Da due mesi accompagno una donna di 56 anni in giro per i ristoranti. Ma appena lho invitata a casa mia, la signora ha immediatamente tolto la maschera.
Cinque anni fa ho divorziato serenamente e mi sono abituato alla tranquilla vita da scapolo. Tuttavia, ultimamente ho iniziato a sentire quanto sia triste rientrare da solo in un appartamento vuoto.
Ho 56 anni, godo ancora di buona salute e non mi manca lenergia. Così mi sono iscritto a un sito di incontri, sperando di trovare una compagna con cui condividere la quotidianità. E già dai primi messaggi ho capito di avere avuto fortuna: ho incontrato davvero una persona interessante.
Il suo profilo era essenziale:
Caterina, 56 anni, vedova, cerco un uomo serio per relazione stabile.
La sua foto mostrava una donna semplice, senza eccessi, con uno sguardo gentile. Abbiamo iniziato a scriverci rapidamente. Ho messo in chiaro subito che non cercavo lunghe relazioni virtuali, ma una donna reale con cui vivere insieme, condividere la routine e partire per una vacanza. Lei era daccordo e subito ci siamo dati appuntamento per il weekend in centro a Bologna.
Il primo incontro è andato benissimo. Abbiamo passeggiato a lungo sotto un cielo limpido. Lei mi raccontava con passione del suo lavoro, dei nipotini; io ascoltavo con attenzione e annuivo. Ho apprezzato che fosse calma e non logorroica. Più tardi lho invitata in una trattoria e, naturalmente, ho pagato io: sono allantica e per me se un uomo invita, deve offrire.
Abbiamo iniziato il classico periodo delle rose e cioccolatini. I fiori e i dolci li portavo io, ma il tempo era per noi due. Ogni venerdì e sabato organizzavo serate culturali intense: tra teatri, mostre o concerti. Non sono un tipo spilorcio, ma se ora dovessi fare i conti delle spese di questi due mesi di corteggiamento, mi verrebbe quasi il mal di testa.
Visite al teatro, seguite da cene nei ristoranti migliori. Ogni settimana una nuova occasione: ora una mostra di mosaici, ora uno spettacolo, unescursione fuori porta accompagnata da un ricco pranzo al casolare.
Cercavo di essere un gentiluomo, pensavo che ci stessimo lentamente avvicinando. Lei sorrideva dolcemente, mi prendeva sottobraccio in strada e diceva:
Giulio, stare con te è così piacevole, sei un vero signore daltri tempi.
Naturalmente, queste parole mi facevano sentire speciale.
Segnali dallarme al cinema
Col senno di poi, il suo comportamento era molto chiaro.
Primo: non mi ha mai invitato a casa sua. Mai un caffè, mai una chiacchiera tra le sue quattro mura. Sempre una scusa: Oggi ho un po di disordine, Stasera ho mia nipotina ospite, Sono esausta dal lavoro, vediamoci in centro. Allinizio credevo fosse solo riservatezza: magari dopo tanto tempo da sola, non era abituata ad avere un uomo in casa. Non insistevo, ho solo aspettato il momento giusto.
Secondo: i discorsi sulletà erano strani. Quando si parlava di svaghi, viaggi, ristoranti, sembrava una ventenne. Proattiva, lei stessa proponeva di trascorrere il weekend fuori o di andare alle terme. Ma, appena il dialogo virava verso una maggiore intimità, si trasformava in una nonna brontolona.
Un sabato sera al cinema, in ultima fila, ho appoggiato delicatamente la mano sul suo ginocchio. Solo la mano, nulla di più. Subito lha spostata, rigida ma cortese:
Giulio, ci sono persone attorno.
Caterina, la sala è buia, siamo soli qui dietro.
Non importa, non si fa. Non siamo mica adolescenti.
Ho pensato fosse solo beneducata. Forse davvero una donna di altri tempi, che va rispettata. Ma dentro di me cominciava a montare un disagio. Non abbiamo più sedici anni, il tempo non è infinito: che bisogno cè di fare i preziosi per mesi?
Lei poi adorava parlare dei suoi acciacchi: mal di schiena, la pressione, problemi di colesterolo. E lo faceva con una certa compiacenza. Era capace di raccontare per tutta la cena quale crema funzionasse meglio.
