Diario personale, 23 marzo
Questa sera mi ritrovo a riflettere su quanto sia superficiale il nostro modo di giudicare gli altri, specialmente quando si tratta di apparenze. Tutto è successo durante il gala di beneficenza che si è tenuto al Grand Hotel Vespucci, qui a Milano. Il Salone Dorato sembrava brillare più delle stelle, tra riflessi di gioielli e abiti firmati.
Anna, avvolta in uno scintillante abito dorato, sorseggiava un Barolo pregiato al braccio di Riccardo. Li osservavo mentre ridevano tra loro guardando gli altri ospiti, commentando con quel tono leggermente snob che non ho mai sopportato. Ma il loro buonumore svanì appena entrò Isabella. Una ragazza giovane, dal viso gentile, indossava un cappotto beige consumato e delle semplici ballerine.
Anna la squadrò dallalto in basso con aria sprezzante, ostacolandole la strada. Riccardo, nemmeno cercando di abbassare la voce, sussurrò platealmente:
Ma le donne delle pulizie oggi hanno sbagliato ingresso?
Anna scoppiò a ridere, avvicinandosi ancora di più a Isabella con finta gentilezza:
Tesoro, la mensa gratuita è dallaltra parte del Duomo. Dovresti evitare di rovinare latmosfera della mia festa.
Ma Isabella non vacillò. Rimase ferma, serena, sostenendo lo sguardo di Anna con tale forza che sembrava che tutta la stanza si fosse fermata.
Allimprovviso comparve il signor Bernardi, il direttore della fondazione. Elegante e distinto, non degnò di uno sguardo Anna e Riccardo che già sorridevano convinti che volesse salutarli con deferenza. Si fermò invece davanti a Isabella, e con profondo rispetto la accolse:
Signora Moretti! Mi scusi se labbiamo fatta attendere, laereo privato è atterrato in anticipo. Il contratto per lacquisto della holding è pronto per la sua firma.
Il tempo si è come fermato. Il viso di Anna si è sbiancato, la bocca spalancata per la sorpresa. Il calice di vino è scivolato dalle sue mani, frantumandosi rumorosamente sulle mattonelle di marmo.
Ho osservato Isabella prendere la penna, senza togliere il suo cappotto logoro, e apporre una firma elegante sul documento dellassistente.
Poi si è girata verso Anna, e con voce gelida ma composta ha detto:
A proposito, Anna, questa non è più la tua festa. Ho appena acquisito questo edificio e la compagnia di tuo marito. E la tua atmosfera non rientra nella mia visione dinsieme. Sicurezza, potete accompagnare fuori questi signori?
Riccardo e Anna sono rimasti immobili, incapaci di reagire, mentre due addetti alla sicurezza li invitavano gentilmente, ma senza possibilità di replica, a lasciare il salone.
Che insegnamento questa sera! Nella vita, dietro un cappotto rovinato può celarsi una persona che domani avrà il potere di cambiare il nostro destino. Non dimenticherò mai questa lezione.





