Poi, lei è rimasta incinta.

Me lo racconti come se fosse una cosa leggera… le ho detto, sbalordita dalle sue parole leggere come piume. Non ti pesa il fatto che tuo figlio ti abbia dimenticata proprio adesso che sei ormai anziana?

Ormai ci ho fatto il callo. sorride; nella sua voce cè musica leggera e stanca. Mi piace vivere qui, in questo palazzo nuovo che sembra una nave in mezzo alle nuvole. Ho abbastanza soldi, non mi manca niente. Ogni mattina mi sveglio quando la città ancora sogna, metto su il bollitore per il tè e vado sul balcone a guardare la città che sbadiglia. Da giovane sognavo solo di riposare una notte intera, lavorando nei ristoranti e nei mercati fino a tardi. Sognavo una vecchiaia piena di parenti che mi stringono forte… Ma forse ero destinata a rimanere sola.

E perché non prendi un animale di compagnia? Almeno un gatto, o magari due…

Ah, cara mia, mi dice mentre accarezza il davanzale come se fosse una coperta, a volte anche i gatti se ne vanno, senza voltarsi. Un cane sarebbe troppo; non saprei nemmeno se domani mi sveglierò ancora a guardare la luce. Non posso badare a qualcuno che poi potrei lasciare solo. Ho fatto già troppi errori con chi amavo troppo.

La signora Rosalinda, sotto il cielo che si piega sulle guglie del Duomo, sembra tremare per un attimo, e per la prima volta il sogno ha il sapore salato delle lacrime.

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