Io ascoltavo davvero interessato, proponevo anche di accompagnarla da specialisti bravi. Poi, quando le ho detto che andavo in piscina due volte a settimana per tenermi in forma, ha storto la bocca:
Ma cosa ti metti a fare fatiche? Ti rovini solo il cuore. A questa età bisogna starsene sul divano con un bel libro, mica nuotare fra il cloro.
Ma io non volevo diventare uno stagnone sul divano. Voglio vivere davvero.
Il momento della verità e la predica sulletà
Ieri sera ho deciso: basta tirarla per le lunghe e fare il boy scout. Dopo due mesi è ora di capire se siamo giusti luno per laltra.
Abbiamo cenato in un ristorante toscano; pici al tartufo, buon vino rosso. Ridevamo, lei raccontava aneddoti divertenti dei colleghi. Sembrava una donna come tutte, pensavo fosse arrivato il momento per una conversazione sincera.
Siamo saliti sulla mia macchina, fuori pioveva, dentro cera il tepore dei riscaldamenti e una musica in sottofondo. Le ho preso la mano, e stavolta non lha allontanata.
Caterina, che ne dici se passiamo a casa mia? Sediamo, ci prendiamo una tisana, ascoltiamo un po di musica.
In pochi secondi ho sentito il suo corpo irrigidirsi, il sorriso si è spento, il suo volto è diventato di pietra.
Giulio, ma tu che cosa vuoi esattamente?
Non voglio alludere, parlo chiaro. Mi piaci. Siamo due persone libere, ci frequentiamo da più di due mesi. È naturale volerci avvicinare.
A quel punto è partita con una tirata infinita su vergogna, età e valori spirituali, che mi ha lasciato di sasso:
Ma ti rendi conto di quello che dici? un tono severissimo. Queste sono cose da ragazzi! Noi a questa età? Ma ti immagini che scena, nudi e pieni di rughe. Che orrore. A questa età limportante è la spiritualità, la compagnia, la vera amicizia. Queste cose sono per i giovani!
Ero incredulo. Secondo lei ero solo una bestia, per aver desiderato una donna dopo otto settimane di attenzioni?
Aspetta Caterina. Quale pancia? Io vado pure in palestra, sto benissimo. E tu, per la tua età, sei in forma. Perché ti comporti come se fossimo già in pensione a vita e restasse solo la compagnia da tombola?
Perché così si fa! ha tagliato corto lei. Le donne serie della mia età badano ai nipoti e curano i fiori! Mi vergognerei davanti ai miei figli se mi mettessi con un uomo per certe cose.
A quel punto ho perso la pazienza, e sono stato chiaro:
Allora, in realtà, non volevi un compagno! Due mesi a mangiare e farti portare in giro, sere tra teatri e mostre, tutto a carico mio. Non ti sei vergognata di accettare regali da questo animale, e adesso che io vorrei solo un po di normalità, storci il naso?
Lei è arrossita, ma non certo per imbarazzo, era rabbia.
Pensi che dopo una cena io sia obbligata a finire tra le tue braccia?
Non travisare, ho risposto mantenendo la calma che mi restava. Ho fatto tutto questo perché credevo nelle relazioni che crescono. Ma tu cercavi solo unamica, anzi meglio: con portafoglio e automobile.
È saltata giù dalla macchina e ha chiuso la portiera con uno schianto. Non sono corso dietro di lei: ormai era tutto chiaro. Lho osservata mentre si allontanava verso il portone, portandomi dietro amarezza.
Adoro i discorsi profondi, i bei libri, la storia. Ma sono un uomo, con desideri sani e normali e non ho intenzione di rinunciare allintesa, solo perché qualcuno ha delle paranoie sulletà e le rughe.
Ho cancellato il suo numero e pure il mio profilo dal sito. Ora mi serve tempo per riprendermi dopo questa farsa.
Adesso ho deciso: al primo appuntamento chiedo direttamente cosa pensa dellintimità. Se sento lennesima predica sulla vecchiaia e i nipoti sono la vita, chiedo subito il conto separato e saluto.
E voi, che ne pensate: a 56 anni è davvero unoscenità proporre un po di intimità a una signora? E perché certe donne si iscrivono sui siti dincontro, se pensano che la loro vita sia ormai tutta passata?



